Carissimo Pier Luigi, chi ti scrive è un compagno riformista, che ha sempre militato nel PSI, con responsabilità politico amministrative. Ti ho fatto questa premessa per evidenziarti che essendo una persona nata nel ’39, tutte le esperienze della sinistra le ho vissute in prima persona. Ho seguito con interesse le vicende tue e del tuo gruppo all’interno del PD, e ho amaramente constatato che, al di la delle belle parole dei libri dove anche il compagno Rossi parla di socialismo e riformismo, è ancora presente nel vostro DNA quella piccola parte di leninismo che vi ha portato a ripetere una infausta decisione che agli inizi del secolo scorso porto Antonio Gramsci a credere nella rivoluzione d’ottobre e a spaccare il PSI di allora dando vita al PCI. Questa scelta, ovviamente, mise in minoranza la componente riformista di Turati, consegnando ai pseudo rivoluzionari mussoliniani il Paese ai fascisti. Con le dovute differenziazioni, ovvie, temporali la stessa cosa la sta ripetendo il tuo gruppo che , pur avendo delle ragioni, ha consegnato un patrimonio politico-culturale di una parte della sinistra italiana al saltimbanco fiorentino, Pinocchio, che è obbiettivamente solo ed esclusivamente al servizio della grande finanza, attraverso canali, massonici o non, ma che porteranno il Paese alla bancarotta. Caro Bersani, ho ascoltato alcuni giorni fa una tua intervista televisiva, dove hai evidenziato, la tua esperienza di ministro con le lenzuolate e i vari provvedimenti. In merito a ciò. Avendo avuto una esperienza di gestione di una azienda pubblica per 15 anni , circa, mi ha fatto piacere la tua preoccupazione verso il progetto di legge che dei politici, forse interessati, stanno proponendo nel settore delle farmacie, con il tentativo di fare una legge che da l’opportunità ai gruppi finanziari di comprare farmacie, creando dei cartelli nella distribuzione del farmaco. Essendo questi gruppi finanziari quasi tutti partecipanti alle società di produzione del farmaco, ovviamente,si crea la catena per la produzione. la distribuzione e , forse un domani, anche le società funerarie. Tutto ciò è stato possibile con la demenziale decisione di una giunta del PCI, di allora, sindaco Vitali, dove decise di consegnare l’Azienda Farmaceutica di Bologna, che produceva notevoli utili, ad un multinazionale straniera, aprendo la strada alla chiusura di una piccola parte di Farmacie pubblcihe( esclusa una città dell’Emilia che applicando il sistema sovietico avevano 23 farmacie pubbliche su 25) che erano la maggiore salvaguardia di una corretta distribuzione e gestione nella distribuzione del farmaco. Caro Bersani, considerandoti una persona capace ed intelligente, ti sarai reso conto che non è che la legge da te proposta per le parafarmacie, abbia contribuito a calmierare i prezzi dei prodotti parafarmaceutici. Tutto ciò perche le parafarmacie sono state un bluff, escluse quelle negli ipermercati che sono servite solo a portare cittadini, clienti, consumatori dentro le aree di vendita. In questi giorni il governo sborsa miliardi per salvare le banche, ma forse su alcuni settori, farmacie , tabaccherie e taxi, che sono concessioni governative o regionali, non sarebbe il caso di ripristinare le vecchie leggi che una concessione non poteva essere ereditata o venduta? In questo caso si potrebbero utilizzare risorse finanziarie, con un piano triennale o quinquennale, tendente al recupero economico di chi ha affrontato esborsi, non indifferenti, per le attività in oggetto. Resto a tua completa disposizione per eventuali per ciò che potrai ritenere opportuno. Cordiali saluti,
Virginio Biagini – Bologna

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