
A La Spezia Crosetto, si è messo l’elmetto, e ha annunciato che la Marina sta predisponendo un piano per proteggere i mercantili italiani a Bab el-Mandeb, all’ingresso del Mar Rosso senza attendere l’Europa, accusata dal ministro di lentezza burocratica e di ritardi.
Poco dopo, ha chiarito che la decisione dovrà essere discussa.
La disinvoltura di Crosetto è allarmante. Quando sono in gioco la vita dei militari e il rischio di coinvolgere il Paese in un conflitto, un ministro dovrebbe pesare ogni parola. Invece, il ministro annuncia iniziative, denuncia lentezze e poi precisa che le decisioni dovranno comunque essere valutate dal governo e dal Parlamento.
Nel frattempo, due caccia italiani sono decollati in Lituania per fronteggiare uno sconfinamento russo, dopo l’abbattimento di un drone. In Arabia Saudita, dove sono stati trasferiti reparti italiani, sempre per volontà di Crosetto, gli attacchi degli Houthi accrescono le preoccupazioni.
Crosetto ha accusato di lentezza Aspides, l’operazione europea che dal 2024 protegge la navigazione nell’area, e ha prospettato la possibilità di muoversi autonomamente. Ma in seguito, secondo le ricostruzioni della serata, avrebbe chiarito di voler restare nella missione.
Le vicende del Mar Rosso, della Lituania e dell’Arabia Saudita sono diverse, ma pongono una questione comune: quanto rischia l’Italia e quale strategia sta seguendo?
Le esternazioni del ministro Crosetto sembrano tradire la voglia di spingere l’Italia verso un coinvolgimento diretto nelle guerre in corso in Medio Oriente e in Europa. Anche allo scopo dí giustificare la corsa al riarmo e le relative enormi spese per i prossimi anni.
A mio avviso, rispetto a questi scivoloni, più o meno consapevoli e più o meno strumentali, occorre reagire con grande fermezza affinché il nostro Paese resti fuori da ogni coinvolgimento diretto in un conflitto.
Le parole più chiare, che io condivido, le ha dette Virginia Libero, segretaria dei Giovani democratici, dal palco della Festa dell’Unità di Reggio Emilia domenica: “non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori”.
Parole forti, a mio avviso, rappresentative della grande maggioranza della gioventù e del popolo italiano.
Enrico Rossi

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