
Merita grande attenzione ciò che è accaduto a Écone, località del Canton Vallese, in Svizzera, dove la Fraternità San Pio X -i lefreviani- ha consacrato quattro nuovi vescovi senza il mandato del Papa, nonostante gli appelli e gli avvertimenti di Leone XIV.
Non siamo davanti soltanto a una controversia interna alla Chiesa cattolica ma ad un fenomeno politico rilevante.
Il tradizionalismo religioso, quando diventa rifiuto radicale del presente, smette di essere una semplice preferenza liturgica e diventa una visione della società. Non si limita a rimpiangere antichi riti, formule, gesti simbolici ma tende a ricostruire un ordine gerarchico, patriarcale, chiuso e ostile alla libertà e all’uguaglianza.
Il vero bersaglio è il Concilio Vaticano II che ha rappresentato il tentativo della Chiesa di misurarsi con la democrazia, con la libertà religiosa e con il dialogo tra le fedi, con la dignità della coscienza personale e dei movimenti impegnati sul piano sociale.
È stato uno dei passaggi attraverso cui il cattolicesimo ha provato a parlare al mondo contemporaneo.
I tradizionalisti cattolici con il rifiuto del Concilio offrono una sponda ideologica alla nuova destra reazionaria che cerca una copertura religiosa e simbolica alla propria battaglia contro l’eguaglianza, i diritti, il pluralismo, l’immigrazione, l’autonomia delle donne, la democrazia sociale.
Il passato viene immaginato come un’età dell’ordine dove ciascuno stava al proprio posto, l’autorità non era discussa, la donna era subordinata, lo straniero veniva respinto, il povero invitato alla rassegnazione e il dissenso non veniva tollerato.
È una fantasia potente e pericolosa che offre sicurezza a chi ha paura del cambiamento trasformando la fede in ideologia dell’esclusione.
Negli Stati Uniti questo intreccio è ormai evidente. Attorno al trumpismo si è formata una cultura politica che accusa di tradimento la Chiesa quando parla di migranti, poveri, pace, ambiente e diritti umani. Se il Papa non sostiene la guerra contro l’Iran e richiama alla fraternità, viene dipinto come debole e apertamente accusato di non fare il suo mestiere.
È il rovesciamento completo del messaggio cristiano.
Per questo Écône non è una vicenda marginale. È il segnale di una tendenza più ampia, cioè la ricerca di una religione dell’ordine da parte delle destre più estreme autoritarie. Una religione che non consola gli ultimi ma rassicura i forti e diventa essa stessa strumento di potere.
Si deve guardare con attenzione a questi fenomeni che rappresentano un passo decisivo verso forme di autoritarismo.
Vedremo cosa significherà lo scisma di Écone nel mondo e anche in Italia e come si rapporterà ad esso la destra più estrema e che giudizio ne darà Vannacci e la stessa Meloni. Quest’ultima già esorta nell’uso identitario della religione.
Ricordate? “sono una mamma, sono cristiana…”.
Enrico Rossi

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