Dopo il positivo incontro di venerdì scorso organizzato e moderato da Nicola Cariglia sulle varie voci che si dibattono quotidianamente sulla nuova legge elettorale proporzionale, sono emerse ovvie spaccature tra i partecipanti alla conferenza, che rispecchiano pienamente il clima che fa da ombra a questa nuova legge cosi fortemente voluta da Berlusconi, a pochi mesi dalla tornata elettorale.
Tra i quattro partecipanti all’incontro, il più entusiasta della nuova legge e stato naturalmente il senatore nonché sottosegretario alle comunicazioni di Fi Massimo Baldini, il quale in linea con il proprio schieramento ha difeso la nuova legge elettorale, ribadendone la correttezza e rimarcando la bontà d’animo della maggioranza di dotare finalmente il paese di un sistema elettorale sensatamente proporzionale, abbattendo l’ibrido mattarellum che ci sta accompagnando dagli inizi degl’anni ’90.
Dello stesso avviso, anche se con toni meno trionfalistici è stato il costituzionalista Paolo Armaroli, che non a caso pur non dichiarandosi affatto uomo di sinistra, prendendo per primo la parola, aveva preso le distanze dal proprio passato di deputato di An, Armaroli comunque pur non riconoscendosi a pieno in questa maggioranza ha definito abbastanza positivamente la nuova legge elettorale che attende solo il vaglio del senato per diventare operativa.
Ben distanti dai pareri dei due sono parsi il deputato Ds Michele Ventura, e il presidente del consiglio regionale toscano Riccardo Nencini; in particolare Ventura si è soffermato a lungo sul duro giudizio di inappropriatezza della legge, nonchè dei modi e dei tempi in cui è stata ideata e discussa, mentre Nencini, incalzato sul parallelismo tra questa legge e quella approvata dal consiglio regionale toscano, ha tenuto a precisare più volte che quella legge era stata discussa con l’opposizione regionale di centrodestra che aveva dimostrato ampi consensi alla legge, cosa che non sarebbe successa nel parlamento italiano, dove come tutti sanno, la sinistra ha reagito in maniera feroce alla proposta di legge del polo.
La discussione è proseguita poi sulle dichiarazioni rilasciate da Piero Fassino il quale aveva dichiarato la possibilità che l’Ulivo partecipi in senato a modifiche della legge, presentando eventuali emendamenti nell’altro ramo del parlamento, tesi a correggere il pacchetto legislativo presentato dalla Cdl.
Tutto ciò però avrebbe trovato il parere contrario di Romano Prodi, teso a non scendere a patti con “il nemico” e quindi a non modificare una legge che reputa inaccettabile. Una legge che però se venisse approvata così com’è, rischierebbe di non esser più cambiata dalla sinistra, anche in caso di futura vittoria elettorale, perché potrebbe non averne la forza parlamentare necessaria, forza parlamentare che ad oggi ampiamente dispone la coalizione di centrodestra.
Angelo Marinazzo

Che schifo la nuova legge elettorale nazionale voluta dal centro destra!!!
Che schifo la nova legge elettorale toscana vouta dalla sinistra con “l’inciucio” della destra!!!
Dentro al “sistema proporzionale” ,che serve ai partiti per affermarsi ,sì ,ma soprattutto per “contarsi”,e quindi controllare la bontà elettoralistica del proprio apparato ,è stato purtroppo inserito il meccanismo della lista bloccata ( abolizione delle preferenze ),presentato in vari modi( anzi spesso sottaciuto) ma in realtà costituente una poderosa salvaguardia degli “addetti ai lavori”,cioè degli apparati di partito(se questo è il progresso……). E tale aspetto ha ,senza volerlo,confermato Nencini , ricordando il facile e largo consenso governo/opposizione registrato in Toscana ; e quando l’opposizione si accorda facilmente ,si suppone che la democrazia resti allo stato latente. Resta da chiedersi ( e chiedere magari al c.d. Garante della Costituzione )che interpretazione può avere l’espressione reperibile nella Carta Costituzionale Repubblicana (definita rigida) ,di un voto “libero e segreto”….a fronte di una lista bloccata si potrebbe parlare di…….libertà condizionata ,o certamente vigilata !Perchè non dirlo chiaramente ?