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Libertà di genere e delirio di onnipotenza. Un caso a Roma

Le inaccettabili offese ad una coppia gay in un locale romano e la inaccettabile e impossibile sanzione richiesta da una associazione contro le discriminazioni di genere.

di Vincenzo Donvito | 23 Luglio 2018

Una coppia gay è stata offesa in quanto tale alla fine della loro cena in un ristorante a Roma (1). Umiliante e triste che nel 2018 debbano accadere ancora cose del genere. Siamo sobbalzati quando abbiamo appreso che un’associazione che gestisce un servizio di aiuto e denuncia di casi di discriminazione delle libertà di genere, è intervenuta chiedendo che l’autorità amministrativa revocasse la licenza a questo ristorante e valutasse anche specifiche sanzioni.
Siamo in ambito di violazioni del codice da definire, senza offesa fisica (reati non-violenti direbbero in Usa), ma tutto da definire anche per il reato in sé. Contesto normativo che non assolve i responsabili di questa violenza, ma che legalmente va valutato. Mentre, per quanto ci riguarda, il contesto socio-culturale è odioso, da condannare, e non è da escludere un’azione di denuncia pubblica. Per l’appunto, denuncia pubblica, che la stessa associazione coinvolta ha già fatto invitando a non frequentare quello specifico ristorante. Ma vista la richiesta di revoca (REVOCA) della licenza, anche noi ci sentiamo offesi, e non chiederemo che l’associazione che ha fatto questa richiesta sia messa al bando. Crediamo che l’amministrazione comunale non potrà dar seguito ad una simile richiesta e l’associazione avrà forse ottenuto l’effetto desiderato (dando per scontato che non siano cosi’ disinformati da credere che una cosa del genere sia possibile): tuoni e fulmini
sui titoli dei media, con una richiesta estrema che secondo essa dovrebbe dare più forza alla loro condanna ed esecrazione….. è la logica delle fake news: dire falsità spacciandole per vere (e il contesto della odiosa violenza di genere è ottimo per accreditarsi). E’ così che vogliamo sollevare l’indignazione di casi del genere? Ingannando le persone paventando il perseguimento e la condanna dell’imbecille che ha fatto certe affermazioni? E’ cosi’ che si vuol contribuire a creare consapevolezza e coscienza della libertà di genere?
A noi affermazioni del genere fanno venire i brividi e, pur se siamo ben solidi nelle condanne di questi episodi, non ci sogneremmo mai di usare un auspicio di riduzione in miseria del reo (revoca della licenza e multa), con l’aggravante che si tratta anche di una fake news. E’ probabile che abbiamo una impostazione diversa da questa associazione che auspica il “rogo” per chi fa violenza. E crediamo che sia la logica delle corporazioni, che funziona non solo in economia ma anche nella cultura e nell’umanità: un’associazione che difende a afferma le libertà di genere e che, quando si sente colpita pesantemente, mette il suo diritto avanti ad ogni altro diritto, inventandosi anche le pene per la distruzione di chi ha violato il proprio diritto (2). Noi siamo tra coloro che ritengono fondamentale far capire il tipo di società ed economia in cui vorremmo vivere, a partire dai modi di condanna ed esecrazione verso coloro che la pensano in modo opposto al nostro, e che
magari vorrebbero anche distruggerci.
Il delirio di onnipotenza a cui abbiamo assistito da parte di questa associazione è sintomatico e preoccupante. Crediamo che, se si usa il cervello, il buon senso, il diritto e la legge, richieste forcaiole come quella che stiamo qui condannando, possano dare risultati contrari a quello che si presume si voglia ottenere. Ovviamente se si vuole ottenere non la distruzione dell’avversario ma il suo convincimento ché se continua a fare certe cose, si puo’ solo fare male.

1 – qui la notizia dell’agenzia Italpress di oggi 21/07/2018:
Ristorante a Roma offende coppia gay. E’ quanto denuncia in una nota Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center, che chiede al Comune di procedere alla revoca della licenza al locale. “Giovedi’ scorso – si legge nella nota – un ragazzo romano gay, S. di 21 anni, e il suo fidanzato, si sono recati alla Locanda Rigatoni, in Via Domenico Fontana, vicino Piazza San Giovanni, per cenare. La coppia era andata per passare una serata tranquilla e hanno ordinato dei primi, chiedendo di sostituire del pecorino con del parmigiano. Alla fine della cena, quando e’ arrivato lo scontrino, hanno trovato scritto sul foglio: Pecorino NO, Frocio SI. I ragazzi hanno fanno notare al cameriere che tale scritta non e’ divertente, ma il cameriere ridendo riferisce che sarebbe stato un errore del computer, continuandoli a prendere in giro. Il ragazzo fa poi notare che quello ‘scherzo’ e’ per loro offensivo, dicendo: ‘Guarda nessuno sta ridendo, sei una persona infantile, nessuno si e’ mai permesso di trattarmi in questo modo nella mia vita’”. “A quel punto – prosegue la nota – interviene la proprietaria, ribadendo che e’ stato un problema del computer, cercando di minimizzare. Solo dopo 30 minuti di discussione la proprietaria, senza mai chiedere scusa, dice che non gli avrebbe fatto pagare il conto. Come se non bastasse il cameriere torna lamentandosi con i ragazzi, che per colpa loro ha fatto una brutta figura con gli altri clienti. Dopo l’evento i ragazzi hanno contatto il sito LGBT Bitchyf ed il numero verde 800713713 Gay Help Line, dove gli abbiamo offerto supporto legale”.
“Quanto accaduto al ristorante ‘Locanda Rigatoni’ e’ un fatto molto grave – dichiara Fabrizio Marrazzo responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center – purtroppo ogni anno riceviamo oltre 20.000 contatti al nostro servizio, per episodi di omofobia, e molti di questi episodi sono visti come divertenti dagli aggressori anche in casi di violenza. Quanto accaduto non ha nulla di divertente. Non e’ accettabile che una coppia gay non possa andare in un ristorante nel centro della Capitale senza venire offesa e rovinarsi la serata. Richiediamo alla Sindaca Raggi di revocare la licenza al ristorante e valutare anche le sanzioni da adottare. I ristoranti sono dei locali con licenza pubblica e pertanto azioni discriminatorie non possono essere consentite. Inoltre, invitiamo sin da subito tutti i cittadini e turisti a boicottare tale ristorante”.
2 – logica non molto diversa, per quanto ci riguarda, da chi non fa nulla per non far morire annegati gli immigrati clandestini perche’, se arrivassero a terra, lederebbero il loro diritto a godere del proprio benessere economico. E, siccome, la storia è spesso beffarda, non escludiamo che un’associazione come questa romana, condanni il rifiuto di accettare i clandestini che chiedono di entrare nel territorio italiano….

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, anni, buon senso, cameriere, notizia, persone, piazza san giovanni, responsabili, roma, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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