C’e’ un dato che fotografa i problemi dell’Italia: dal 2001, anno dell’Euro, ad oggi il Prodotto Interno Lordo non e’ aumentato mentre negli altri Paesi e’ cresciuto dal 20 al 40%. In teoria l’avvento dell’Euro avrebbe dovuto stimolare la produttivita’ e la competivita’ dei Paesi meno avanzati dell’eurozona fino ad arrivare lentamente ad un Europa piu’ equilibrata economicamente e socialmente. Naturalmente una teoria funziona nella misura in cui ci si comporta in modo razionale (onesto) e non ci siano eventi straordinari.
L’Italia e la Grecia all’epoca non rispettavano i parametri di Mastricht, quindi non sarebbero dovuti entrare nell’eurozona, ma furono inclusi grazie ad una decisione politica e soprattutto alle alchimie finanziarie delle banche americane Goldman&Sachs e J.P.Morgan che nascosero il debito pubblico usando i famigerati titoli derivati. L’arrivo dell’Euro, una moneta forte e con un tasso d’interesse inferiore di almeno 500 punti base rispetto alla lira avrebbe potuto essere l’occasione per risanare il bilancio. Invece il costo del denaro cosi’ basso e la grande disponibilita’ di capitali provenienti dal resto d’Europa hanno avuto un effetto opposto: lo Stato ha aumentato la spesa pubblica e le banche hanno prestato soldi a tutti allegramente. Finche’ l’economia mondiale cresceva e’ andato tutto bene, ma quando e’ arrivata la crisi finanziaria causata dai titoli derivati e sono finiti i finanziamenti facili, si e’ visto chi si era esposto troppo. E’ stato come quando si ritira la marea e si nota chi e’ nudo. In questo caso lo Stato con il suo record di debito pubblico e conseguente spread alle stelle e le banche italiane che sono in uno stato prefallimentare. L’Euro comunque non e’ la causa di questa situazione, perche’ tutti gli altri Stati dell’eurozona sono cresciuti con la nuova moneta del 20/30/40% mentre l’Italia e’ rimasta al palo ed e’ quindi evidente che le cause di questa crisi sono solo nostrane. Dunque perche’ l’Italia e’ l’unico Paese a non crescere?
La risposta e’ nelle contraddizioni, iniquita’, sprechi incorporati nel modello socio-economico italiano.
Nel nostro Paese in generale ci sono le paghe medie inferiori alla media europea, ma per molte categorie gli stipendi piu’ alti in Europa; la pensione media italiana e’ tra le piu’ basse d’Europa, ma allo stesso tempo abbiamo il record europeo per numero di pensionati d’oro; le nostre retribuzioni sono inferiori alla media del continente, ma il costo della vita e’ del 20% superiore alla media europea; da noi la tassazione corrisponde al 45% del PIL, livello scandinavo, ma senza avere i loro servizi sociali e wellfare. Come si e’ arrivati a questo caos? Perche’ i governi sono sempre stati deboli, senza una visione, miopi e ricattabili da tutti i poteri forti sia politici che economici. Per vincere un’elezione si abolisce la tassa sulla casa o si danno 80 Euro al mese di mancia a certe categorie.
Con i governi deboli c’e’ chi se ne approfitta, in particolare le banche che bruciano i capitali sopravvissuti agli sprechi dello Stato.
Il mestiere di banchiere non e’ difficile, si tratta di raccogliere capitali pagando interessi e poi prestarli ad un tasso maggiorato. L’unica cosa che deve saper fare e’ valutare i rischi del prestito. In Italia i crediti delle banche in sofferenza sono 380 miliardi di Euro, quasi il 30% del totale mentre la media europea e’ del 4% e solo del 1% in Gran Bretagna. Quindi per definizione nel nostro Paese abbiamo di gran lunga i banchieri piu’ incapaci (e/o disonesti) del continente. Guarda caso, l’80% dei crediti in sofferenza sono riconducibili a solo l’8% dei debitori, cioe’ ai soliti amici degli amici… Sara’ un caso ma ogni volta che c’e’ un inchiesta giudiziaria su un banchiere, salta fuori un tesoretto nascosto off-shore e non dichiarato. L’indagato di solito giustifica il tesoretto con la sua attivita’ di consulente come genio della finanza, ma molto probabilmente c’e’ un collegamento con il credito facile al sodale di turno.
In teoria l’attivita’ finanziaria e bancaria e’ controllata da almeno 5 autorita e quindi praticamente da nessuno perche’ le competenze si sovrappongono, eliminandosi a vicenda. Prendiamo il caso delle obbligazioni subordinate. La legge a protezione del consumatore prevede che ogni prodotto abbia delle caratteristiche specifiche: il latte puo’ essere chiamato cosi’ solo se prodotto da animale e non, per esempio dalla soya, la cioccolata solo con cacao etc. L’obbligazione da sempre e’ stato considerato il titolo piu’ sicuro, perche’ il possessore e’ considerato creditore privilegiato. E’ bastato aggiungere l’aggettivo “subordinato” che l’obbligazione e’ diventato un titolo spazzatura. Ha piu’ tutele e garanzie chi compra due Euro di mortadella di Bologna DOC di uno che acquista 200000 Euro di obbligazione subordinate. Nel resto d’Europa questi titoli altamente speculativi e rischiosi non sono venduti al piccolo risparmiatore, ma a fondi d’investimento specializzati, in Italia no, perche’ le banche disperate non trovavano finanziamenti e quindi si sono rivolti ai propi clienti, vendendo loro titoli spazzatura, senza mercato quindi non rivendibili.
In un economia globale ed integrata, questi nostri problemi del debito pubblico e delle banche semifallite, si ripercuotono negativamente su tutto il sistema economico mondiale. Per colpa nostra l’Euro e’ sottovalutato per cui la Germania ha un export record creando squilibri e rancori con il resto del mondo; per colpa nostra la Banca Europea in pratica continua a stampare Euro per acquistare i nostri BTP, drogando il mercato dei capitali. I poteri economici e politici mondiali aspettano e sperano che l’Italia diventi un Paese normale ma poi vedono l’infantilismo politico di 5Stelle e Lega, lo screditato Berlusconi, il vanitoso ego trip di Renzi e si disperano. La logica conseguenza di questa situazione puo’ essere solo quella di un commissariamento del governo italiano che potrebbe prendere la forma della Troika (FMI-UE-BCE) o di un superministro delle Finanze dell’eurozona. Tra le nuove politiche economiche da introdurre, queste potrebbero essere le piu’ urg, enti.
Trasferire parte della tassazione attuale che pesa sui redditi del lavoro e imprese su quelli di capitale in particolare case ed eredita’.
Ridurre di almeno il 15% il personale nel pubblico impiego e contestualmente trasferire competenze al settore privato. In questo caso occorre un chiarimento sul ruolo dello Stato nell’offerta di servizi pubblici che hanno caratteristiche differenti. In alcuni servizi pubblici tipo la sanita’, la scuola e’ preminente l’elemento
qualitativo e quindi devono essere gestiti direttamente. In altri settori dove e’ preminente l’elemento quantitativo, per esempio nei trasporti, rifiuti, utenze, si deve ricorrere, come avviene nel resto del mondo a societa internazionali di servizi con adeguati capitali ed esperienze che possano fornire prestazioni a costi concordati in base a contratti pluriennali. Oggi questi servizi sono per lo piu’offerti da cooperative o societa’ di amici degli amici costituite per l’occasione, senza capitali sufficienti cosi’ che le prestazioni sono saltuarie ed i loro deficit di bilancio sono ripianati dallo Stato.
A causa delle nostre normative su imprese e lavoro, in Italia gli investimenti esteri sono la meta’ della media europea. Per rimediare a questa situazione si potrebbero invitare investitori esteri a creare siti produttivi dove temporaneamente si applicano le norme di un altro Paese europeo.
Un’altra area d’intervento potrebbe essere quella delle nomine dei vertici di enti e societa’ pubbliche. Fermo restando il principio della nomina da parte dell’autorita’ pubblica, la selezione deve avere una procedura trasparente. Per esempio quando la BBC cerca un direttore generale, pubblica un avviso sul giornale, invitando gli interessati a inviare il CV ad un agenzia specializzata. Quando la RAI aveva bisogno di un direttore, il Presidente del Consiglio ha telefonato ad un tizio per offrirgli il posto.
L’Italia e’ come un malato grave che deve essere operato e non curato con aspirine o placebo. Siamo ad un bivio, avere un commissariamento europeo per un breve, duro periodo, oppure andare avanti cosi’ con governanti come Renzi, un tipo cosi’ piacione da essere due volte PC: POLITICAMENTE CORRETTO e POPULISTICAMENTE CORRETTO.
Angela Merchelli

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