Nella chiesa della sacra famiglia, a Firenze, gremita fino all’inverosimile di amici, estimatori ed autorità, presente il gonfalone del comune, si sono svolti i funerali di Giovanni Errera, deceduto dopo breve malattia, circondato dall’affetto della moglie Cristiana e dei figli Lorenzo e Leonardo.
Giovanni Errera, dirigente della Regione Toscana, giornalista, scrittore e noto documentarista, aveva 71 anni. Nella sua lunga e poliedrica attivita’ Errera, che era nato a Tripoli, era stato anche professore di diritto internazionale in diversi istituti fiorentini e, dal 1983 al 1990, stretto collaboratore di Giuliano Amato quando era sottosegretario e successivamente ministro del tesoro. La sua militanza nel partito socialista lo aveva portato ad essere amico personale di Sandro Pertini e della moglie Carla Voltolina, un legame di cui era particolarmente orgoglioso. Prolifico documentarista, Errera, che era giornalista pubblicista dal 1966, e’ stato anche collaboratore di Sergio Zavoli ed ha girato filmati sui grandi del nostro tempo, sia per la Rai che per l’ Istituto Luce: da La Pira a Calamandrei, da Rita Levi Montalcini a Nilde Jotti, da Enzo Ferrari ai sindaci di Firenze Gaetano Pieraccini e Mario Fabiani. Assai noto quello su Gino Bartali di cui era grande amico. E’ stato anche autore di numerose pubblicazioni.
Uomo di grandissima onestà, rara bontà e generosità, non aveva voluto fare mancare, per amicizia e comunanza di intenti, la sua collaborazione a Pensalibero per cui aveva scritto elzeviri e deliziosi quadretti che ripercorrevano vicende semisconosciute della storia italiana.
Subito dopo il rito funebre Errera è stato ricordato con parole commosse e sincere dal ministro dell’interno Giuliano Amato, dal vice-sindaco di Firenze, Giuseppe Matulli e dall’ex sindaco Giorgio Morales, da oltre mezzo secolo legato a Errera da un fortissimo sodalizio di amicizia.
In mezzo alla gran folla, presenti tantissimi esponenti politici: l’ex ministro Lelio Lagorio, l’on. Valdo Spini, il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, l’ex presidente della Provincia ed ex assessore regionale Luigi Tassinari, gli assessori comunali Eugenio Giani e Graziano Cioni, Franco Camarlinghi, Alessandro Falciani, consigliere comunale socialista, incaricato di indossare la fascia tricolore in rappresentanza ufficiale di Palazzo Vecchio.
Tantissimi anche gli amici del Gruppo dei Centouno di cui Errera faceva parte: da Adalberto Scarlino a Paolo Baglioni, da Lucia Pugliese a Nicola Cariglia e Narciso Parigi.
ADDIO A GIOVANNI ERRERA
Collaboratore di Pensalibero, dirigente della Regione Toscana, giornalista, scrittore e noto documentarista, è scomparso a 71 anni. Amico di Pertini e di Bartali è stato autore poliedrico e rigoroso amministratore.

Giovanni era un amico di vecchia data anche se negli ultimi tempi la nostra frequenza non era assidua. Ad ogni incontro c’era la promessa reciproca di vedersi più spesso e parlare dei tanti progetti cinematografici che aveva in mente e rinnovare quel sodalizio di quando insieme aveva realizzato i documentari per la Rai su l’Arno, le biografie dei sindaci fiorentini Pieraccini e Fabiani o ancora i cento anni della SMS di Rifredi.
Il giorno dei funerali mentre assistevo alla cerimonia funebre ho ripensto all’impegno che con Giovanni avevo preso, portargli le foto che un amico fotografo ci aveva scattato quando andammo a trovare (una piacevolissima cena) Tiziano Terzani in quel dell’Orsigna, sulla montagna pistoiese.
Giovanni aveva procurato l’incontro con Terzani per un’intervista da trasmettere al telegiornale in occasione dell’uscita del suo libro “Asia”, il volume che in copertina, all’interno di una cartina geografica, ha un puntino con scritto “Orsigna”.
Giovanni era stato amico d’infanzia di Tiziano. Abitavano nei pressi di Casellina, allora considerata lontana periferia di Firenze ed ora un tutt’uno con Scandicci e la stessa città.
Fra i tanti rimpianti per la sua prematura scomparsa rimane anche questa promessa non mantenuta.
Mi farò perdonare portandone alcune alla cara moglie Cristiana.
Un ricordo in più anche per lei.
Addio caro Amico.
Marcello Paris
Ho avuto la fortuna di conoscere Giovanni il 5 maggio del 1979, quando scese dalla macchina presidenziale in compagnia di Sandro Pertini. Io ero li, sulla porta del mio negozio di via Gioberti e avendo la macchina fotografica a portata di mano, immortalai questo avvenimento. Pertini stava andando a pranzo da Giovanni e cosi, come farebbe un qualunque invitato, ordinò di fermare la macchina per andare personalmente a comperare dei pasticcini. La foto fu pubblicata sulla Nazione il giorno dopo, ma questo è il meno. Il pomeriggio dello stesso giorno passò dal negozio Giovanni, io essendo appassionato di fotografia, avevo già stampato le foto e ne consegnai una con dietro un ringraziamento a Sandro Pertini per l’inaspettata visita. Ne detti una anche a Giovanni che con la sua solita gentilezza e modestia, mi ringraziò molto. La mattina dopo, verso le otto- otto e mezzo, sento suonare il campanello di casa mia in via Gioberti e con stupore vedo Giovanni con in mano una lettera di Sandro Pertini che di suo pugno ringraziava me, Andrea Foglianti, per ” l’affettuosa attenzione” a lui rivolta. Naturalmente questa lettera è da me custodita tutttora gelosamente!!!
Ecco, è qui che è iniziata la meravigliosa amicizia con Giovanni. La sua semplicità educazione e bontà mi hanno, per fortuna, accompagnato in tutti questi anni. Ci siamo frequentati anche in vacanza a Viareggio e qui abbiamo diviso un’importante amicizia con Lello Arena, passando tutti insieme, anche con le rispettive famiglie, giornate e serate indimenticabili. Con lui mi sentivo sempre a mio agio, anche se la differenza culturale era enorme, lui ti faceva sentire uguale a lui, con lui non ti sentivi mai in inbarazzo. Negli ultimi anni non ci siamo frequentati molto ma abitando vicini ci incontravamo spesso, al bar la mattina, o solo sul marciapiede con un saluto veloce. Ora tutto questo mi mancherà molto, quando esco la mattina sò che non incontrerò più Giovanni e mi vengono in mente le parole che ha detto il suo amico di sempre Morales : Ma ci pensate se tutti gli uomini e le donne del mondo fossero buoni come era buono Giovanni?
Ciao Giovanni, mi mancherai, ci mancherai.
Andrea