La RAI – ormai definibile AliRAI poiché la sua vicenda aziendale ricorda sempre più quella della gloriosa compagnia di navigazione aerea – rimette annualmente, da sempre, cifre variabili tra i 200 e i 300 milioni di euro.

La RAI – ormai definibile AliRAI poiché la sua vicenda aziendale ricorda sempre più quella della gloriosa compagnia di navigazione aerea – rimette annualmente, da sempre, cifre variabili tra i 200 e i 300 milioni di euro.

Vincenzo Caciulli. Dottore di ricerca in Crisi e trasformazione sociale si è occupato a lungo di ricerca storica e sociale presso università italiane e straniere. E’ stato consigliere regionale e membro dell’Autorità per le Comunicazioni della Toscana. Da oltre dieci anni lavora nella comunicazione con esperienze di amministrazione di società editoriali. Collabora con vari periodici tradizionali e online. Fa parte della Direzione nazionale del PSI.

Intanto potrebbe essere bloccato l’andazzo cancerogeno per cui in Rai i dipendenti che non hanno avuto un parente precedentemente in Rai, sono la minoranza. Vi sono addirittura casi di nonni, figli e nipoti tutti cresimati nell’azienda e che a loro volta sgomitano per far entrare i propri figli. E che dire delle redazioni dei telegiornali, o della pagliacciata dei corrispondenti esteri, tutti covi di parassitismo?