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Le tragiche responsabilità del fascismo italiano

Considerare il fascismo italiano complice dei crimini della Germania nazista contro la popolazione ebraica, come ha fatto il presidente del Consiglio Meloni nel giorno della memoria, è una sottovalutazione pericolosa. L’Italia è tragica responsabile dell’Olocausto, non una semplice complice. Con l’aggravante che la Germania nazista aveva accusato gli ebrei della sconfitta di una guerra che l’Italia aveva vinto insieme al popolo ebraico, perfettamente integrato nel regno. Complice della Germania fu la Francia. Il governo di Vichy consegnò ai campi di sterminio più ebrei di qualunque paese europeo. Heydrich non chiese i bambini, la Francia deportò anche quelli. Lo fece sulla base di un principio collaborazionista.

di Riccardo Bruno | 29 Gennaio 2026

Considerare il fascismo italiano complice dei crimini della Germania nazista contro la popolazione ebraica, come ha fatto il presidente del Consiglio Meloni nel giorno della memoria, è una sottovalutazione pericolosa. L’Italia è tragica responsabile dell’Olocausto, non una semplice complice. Con l’aggravante che la Germania nazista aveva accusato gli ebrei della sconfitta di una guerra che l’Italia aveva vinto insieme al popolo ebraico, perfettamente integrato nel regno.

Complice della Germania fu la Francia. Il governo di Vichy consegnò ai campi di sterminio più ebrei di qualunque paese europeo. Heydrich non chiese i bambini, la Francia deportò anche quelli. Lo fece sulla base di un principio collaborazionista. Persino un regime assoggettato come quello del maresciallo Pétain evitò di macchiare il prestigio della Francia rivoluzionaria di emancipazione degli ebrei. Napoleone soppresse i ghetti e fece scucire la stella di Davide dagli indumenti in tutta Europa. La Francia di Vichy si sottomise dunque alla volontà dell’occupante tedesco, piuttosto che agire sulla base di una legge propria, come fece l’Italia. La legge fascista venne appoggiata dalla corona e sotto gli occhi della Chiesa cattolica. La Spagna, che aveva perseguitato gli ebrei dai tempi di Filippo il bello fino alla guerra civile, conclusa quella, evitò un simile misfatto. Franco rifiutò di consegnare i suoi pochi ebrei rimasti a Hitler. Mentre la Polonia, o la Cecoslovacchia, la Boemia, agirono sotto la diretta autorità tedesca. Solo l’Italia si erge legalmente nella discriminazione degli ebrei. Non comprendere ancora oggi questa eccezionalità è alla base dell’antisemitismo che dilaga nel paese.

Che l’Olanda, aggredita dai tedeschi e con governi sempre dalla parte di Israele, abbia due milioni di persone in piazza a sostegno dei palestinesi, significa che la vita democratica è complessa. Che anche solo cinquecentomila italiani inneggino alla Palestina libera, significa richiamare un secondo olocausto. La causa palestinese presuppone la distruzione di Israele. Bisogna sbarazzarsi di Israele per liberare la Palestina, non c’è un’altra via possibile. Altrimenti sarebbe sorto un qualsiasi altro Stato arabo nel momento esatto in cui si costituiva Israele.

Coloro che accusano invece direttamente Israele di “genocidio” sono gli eredi diretti degli aguzzini nei campi di sterminio. Anche se fosse vero che Israele ha compiuto crimini contro la popolazione di Gaza o dei territori, questa non è una popolazione inerme, integrata civilmente a quella israeliana, come quella ebraica lo era alla cattolica o protestante nell’ Europa del 1920. Il raid del sette ottobre lo dimostra. Gli ebrei europei non hanno mai aggredito i cristiani. E gli ebrei israeliani sono stati aggrediti dagli arabi, che vivono in centinaia di milioni in aree limitrofe che superano in chilometri quadrati la piccola Israele.

La Germania potette permettersi di compiere un genocidio per le dimensioni del territorio e della popolazione tedesca, tanto da costruire decine di Stalag in mezza Europa. Anche se Gaza fosse un campo di sterminio a cielo aperto, vista mare, non sarebbe sufficiente per un genocidio. Senza contare che la popolazione di Gaza durante la guerra israeliana, è aumentata. Quella ebraica in Europa venne dimezzata, soprattutto grazie all’Italia. Hitler aveva bisogno dell’antisemitismo per ottenere il consenso, Mussolini no. Mussolini aveva l’autorità politica e morale per arginare l’antisemitismo nazista. Scelse liberamente di incrementarlo. Molto più che un complice.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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