• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La scuola è finita, andate in pace

La demenza non ha eguali. In un paese dove il lavoro quasi non esiste più, i ragazzi vanno a perdere tempo in aziende che non li assumeranno mai, che mai daranno una formazione, o l’educazione necessaria.

di Enrico Martelloni | 10 Luglio 2017

Mi sono ricordato di un professore, eppur il nome mi sfugge, che affermava che i ragazzi nei giorni di vacanza, avrebbero fatto bene a lasciare i libri di scuola in un cassetto. Avrebbero dovuto, invece, scavallare all’aria aperta, stare al contatto col mondo, fare combriccola, giocare al calcio, correre. Chi poteva addirittura, salire sugli alberi e se fossero stati ciliegi, scaricarli a più non posso invece di farlo fare agli storni. Questo professore, suggeriva che i ragazzi, in quei giorni, avrebbero dovuto incontrarsi, e chi aveva la fortuna di stare in campagna, o vicino ai prati, viverli anche distrattamente. Chi aveva la fortuna di stare al mare, ugualmente, immergervisi, magari invitando un amico meno fortunato, che vivendo in città non aveva a disposizione quelle bellezze che, per taluni, il Padre Eterno, gli aveva messo a disposizione; fatto salvo per coloro che vivessero in città d’arte, sia pur mai arrivando alla natura. Tutto si apprezza, quando siamo immersi nella bellezza, quando essa educa senza che te ne accorgi. Io facevo lunghe passeggiate per Firenze, o a Siena quando vi arrivavo col treno. Nei giorni d’estate e avendo la fortuna di poter vivere anche in campagna, raccoglievo l’erba di finocchio selvatico sui cigli delle strade, per sposarmi con la Stefania, amica del cuore, bionda dalle labbra di lampone, su quelle sterrate di Capezzana, o guardavo silente i cipressi al crepitio delle cicale che come cattedrali gotiche svettavano al sole pomeridiano non meno caldo che di quello di oggi, su per tutta l’ombrosa via, fino alla villa. Avevo avuto fortuna, devo dire, perché posso ricordare da piccino, il tramonto infuocato del golfo di Napoli dalla terrazza di mia zia a Meta di Sorrento. La bellezza inconsciamente mi apparteneva e mi educava con pazienza senza proferir verbo. Chiunque però, inseguendo una bici, o gli amici che col pallone viaggiavano trionfanti al campino di calcio, si sentiva felice di ciò che era vissuto con spontanea emozione. Tutti, osservava questo professore, hanno diritto a vivere dopo lo studio e l’impegno profuso sui banchi di scuola, di gioie che resteranno l’eldorado intimo di ciascuno e la formazione morale ed intellettuale, dei più luminosi e sereni giorni che consolidano l’anima. Eppure questa scuola italiana, che non ha capito, inventa gli Stage. Impone ai ragazzi di fare mesi dentro un’azienda, privata o pubblica che sia, a far lavoretti scemi per giunta non pagati, quindi, da sfruttamento minorile. La demenza non ha eguali. In un paese dove il lavoro quasi non esiste più, i ragazzi vanno a perdere tempo in aziende che non li assumeranno mai, che mai daranno una formazione, o l’educazione necessaria; quel bagaglio di esperienze urgenti e necessarie. Mai quei ragazzi vi lavoreranno perché qui, in questo paese, il valore dell’individuo ha poca importanza, non è necessario, è pigro, accidioso, è il sistema che non riconosce che un foglio di carta, o il gioco del “do ut des” , delle sistemazioni per eredità continuativa, per tirare a campare. E’ la buona scuola italiana, che continua imperterrita a sciupare ragazzi immanentemente, oltre le ore dell’aula.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : EditorialeTag: disposizione, finocchio, firenze, importanza, lavoro, mare, mondo, napoli, natura, scuola, siena, treno

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti