
Roma e l’Italia perdono la corsa per l’Expo 2030 che si aggiudica l’Arabia Saudita, raccogliendo a man bassa il voto degli Stati.
L’ambasciatore Giampiero Massolo, capo del Comitato Promotore, ha fatto un commento pesantissimo e ha parlato di “deriva mercantile che riguarda i governi, riguarda anche gli individui talvolta. È pericoloso: oggi l’Expo, prima i mondiali di calcio, poi chissà le Olimpiadi… non vorrei che si arrivasse alla compravendita dei seggi in consiglio di sicurezza (dell’Onu), perché se questa è la deriva io credo che l’Italia non ci debba stare”.
Un giudizio durissimo ma purtroppo credibile.
L’Europa si è mostrata divisa e alla fine ha vinto il principe ereditario Mohamed bin Salman.
È una perdita importante per l’Italia che vale circa 50 miliardi di euro, cioè il 3 per cento del PIL.
Ma quello che colpisce è l’accusa secondo cui queste decisioni internazionali vengano prese con l’uso di soldi piuttosto che valutando la qualità delle proposte.
Così, paesi ricchi si affermano a prescindere dal fatto che violino i diritti umani e siano irrispettosi della libertà delle donne.
La mancanza di una politica estera italiana ed europea basata, con realismo, sulla difesa dei valori democratici lascia spazio alla “deriva mercantile” di cui parla l’ambasciatore Massolo.
Se è vero che etica e politica devono essere destinte per evitare ogni forma di fondamentalismo è altrettanto vero che ridurre la politica a cinismo e a pragmatismo privo di ideali alla fine fa correre il rischio che a prevale sia il denaro su ogni altra considerazione.
L’ambasciatore Massolo si indigna e dice giustamente che l’Italia non ci dovrebbe stare, non dovrebbe assecondare questa deriva nei rapporti internazionali.
Alla politica, alla sinistra e al PD in modo particolare, spetta il compito di dare una risposta convincente a questi interrogativi.
Questo, significa non solo evitare la vergogna di parlare di “rinascimento arabo” ma smettere anche di vendere armi e navi militari ad un paese come l’Arabia Saudita che è in guerra nello Yemen e viola palesemente i diritti umani.
Ma esiste una vera politica estera Italiana che oltre ad essere sempre succube degli USA non sia condizionata soprattutto dagli interessi momentanei?
Pare proprio di no.
Se vale la regola che il denaro vince sempre perché allora scandalizzarci quando l’Arabia Saudita con il denaro ci frega e compra l’Expo 2030?
Provare a dare risposte a questi interrogativi significa provare a dare una dignità nuova al nostro Paese.
Enrico Rossi

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