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“L’è tutto da rifare…”

Diceva il grande Gino Bartali qualche decennio fa ed è ora di farlo altrimenti tutto andrà definitivamente in malora, se non lo è già andato. Son tre lunghi decenni che i beneficiari del Golpe contro la Prima Repubblica ne approfittano con programmi roboanti se non proprio fulminanti e ricchi di tutto. Qui non si fa propaganda per l’uno o per l’altro ma si ricorda agli ingenui italioti che tutte le loro scommesse, a partire dal 1994, si sono polverizzate nel “nulla cosmico” della seconda Repubblica.

di Raffaele Romano | 22 Giugno 2025

L’è tutto da rifare, diceva il grande Gino Bartali qualche decennio fa ed è ora di farlo altrimenti tutto andrà definitivamente in malora, se non lo è già andato. Son tre lunghi decenni che i beneficiari del Golpe contro la Prima Repubblica ne approfittano con programmi roboanti se non proprio fulminanti e ricchi di tutto. Qui non si fa propaganda per l’uno o per l’altro ma si ricorda agli ingenui italioti che tutte le loro scommesse, a partire dal 1994, si sono polverizzate nel “nulla cosmico” della seconda Repubblica. Tutti, nessuno escluso, hanno proposto e mai realizzato tutto il possibile ovviamente: dai milioni di posti di lavoro all’abbassamento delle tasse, una migliore sanità pubblica, più e migliori ammortizzatori sociali, aumento delle pensioni minime ovvero di quasi tutti quelli che non hanno mai versato contributi, maggiore sicurezza ecc. ecc.

Dei problemi reali nessuno se ne è fatto mai carico. L’unica cosa in cui tutti lor signori da Berlusconi a Meloni, nessuno escluso, sono stati capaci di fare è aumentare sempre più la spesa pubblica che è arrivata a ben 1.108 miliardi di euro, dati aggiornati al 2024.

Il problema non è solo l’enorme quantità di denaro ma lo spreco totale per cui le casse pubbliche sono considerate da tutti gli italioti ed i loro validi rappresentanti da assalire. I soldi di noi tutti vengono buttati per accontentare gruppi sempre più numerose di corporazioni che succhiano risorse o speculano con situazioni di privilegio su beni pubblici.

Ecco alcuni degli sprechi miliardari: in primis i famosi “Bonus” a centinaia che elargiscono mancette a destra e sinistra assommando miliardi, i costi per l’energia spropositati sia per i privati che per le imprese. Il fisco per cui due terzi dell’imposta a carico grava totalmente su chi dichiara da 35.000 euro in su come se fosse un ricco da spogliare ed infatti il 13,94% con redditi dai 35.000 euro in su versa il 62,52% del totale. Sempre per il fisco il 47% non dichiara redditi, Caf e simili compilano inutili dichiarazioni dei redditi su lavoratori e pensionati di cui il fisco già conosce tutto e che costano molto alle casse dello Stato; dulcis in fundo la progressività fiscale, tanto sbandierata dai vari Colli della Politica, riguarda solo i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma nessuno dice o fa nulla. Continuando si scopre che le partite IVA hanno un regime forfettario a 85.000 euro sul quale pagano solo il 15%; questo vuol dire che chi da dipendente o da pensionato incassa lo stesso importo paga molto di più, alla faccia della progressività fiscale. Non vanno dimenticati il Reddito dicittadinanza e il Bonus al 110% che hanno fatto sprofondare ancor più il debito pubblico arrivato, ad aprile 2025, a 3.030 miliardi di euro. Le infinite assunzioni atempo determinato nelle Regioni, Comuni, Provincie, Camere e simili quando di personale pubblico ce ne sarebbe già oltre il reale fabbisogno. Senza dimenticare le spese abnormi per il personale delle Camere, Quirinale, Corte Costituzionale che a parità di mansioni con altre strutture pubbliche vengono beneficiate di stipendi di gran lunga più alti. I bilanci della Camera sotto la guida dell’inossidabile ed integerrimo 5 stelle Roberto Fico, ci costa sempre 943 milioni l’anno e quello del Senato, sempre 505 milioni, pur avendo ridotto il numero dei parlamentari da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Una parola a parte va detta per i paradisi fiscali in Europa che lor signori hanno consentito di attuare in Olanda, Lussemburgo, Austria, Irlanda ecc. mentre in Italia si scendeva agli inferi fiscali. Ma la cosa più bella è stata ed è la “lotta all’evasione” sbandierata da tutta l’armata Brancaleone della seconda repubblica, che è culminata nella disfatta totale: l’ex Equitalia ora Agenzia delle Entrate aveva accertato evasione fiscale dal 2000 per oltre 1.000 miliardi di euro di cui il 95% non sono in grado di recuperare più. Cambiato il nome ma risultati sempre nulli. Per non parlare dell’abuso su normative fiscali come quelle del 5×1000 e dell’8×1000 che consentono di drenare soldi della collettività ad una marea di soggetti che succhiano anch’essi miliardi. Per non parlare delle milionarie regalie a giornali, a teatri e cinema con abnormi abusi su presunta arte e che viene contestata da sedicenti artisti che ottengono milioni di euro e ne incassano qualche migliaio. Nelle ultime ore è venuto alla luce anche il finanziamento per 860.000 euro all’assassino di Villa Pamphili a Roma. Per 30 anni si è adottato, senza che nessuno si opponesse, il Dumping Sociale col quale hanno abbassato i salari e le condizioni di lavoro dei lavoratori, per ottenere un vantaggio competitivo oltre che a maggiori utili. In tal modo in Italia negli ultimi 30 anni i salari in Italia sono saliti solo dell’1% contro il 32,5% della media Ocse, non ci sono parole. 

Poi ci sono le agguerrite corporazioni dei tassisti, notai, balneari e tanti altri che a costo quasi zero dispongono di beni ed aree pubbliche da cui ricavano redditi enormi. Nel frattempo un po’ tutti continuano a discutere sul colore del gatto mentre dovrebbero ricordare l’antico e saggio detto: “NON IMPORTA CHE IL GATTO SIA BIANCO O NERO; CIO’ CHE CONTA È CHE ACCHIAPPI I TOPI!”

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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