Onorevole La Malfa mi permetto di rivolgere a lei e a tutti gli amici del PRI questa mia lettera aperta sfruttando l’opportunità concessa dagli amici di Pensalibero ed in particolare dall’amico Nicola Cariglia. Questa mia riflessione a voce alta nasce da diversi avvenimenti che stanno caratterizzando questo mese di marzo che sembra segnare finalmente il risveglio del mondo laico in generale, e repubblicano in particolare, al quale anche io appartengo. Io sono un laico mazziniano di 29 anni proveniente da una città, Ravenna, nella quale il PRI è stato molto più di un partito politico ma una vera e propria comunità dove il legame al PRI è sempre stato insieme culturale, politico e affettivo. Per questo motivo, pur non essendo mai stato iscritto al PRI perchè non condividevo la scelta del PRI di Ravenna di far parte di Giunte in cui fosse presente la sinistra comunista antiamericana ed antiisraeliana, non ho m ai potuto fare a meno di votare per l’Edera quanto è stato possibile, come alle ultime elezioni Politiche al Senato, e di seguire le vicende che riguardavano il PRI. A volte, come mi è capitato nell’occasione delle celebrazioni in ricordo di Mazzini il 10 marzo organizzate anche a Ravenna con un interessantissimo convegno sul “Senso della Repubblica”, vedere cosi’ poche persone delle mia età mi fa pensare che questo mondo laico risorgimentale al quale sono cosi’ legato sia destinato a scomparire . In altre occasioni, come il convegno di Bertinoro al quale ho partecipato dove la presenza laica era purtroppo davvero esigua o come la notizia di un patto federativo tra PLI e PRI o la sua partecipazione On. La Malfa al dibattito organizzato dal Gruppo dei Centouno a Firenze nei prossimi giorni o il convegno organizzato a Roma dall’Associazione Amici di Ugo La Malfa che dovrebbe riunire nel nome e nel ricordo di Ugo La Malfa tanti di coloro che hanno fatto la storia del PRI e dell’Italia, invece si accende la speranza! . La spe ranza che questa tradizione politica e culturale legata al Risorgimento, a Mazzini e a Garibaldi possa tornare al centro della politica italiana e possa contribuire, come ha sempre fatto per tutta la storia repubblicana, a costruire un’Italia più libera e più giusta. Il PRI, pur tra mille difficoltà ed in presenza di sistemi elettorali che in questi ultimi quindici anni hanno penalizzato coloro che avevano identità ed idee forti costringendo a mettere insieme sempre tutto ed il contrario di tutto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ha avuto il merito di riuscire a sopravvivere e a mantenere viva una piccola Edera in attesa che arrivassero tempi migliori. La mia sensazione è che finalmente questi tempi migliori siano arrivati e che quindi oggi sia il tempo in cui il PRI si ripensi nel ruolo di motore aggregante del mondo laico e liberale oggi disperso. Dal Congresso del PRI che si terrà a fine mese io attendo soprattutto un ritrovato coragg io di pensare in grande. Io non so se da Bertinoro verrà fuori un tentativo di ricostruzione del PSI oppure se davvero si vorrà dar vita ad un qualcosa che riaggreghi le tradizioni laiche e riformiste dell’Italia, ovvero quella liberale, radicale, repubblicana e socialista riformista, però credo che il PRI e lei Onorevole La Malfa dovreste guardare con attenzione a quello che è avvenuto nella località romagnola perchè per una volta non è stata la solita operazione nata a tavolino ma un progetto nato da un sentimento spontaneo di persone che avevano solo voglia che quelle idee e quei principi laici e riformisti tornassero ad avere un ruolo in Italia come l’avevano sempre avuto.
Io credo che per ritrovarsi e per costruire un’Italia più laica e più libera si potrebbe ripartire da qui ovvero da Mazzini: ” la Patria non è un territorio; il territorio non è che la base. La Patria è l’idea che sorge su quello; è il pensiero d’amore, il senso di comunione che stringe in uno tutti i figli di quel territorio. Finchè uno solo tra i vostri fratelli non è rappresentato dal voto nello sviluppo della vita nazionale, finchè uno solo vegeta ineducato fra gli educati, finchè uno solo, capace e voglioso di lavoro, langue, per mancanza di lavoro, nella miseria, voi non avrete la Patria come dovreste averla, la Patria di tutti, la Patria per tutti. E quando liberi, uniti, intrecciate le destre come fratelli ricordatevi che la missione è l’Unità morale d’Europa: ricordatevi gl’immensi doveri ch’essa v’impone”.
Vi auguro a tutti un buon lavoro nella speranza di rincontrarsi presto
Federico Baldini

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