Dopo aver scritto al volenteroso compagno Franco D’Alfonso, poichè non ho rinunciato e non intendo rinunciare a lavorare per avere in Italia come esiste in Europa il Partito del Socialismo e che lo stesso non sia una corrente esterna del c.d. Partito Democratico, poiché sto impiegando non poche energie per convincere chi posso a prendere la tessera ed a militare degnamente nel PS, scrivo oggi apertamente ai compagni componenti del comitato promotore ed ai Parlamentari del PS sui motivi che a mio giudizio inducono donne, uomini e soprattutto giovani a non iscriversi al PS che sono sostanzialmente due.
È una lettera che va a TUTTI, dal compagno Rino Formica che ci ha insegnato già anni fa il vero significato politico del rinnovo generazionale al compagno Lanfranco Turci che ringrazio pubblicamente per l’attenzione alle problematiche degli extracomunitari clandestini.
In primo luogo continuo a dire che c’è l’assenza di un dibattito e non si intravede il ruolo prossimo futuro che avranno donne e uomini e soprattutto i giovani in questo partito. Sono state bocciate le primarie con argomentazioni deboli e si vede oggi che il dibattito è esclusivamente ridotto ai pochi parlamentari e dirigenti di quei partiti/soggetti c.d. fondatori più qualche parlamentare rimasto senza partito.
C’è un movimento di un centinaio di addetti ai lavori e nessuna attenzione verso le persone che si vanno ad iscrivere a questo partito.
Partiamo dal fatto che gli Italiani non hanno bisogno dell’ennesimo partitino o lista elettorale che sia la sommatoria di Boselli + Villetti + Angius + De Michelis + Bobo Craxi + Spini + Zavettieri cui si può unire come contorno, in salsa federativa, il senatore Lamberto Dini & associati + Bordon + Manzione e dopo magari Cariglia + Terracciano + Baldini ed altri.
Inoltre da questo magro dibattito ridotto ai pochi parlamentari e dirigenti non si vede una linea politica che si prefigga di superare questo centro/sinistra che è nocivo, che faccia del PS un punto di riferimento per dare agli Italiani un veramente diverso centro/sinistra, che si batti tenacemente per ridurre i costi della politica (che incarna la più grande azienda passiva in Italia e forse del mondo), per una legge elettorale decente, per riforme costituzionali che sono necessarie, che metta ai primi posti del suo progetto politico una riforma della Giustizia che dia ai cittadini italiani una Giustizia funzionante e veramente giusta.
Mosso da amore di parte socialista, che caratterizza orgogliosamente la mia generazione che ha militato nel PSI, e da concretezza politica, pur non considerando questo PS un evento epocale, ma solo un’occasione neppure tanto impostata bene, invito (e su questo interpreto, con un mandato senza rappresentanza, anche tantissimi socialisti) i compagni componenti del comitato promotore del PS a porre entro trenta giorni, in una ideale diffida politica, i dovuti correttivi in termini di partecipazione da un lato e, dall’altro, nei rapporti verso questo governo Prodi.
Ci aspettiamo, sul secondo punto, che il compagno viceministro Ugo Intini ed i compagni sottosegretari si dimettano dagli incarichi dell’attuale governo e i Parlamentari condizionino l’appoggio allo stesso governo Prodi all’adozione di riforme e provvedimenti come sopra restando chiaro che in mancanza bisogna assumersi la responsabilità di rompere.
Nicola Cariglia ci scrive opportunamente su Pensalibero che “…ci sarebbe un’autostrada sgombra per chi avesse l’audacia di correre qualche rischio e proporsi in alternativa ed autonomia rispetto ad entrambi gli schieramenti…”.
Ovviamente rispetto agli schieramenti attuali senza illusioni terzaforziste.
Questo invito schietto all’audacia, che va condiviso, lo inoltro apertamente ai compagni componenti del comitato promotore ed ai compagni Parlamentari del PS e nello stesso tempo significo proprio allo stesso Cariglia, presidente del Polo Laico Liberale e Socialista (che nel post scriptum invito opportunamente a rottamare), ed ai prossimi partecipanti di un’iniziativa di area (che si legge sempre su Pensalibero) che se lo stesso PS si ridurrà ad un mero ammasso di sigle e di pochi addetti ai lavori, se sarà la stessa bandierina socialisteggiante per il PD così come lo SDI lo fu per i DS, non si potrà immaginare dopo una federazione valida. Sottolineo la parola “valida” con il significato che merita anche in politica.
Chiedendo scusa a chi mi legge per essermi dilungato e, promettendo di non intervenire più sul congresso PS, rivolgo ancora un accorato invito a tutti, soprattutto ancora a Nicola Cariglia senza dimenticarmi di nessuno tanto meno Giulio Laroni e Federico Baldini, alla partecipazione militante nel PS se ce ne saranno le concrete condizioni o, nel caso contrario, a partecipare ad un forum strutturato di donne, di uomini e soprattutto di giovani che in questo caso deve essere un’iniziativa di chiara rottura verso la bandierina socialisteggiante.
Un caro saluto
Gino Di Maro
P.S.: Con l’invito o a militare tutti nel PS o a partecipare tutti a questo forum ne viene di conseguenza che vanno rottamate le tante sigle dell’arcipelago laico e socialista. Dall’associazione per la Rosa nel Pugno a I Socialisti per le libertà, dal Partito d’azione liberal/socialista al Social/Labor senza dimenticarci del Polo Laico Liberale e Socialista cui mi onoro di appartenere.
Quella dei movimenti ristretti, molto spesso nati tra gli amici, è una stagione che va superata ed ha avuto anche il difetto, cui concediamo il beneficio della involontarietà, di creare dietro alcune sigle anche autentici partiti inesistenti… cartolari per intenderci!

Caro Nicola,
non riuscivo a collegare la riunione di cui alla lettera di cui ho dato qualche consiglio con il mese di febbraio, tutto qui.
Nel merito Ti ribadisco che l’”assemblea laica liberale e socialista” avrà una valenza se sarà aperta ai giovani, alle donne ed agli uomini singolarmente che si richiamano all’azione politica ed al pensiero laico liberale e socialista.
Un invito alle sigle chiedo che vada in seconda battuta proprio se necessario perché, lo ripeto, tra le sigle c’è un’infinità di partiti inesistenti. Bertinoro riuscì perché ci fu una prevalenza degli interventi dei singoli sulle sigle, molte delle quali erano partiti cartolari. Da oggi bisogna pretendere i numeri per sputtanare i partiti cartolari.
Chiedo inoltre, e su questo punto voglio sapere la Tua opinione e degli altri promotori, che l’assemblea preceda il congresso del PS e non lo segua in modo da dare un’indicazione nel dibattito dello stesso, in modo da far capire le condizioni di una possibile adesione dell’intera “assemblea laica liberale e socialista” al nuovo soggetto che ovviamente dovrà cambiare anche il nome.
Un caro saluto
GINO
PRO MEMORIA
Caro Gino,
la riunione di cui parla Mercanzin probabilmente è quella per la cui lettera di invito, qualche giorno fa, hai suggerito che “L’invito a “partiti, associazioni, circoli” non dovrebbe precedere quello a “… giovani, donne e uomini …”, ma andare in coda”.
Il tuo suggerimento, come sempre, è stato prezioso e colgo l’occasione per ringraziarti anche per i precedenti suggerimenti che, assieme a quelli di altri, hanno permesso aggiustamenti nelle varie versioni della lettera.
Un caro saluto,
Nicola Cariglia
Caro Gianpapolo,
Nei momenti di un passato neppure tanto lontano non ho mai considerato utile né chiudersi in silenzio, in una sorte di altezzosa nobiltà, né di fare partiti cartolari attraverso i quali litigare con tutto il mondo. Ritengo che è necessario sempre impegnarsi a costo di sbagliare.
Mi parli di un’assemblea di febbraio avrà cose interessanti da dire. Io non ne so nulla, posso saperne qualcosa in più?
Gino scrive: “Quella dei movimenti ristretti, molto spesso nati tra gli amici, è una stagione che va superata ed ha avuto anche il difetto, cui concediamo il beneficio della involontarietà, di creare dietro alcune sigle anche autentici partiti inesistenti… cartolari per intenderci!”
ed ha perfettamente ragione.
La verità è ed è stata, che in quei (e questi) momenti di confusione, trovare delle persone con cui dialogare, confrontarsi, confutarsi era quasi una necessità.
Oggi speriamo che qualcosa di nuovo nasca sotto “QUESTO SOLE”, aanche se da quanto vedo la nebbia che si frappone e molto simile a quella citata dal Guicciardini.
Sono però certo che la nostra assemblea di febbraio avrà cose interessanti da dire e il mantenere in piedi (o in vita?) un Circolo Culturale, se così potremo definirci, può solo portare bene. Non esisteranno certo più le sezioni, federazioni, apparati costosi, nel PARTITO CHE si sta tentando di fare.