Vi pare normale che dopo 30 anni di annunci di cosiddetta “seria lotta all’evasione fiscale” abbiamo ancora un sommerso e un evaso superiore ai 150 miliardi di euro? Valgono almeno venti manovre economiche.
Tagliano le stime ma non le tasse. Più 0,3 per cento nel 2014 invece del previsto 0,8, conferma il Fondo Monetario Internazionale. Come scritto anche qui in abbondanza: altro che ripresa, è stagnazione minima. Palude. Tradotto in soldoni: 10 miliardi di mancata crescita. Mica bruscolini. Tutto questo si traduce in posti che saltano o non si creano, in consumi che si contraggono, in crisi che non si evolve. Le scabrose verità che ci attendono al varco di settembre dipendono anche da questo taglio di stime. Che va di pari passo con l’aumento (non certo il taglio) delle tasse. Secondo il presidente di Confcommercio l’Italia ha il record mondiale di tassazione: 53 per cento, vuoto per pieno. Anche qui mica bruscolini. Per forza: se la base imponibile è quella ridotta italiana di chi è a libro paga è automatico che i soliti che pagano sono costretti a pagare di più. Che fine ha fatto la lotta senza quartiere all’evasione e all’elusione fiscale? Qualcosa si dovrebbe muovere con la certificazione automatica della denuncia dei redditi annunciata dalla nuova dinamica direttrice dell’Agenzia delle entrate. Reddito verificato e presunto per venti milioni di contribuenti italiani. Noi a libro paga con tanto di certificazione non si sfugge, ma gli altri? Se mettessimo una tassa sulla espressione “lotta all’evasione fiscale” saremmo diventati ricchi da anni. Solo che noi italiani annunciamo e non facciamo. Eppure, statistiche alla mano, avremmo solo l’imbarazzo della scelta. Censis, Istat, centri studi vari e variegati ci inondano di dati e di tendenze. Ci indicano dove sono i patrimoni, dove sono i capitali, dove sono le transazioni finanziarie e dove sono le povertà all’osso. Rispetto a 12 anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell’1,5%. Dopo il primo titolo, magari anche ad effetto, sembra tornare tutto normale come prima, una palude appunto, uno stagno stagnante. Vi pare normale che dopo 30 anni di annunci di cosiddetta “seria lotta all’evasione fiscale” abbiamo ancora un sommerso e un evaso superiore ai 150 miliardi di euro? Valgono almeno venti manovre economiche. Appunto: tutti oggi esorcizzano la parola “manovra” ma se le scabrose verità che ci aspettano al varco di settembre sono quelle annunciate come si farà ad evitare un’operazione di aggiustamento di bilancio, se vogliamo continuare a dare i famosi 80 euro al mese, senza usare la parola “manovra”. Idea? La chiameremo “convergenza”. Come quella che si fa alle gomme dell’auto dopo un po’ di chilometri.

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