
Anche oggi tutte le testate, come fanno quasi tutti i giorni, si sbizzarriscono con le carinerie che fanno moda e audience a scrivere di Bolsonaro che se ne va negli Stati Uniti con le ipotesi più fantasiose e divergenti, Lula che vince in Brasile ma che lo riprende dopo 12 anni di presidenza già alle spalle sempre nelle medesime condizioni di impoverimento e che vedono oggi la Banca Centrale Brasiliana portare i tassi di interesse di riferimento molto elevati, attorno al 13,75% – 14,5%, per chi non lo sapesse la Bce in Ue ce l’ha al 2,65%. Per non parlare delle ovazioni per la presunta sconfitta di Netanyahu e la presunta vittoria di Eisenkot in Israele passando per la vittoria dei “giovani serbi” che, però, hanno dichiarato di voler continuare ad essere punto di equilibrio fra Mosca e la Ue il che li mette sullo stesso piano del predecessore Aleksandar Vučić che chiedeva all’Europa di entrare e, allo stesso tempo, commerciava con Mosca la qual cosa fa piacere agli italici statisti come Conte e Salvini. Senza farsi mancare la solita polemica contro gli interventi dei poliziotti che non sanno più come comportarsi con chi li randella, al di là dei motivi per cui protestano.
Personalmente preferisco parlare di cose di cui costoro non parlano mai ovvero portare a conoscenza dei lettori di cose che il 99% di costoro non parlano mai ovvero di problemi concreti.
Quest’oggi vi porto a scoprire cosa si aggira dietro al mondo del petrolio al di là delle solite ed inutili frasi slogan.
Vi siete mai chiesi chi gestisce il prezzo di riferimento mondiale il Brent?
Quel prezzo su cui campano insospettati soggetti.
È l’Intercontinental Exchange, ICE, una società finanziaria americana, inclusa nella classifica Fortune 500, che gestisce mercati finanziari e di materie prime globali, stanze di compensazione (clearing house) e la borsa valori di New York, il New York Stock Exchange il NYSE.
Sulla borsa dell’ICE, precisamente su ICE Futures Europe, viene scambiato il contratto ICE Brent Crude, che funge da parametro di riferimento (benchmark) per determinare il prezzo di circa l’80% del petrolio greggio scambiato a livello globale. Sebbene non si acquisti il petrolio direttamente da ICE, il prezzo della benzina o del greggio che si compra altrove è sempre basato sui prezzi stabiliti sui suoi schermi.
Vi è chiaro?
Veniamo al secondo quesito chi stabilisce l‘Impatto sul Prezzo Finale alla Pompa?
Il prezzo finale che si paga al distributore è composto da tre elementi:
• Costo della materia prima e raffinazione (fortemente influenzato direttamente dall’ICE come vi ho dimostrato sopra) ed esso rappresenta circa il 30-35% del prezzo finale.
• Margine del distributore e costi di trasporto: Circa il 10%.
• Tasse (Accise e IVA): Rappresentano la quota maggiore in Italia (circa il 55-60%).
Veniamo al punto finale le Voci di Costo:
Componente Industriale 0,979 € pari al 48%
(Costo petrolio puro all’ICE + margini di raffinazione, trasporto e distributore)
Accisa Statale 0,673 € pari al 33,40%
(Tassa fissa espressa in centesimi al litro)
IVA (al 22%) 0,363 € pari al 18,0%
(Calcolata sulla somma di componente industriale + accisa)
Totale Tasse dello Stato (Accisa + IVA) 1,036 € pari al 51,40%
Badate chiunque di questi due schieramenti vi ha governato dal 1994 ad oggi, nessuno escluso, ha rotto questo infernale meccanismo che voi continuerete a pagare: NUNC ET SEMPER!
Raffaele Romano

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