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Liberare Mauro Moretti e altri 10mila: solo l’indulto può fare giustizia

L’ex amministratore di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, è in prigione da qualche giorno. I giudici hanno stabilito che la tragedia di Viareggio del 2009, che costò la vita a 32 persone, fu causata da un sistema di viti difettose nel meccanismo di aggancio dei vagoni di un treno merci – che trasportava materiale infiammabile, e che deragliò ed esplose – e ha anche stabilito che Moretti, essendo amministratore delle ferrovie, aveva il dovere di controllare che il treno avesse tutte le viti a posto. Cinque anni in prigione. È una sentenza evidentemente cervellotica, ma non crediate che sia l’unica sentenza cervellotica. Ci sono in prigione molte migliaia di innocenti. O perché in attesa di giudizio senza essere colpevoli, o per errori giudiziari, o per interpretazioni scombiccherare della legge (come in questo caso).

di Piero Sansonetti | 2 Luglio 2026

L’ex amministratore di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, è in prigione da qualche giorno. I giudici hanno stabilito che la tragedia di Viareggio del 2009, che costò la vita a 32 persone, fu causata da un sistema di viti difettose nel meccanismo di aggancio dei vagoni di un treno merci – che trasportava materiale infiammabile, e che deragliò ed esplose – e ha anche stabilito che Moretti, essendo amministratore delle ferrovie, aveva il dovere di controllare che il treno avesse tutte le viti a posto. Cinque anni in prigione. È una sentenza evidentemente cervellotica, ma non crediate che sia l’unica sentenza cervellotica. Ci sono in prigione molte migliaia di innocenti. O perché in attesa di giudizio senza essere colpevoli, o per errori giudiziari, o per interpretazioni scombiccherare della legge (come in questo caso).

La sentenza della Cassazione che ha inchiodato Moretti è così assurda che ha determinato un generale senso di incredulità e persino di protesta. (Per la verità molto tiepida). Da parte della politica e anche dell’informazione. A gioire solo i giustizialisti, che comunque sono una parte consistente del mondo politico e dell’opinione pubblica, i quali, si sa, quando vedono uno finire in gabbia si sentono più giusti. Spero che l’indignazione per l’incarcerazione di Mortaretti possa estendersi. Il mio ragionamento, che propongo ai politici, è questo: visto che vi siete resi conto della follia che talvolta (non raramente) travolge la giustizia, volete per una volta allargare lo sguardo e decidere un’azione politica, umanitaria e razionale, che contrasti il giustizialismo e aiuti quantomeno ad affrontare il sovraffollamento delle carceri?

C’è un solo modo per tirar fuori Moretti, cioè un innocente famoso, dalla prigione: l’indulto. Con l’indulto (per esempio su tutti i reati inferiori ai cinque o sei anni, sarebbero liberati Moretti, alcune migliaia di innocenti e altre migliaia di colpevoli che pur avendo commesso un reato non meritano il trattamento inumano della prigione. Questo è il momento giusto. Per tutti. Per la sinistra, che potrebbe tornare ai suoi principi umanitari. E per la destra, che potrebbe schierarsi dietro al garantismo pro-Moretti e convincersi, almeno per una volta, che il garantismo non è a senso unico ma è universale. Forse così sarebbe possibile raggiungere quella maggioranza parlamentare dei due terzi che è necessaria per varare le leggi più giuste. Cosa manca? Un po’ di coraggio. È ora, se c’è, di mostrarlo.

Piero Sansonetti

(da suo profilo Facebook)

Pubblicato in : Editoriale

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