La stampa turibolare pro-Moratti sta cercando di far passare nel solo modo possibile il concetto che con l’Ecopass “ ha vinto”: confondendo dati e sensazioni , mischiando fatti e desideri.
L’ Ecopass è stato introdotto per ridurre l’inquinamento , introducendo il principio del pagamento selettivo,peraltro in una zona che è pari a meno del 3% dell’area inquinata . Dal giorno dell’introduzione dell’Ecopass l’inquinamento in città si è mantenuto costantemente al di sopra dei limiti Ue , allungando il dossier di infrazione già aperto contro Milano , con gli indici in diminuzione solo nei giorni di pioggia. Se dobbiamo giudicare oggi , dopo pochi giorni, l’obiettivo di tutto questo ambaradan non è nemmeno avvicinato.
Ci si dice che però il traffico è diminuito ed è aumentato l’uso del mezzo pubblico . La diminuzione del traffico è una sensazione che si ha girando per Milano ( già a Bresso la pensano in maniera radicalmente diversa) mentre il solo dato realmente disponibile , gli accessi nella cerchia dei Bastioni, non conferma : a fronte di una media di 90 mila accessi del 2007, se ne sono avuti 60 mila fino al 6 gennaio , per ritornare ad oltre 107 mila giovedì 10 gennaio . Perfino l’assessore Croci , sempre più somigliante ad un elfo delle favole sulle Regine nordiche, centra ormai le sue dichiarazioni sul fatto che le auto che circolano adesso sono le “più pulite del mondo” , anche se curiosamente non fanno diminuire l’inquinamento.
L’aumento d’uso di mezzi pubblici (+2,4%) è reale , ma inferiore alle previsioni e soprattutto a quello effetto di provvedimenti di chiusura totale al traffico ( a Milano negli anni novanta fu del 15% ) . In attesa di capire quello che succederà alla rete Atm , sostanzialmente ancora la stessa di quindici anni fa e che per far fronte ad una richiesta attesa maggiore in centro ha ridotto le corse in alcune zone della periferia , prudenza vorrebbe che il giudizio restasse sospeso anche su questo fronte.
Il referendum per il quale si stanno raccogliendo le firme da parte di Comitato per Milano e Partito Socialista milanese servirà soprattutto per costringere a discutere e confrontarsi seriamente , come avvenne in occasione del referendum di Tognoli sulla chiusura del centro storico. Il sindaco di allora aveva ovviamente intenzione di capitalizzare politicamente l’iniziativa , ma per superare i veti e le difficoltà che aveva anche nella sua maggioranza non presentò il provvedimento sotto mentite spoglie, ma si impegnò in una franca e dura contesa con i favorevoli e contrari al progetto.
La giunta di Donna Letizia si fa un punto di onore di considerare fastidiosi intralci il confronto con oppositori anche tiepidi ( i suoi assessori personali, come Croci e Moioli, non si presentano mai ad alcun confronto , secondo lo stile della casa : non sono andati nemmeno alla Commissione traffico che doveva discutere dell’ecopass, ovviamente) .
Pazienza se, per un po’, si dovrà ricorrere alla filosofia dell’eterogenesi dei fini per dimostrare la bontà di un provvedimento che non diminuisce l’inquinamento , tassa solo alcuni ( di solito i meno abbienti, che non hanno una automobile nuova all’anno) , ma che – forse – riduce un po’ il traffico e, soprattutto, porta beneficio d’immagine fino al “Dday” di marzo per l’Expo.
Chissà se la “sciura” sindaca si ricorda che si può ingannare tutti per un po’ di tempo o alcuni per molto tempo, mentre nessuno è riuscito ad ingannare tutti per tanto tempo ?
Franco D’Alfonso

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