• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Europa e il dilemma energetico: tornare al gas russo per sopravvivere?

C’è un principio brutale ma spesso evocato nei momenti di crisi: sacrificare uno per salvarne mille. Oggi per l’Europa quel principio torna a farsi strada in modo inquietante nel dibattito pubblico. Dopo oltre quattro anni di sostegno totale all’Ucraina, l’Unione Europea ha dimostrato di non essere rimasta indifferente davanti all’invasione ordinata da Vladimir Putin. Le sanzioni contro Mosca, inclusa la drastica riduzione degli acquisti di gas e petrolio, hanno rappresentato un costo enorme. Non solo politico, ma anche economico e sociale. L’Europa ha scelto di pagare quel prezzo firmando contratti energetici più onerosi e ridefinendo in fretta i propri equilibri.

di Angelo Santoro | 5 Aprile 2026

C’è un principio brutale ma spesso evocato nei momenti di crisi: sacrificare uno per salvarne mille. Oggi per l’Europa quel principio torna a farsi strada in modo inquietante nel dibattito pubblico. Dopo oltre quattro anni di sostegno totale all’Ucraina, l’Unione Europea ha dimostrato di non essere rimasta indifferente davanti all’invasione ordinata da Vladimir Putin. Le sanzioni contro Mosca, inclusa la drastica riduzione degli acquisti di gas e petrolio, hanno rappresentato un costo enorme. Non solo politico, ma anche economico e sociale. L’Europa ha scelto di pagare quel prezzo firmando contratti energetici più onerosi e ridefinendo in fretta i propri equilibri. Ma oggi lo scenario è cambiato. La tensione nel Golfo è sempre più instabile e, anche nella migliore delle ipotesi, le conseguenze economiche e strategiche si trascineranno a lungo. Se la situazione dovesse peggiorare – ed è un rischio concreto – il costo per cittadini e imprese europee potrebbe diventare insostenibile. In questo contesto la domanda che fino a ieri era impensabile torna ad affacciarsi: l’Europa può permettersi di non riaprire un canale energetico con la Russia? Il comportamento degli Stati Uniti aggiunge ulteriore incertezza. Il presidente Donald Trump ha dimostrato più volte di essere imprevedibile nelle sue scelte di politica estera. Un eventuale cambio di rotta improvviso – o, al contrario, un’escalation – potrebbe avere conseguenze globali difficilmente calcolabili. Anche scenari estremi, che evocano i fantasmi di bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, non possono più essere esclusi dal campo delle ipotesi più cupe. In una simile cornice il tema energetico diventa questione di sopravvivenza. Non solo economica, ma anche sociale. Il rischio concreto è che l’Europa si trovi costretta a fare ciò che fino a poco tempo fa considerava inaccettabile: tornare a negoziare con Mosca da una posizione di debolezza, chiedendo forniture per evitare un inverno segnato da razionamenti e crisi diffuse. È una prospettiva che pesa anche sul piano politico e simbolico. Per molti cittadini significherebbe ammettere il fallimento – o almeno il limite – delle strategie adottate finora. Eppure mentre il costo della vita cresce, la percezione è che le classi dirigenti restino relativamente protette, meno esposte agli effetti più duri della crisi. Nel dibattito politico che si riapre dopo il referendum emerge allora una domanda cruciale: esiste una forza capace di andare oltre la contrapposizione ideologica e proporre soluzioni concrete, anche scomode, nell’interesse dei cittadini? Perché al di là delle posizioni di principio la realtà impone scelte difficili. E il tempo per rinviarle potrebbe essere già scaduto.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti