• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

donnismo senza futuro

di Elena Ronconi

di Elena Ronconi | 19 Marzo 2007

Va bene lo ammetto. Ho il dentino avvelenato. Il concetto di unità, solidarietà e sostegno materiale tra noi donne è ASSENTE ed io non mi fido delle femministe che conosco personalmente, né di quelle che incontro casualmente o che leggo qua e là.
Quante donne hanno difeso Oriana Fallaci nel tremendo dibattito attorno a lei scatenatosi sul rigetto dei principi islamici, poco tempo prima della sua morte?
Quante sanno che il movimento della madri della plaza de Majo ha dovuto chiudere i battenti, sconfitto da suo stesso isolamento?
Quali mozioni firmate da donne contro la guerra ed i suoi finanziamenti sono state presentate da deputati- donne?
Dove e quando le donne si sono schierate in Parlamento o unite, scioperato contro la povertà, lo sfruttamento e la violenza ?
Nulla. Silenzio. Va bene così. Non si ricordano azioni di contrasto, di ribellione organizzata contro regimi del passato come pure di lotta interna ai propri democraticissimi partiti contro le ingiustizie e le violenze che la nostra società continua a patire. Scrive la Rossanda:

“Il politico consegna all’economia il governo della società, o appunto la guerra alla Jugoslavia. E il femminismo non interviene. O almeno non in modo da stabilire condizioni. Non sottovaluto la pressione: non c’è stata una opinione di massa contro la guerra, e tanto meno contro la devoluzione dei meccanismi regolativi della società al mercato. Mi limito a dire che le donne o tacciono o condividono. Eppure non si tratta di scelte astratte, incidono sulla vita materiale, corporea di gran parte della gente e del mondo. O questo vi è indifferente?”

Mi pare chiaro: ci è indifferente. Al posto di un pomeriggio dal parrucchiere o facendo shopping con le amiche, al posto della gommosa sudata in palestra o della visitina interminabile a casa della cognata, le donne dovrebbero tornare a concentrarsi in piazza o nei luoghi della politica che meglio si prestassero al loro poco tempo a disposizione. Io dico le donne e non noi donne per questa distanza siderale che sento e che vivo sulla pelle, tra me e loro. Io sono un’emarginata che si è auto-emarginata dalla società femminile, per protesta. Per leggere un documento rinuncio al cinema ma anche all’operazione lavaggio piatti o rifacimento letti. La casalinga deve restare in secondo piano, è ruolo secondario rispetto alla mia persona, alla mia formazione culturale. Quante di noi la pensiamo così? Bisogna cercarle tra le intellettuali benestanti o tra le professioniste in carriera, che sono poche. E tra quelle poche l’idea della politica a sinistra di sinistra e da sinistra non è scontata. Milita più tra le operaie prossime alla pensione che tra le giovani impiegate sfruttate più delle prime, prese come sono dal mito della bellezza, della moda e delle mode.
Se alle vecchie lavoratrici non si può chiedere altro tempo, tutto ormai consumato tra casa , figli , nipoti e visite mediche, alle giovani non si può chiedere nulla. Esse non sono interessate all’argomento società e suo sviluppo orizzontale, ma al problema io ed il mio sviluppo verticale.
La battaglia ora è di tipo culturale prima che politico: dalle cattive maestre trovate in casa alle pessime maestre incontrate per strada, noi donne abbiamo bisogno di essere rieducate all’attivismo politico perché l’unico in grado di modificare noi stesse, il nostro mondo personale e l’ambiente a noi esterno. La politica degli uomini ha trovato, nell’assenza fisica e mentale delle donne, la scusa perfetta per il passaggio da egemonia a dominio, attuando meccanismi di esclusione che se prima potevamo definire di tipo manuale oggi scattano in automatico.
Come riprendere il discorso se non da capo? Se non ricominciando tutto il percorso della politica insegnata a scuola, discussa in casa, vissuta in piazza, organizzata al lavoro?
Possiamo e dobbiamo farlo, coscienti del fatto che a questo giro, ricominciare da capo non significherà ripartire da zero. Ed ora scusate ma devo andare a lavare i piatti.

Elena Ronconi

Pubblicato in : Primo piano

Info Elena Ronconi

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti