Non parteciperò al NO Berlusconi Day, non già perchè sono pro Berlusconi – basta anche solo guardare questo mio spazio qui per capire che non è così – ma perchè lo ritengo un errore politico.
Errore politico è uscire dalla contestazione politica appunto per scendere su quella personale che fa si che, poi, il premier possa dire che ce l’hanno tutti con lui, dai magistrati ai comunisti, da Veronica Lario alla stampa che è talmente libera che è tutta contro di lui.
E quando si scende su questo piano personale e dell’antipolitica, state pur certi, Berlusconi vince sempre.
Lo dovrebbe ben sapere la sinistra che nel trabocchetto è caduta e ha continuato a cadere in questi ultimi anni, trasformando ogni elezione in un referendum pro o contro Berlusconi e perdendo SEMPRE!
Anche quando apparentemente ha vinto, come nel ’96 o nel 2006, perchè poi si è visto come è andata a finire.
Avrei preferito di gran lunga una grande manifestazione nazionale sul LAVORO e sul FISCO, magari indetta da TUTTI i sindacati, perchè le ricadute della crisi sui livelli occupazionali non si sono ancora viste nella loro interezza e perchè, se non si punta sull’aumento delle retribuzioni, anche con la leva del fisco, i consumi, e quindi l’economia, non riparte.
Oppure una grande manifestazione sulla LIBERTA’, dimostrando che questo governo – e non solo Berlusconi – che pure si palesa dietro la denominazione di Popolo delle Libertà e si dice paladino del liberismo, è profondamente illiberale, a cominciare da ciò che succede nelle carceri, per passare ai temi della diversità a quelli della libertà religiosa e anche alle battaglie liberali in economia.
Invece abbiamo il NO Berlusconi Day. A cui non parteciperò.
Pier Luigi Camagni

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