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Le sanzioni alla Russia

La crisi ucraina non è stata affatto superata. La Russia di Putin occupa ancora la Crimea.

di Enrico Martelloni | 22 Maggio 2017

Le sanzioni alla Russia verranno confermate perché la guerra continua in Ucraina,  anche se Gentiloni,  nei gironi  scorsi  a Sochi per un’ incontro con Putin, ammiccava al suo interlocutore; forte questi, del riesumato progetto del  gasdotto, che dal Caucaso,  attraverso la nuova intesa con la Turchia, potrebbe passare per la Grecia fino alle coste di quella Magna. L’italia non è la Francia, che anche se di poco,  è meno corruttibile. Lo dimostra la spianata di olivi in Puglia, che prepara un progetto ancora incerto e foriero di nuove crisi  in Europa. Il presidente del consiglio, per nulla eletto dalla volontà popolare, come pure li suo predecessore, si espone con ambiguità verso la Russia, mentre nessun altro  Paese se lo sognerebbe di fare  alla vigilia del G7 di Taormina. E’ necessario ricordare che la crisi ucraina non è stata affatto superata. La Russia di Putin occupa ancora la Crimea, che fa parte dello stato di Kiev, ed è  per tal motivo un paese occupante. Per questo, il resto del mondo ha posto le sanzioni.  Oggi si combatte ancora negli oblast di Donetsk  e Luhansk . Si combatte e si muore, per riportare all’Ucraina quelle  terre che un tempo furono il proscenio dei genocidi di epoca sovietica da Lenin in poi. Su  una popolazione,  allora di poco più di venti milioni, gli ucraini per quasi la metà furono deportati , fucilati, o morirono  per inedia nelle tre grandi carestie innescate da motivi politici liberticidi. I villaggi e le campagne come nelle città, svuotate dal genocidio, come  un “The day after”,  vennero occupate da coloni russi, in modo particolare in quelle  zone dove oggi si combatte. La solita ambiguità politica nostrana,  ha  convinto molti Paesi di  ritenere  che l’Italia, oltre ad essere come noto corruttibile, sia una nazione obsoleta,  non  affidabile e di poca valenza in politica internazionale . Il concetto di Europa oltre la moneta, trova un freno in queste iniziative  italiane , ponendo le condizioni per un continuo e costante regresso .  La via per la pace è lunga e complessa, ma le vicende ucraine sono tra le principali e strategiche.  Cominciarono nell’estate del 2008, con l’occupazione russa dell’Ossezia del nord e con l’Abkhazia .  Da quel momento la Georgia si vide occupata con la scusa più classica usata da Hitler per i Sudeti nel 1938. Il motivo vero erano le elezioni in Ucraina che preoccupavano Putin per la scadenza dell’affitto del porto militare di Sebastopoli in Crimea, quindi in Ucraina, e secondo solo a al porto di Murmansk. La vittoria molto discussa di Yanukovic sulla Timoshenko,  fermò l’occupazione della Georgia. I russi si ritirarono, e la Georgia trovò in Saakashvili, il suo grande presidente. L’accordo con Yanukovic di Donetsk , permise a Putin di rinnovare il contratto per il porto militare. Maidan, la grande rivoluzione che rivoltò il governo e la Rada, il parlamento ucraino, con la fuga in Russai del satrapo Yanukovic, scatenò la guerra e l’occupazione della Crimea all’indomani della incerta situazione politica vissuta da Kiev. I francesi per questo motivo non consegnarono le due portaerei commissionate da Putin. Il G8 tornò ad essere G7, così come il G20 perse la Russia, isolandola. Da qui in poi sono cominciate le stragi e gli attentati che comunemente vengono imputate ad IS, o come gli scontri degli Hooligans russi fatte durate gli europei di calcio, sia  del 2012 in Polonia/Ucraina, che quelli francesi del 2016 organizzate da esperti combattenti in guerriglia. Oggi viviamo un momento cruciale, testimoniato dalle ultime elezioni svolte in Francia e negli USA, in attesa di quelle della Gran Bretagna. Il passaggio del testimone delle grandi democrazie, rimettono in discussione intese e strategie mondiali, cui principale protagonista sarà il presidente americano Trump.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : MaidanTag: crisi, elezioni, europa, francia, freno, g20, governo, gran bretagna, grecia, mondo, nazione, parlamento, presidente del consiglio, puglia, putin, scontri, usa

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    22 Maggio 2017 alle 22:48

    Non esiste questa possibilità di una via d mezzo. I russi sono, come dice lei, ” mostri cattivi” anche prima del comunismo, ma con il comuismo, da Lenin in poi ci fu uma selezione darwiniana attravero i lager dei nemici del popolo. Sessanta milioni di uomini, donne, bambini finiro i loro giorni nella disperazione. Questo non lo dico io per primo. L’ucraina, in fine, è stata occupata dalla Russia, e di questo, invece, sono stato testimone.

    Rispondi
  2. Gragnoli carlo

    22 Maggio 2017 alle 16:17

    Osservando tutti gli articoli di Enrico MARTELLONI sulle vicende Ucraina-RUSSIA i russi sembrano dei mostri cattivi. E’ molto simile a quello che ci raccontavano da bambini che i comunisti mangiano i bambini. Puo’ essere che la verità’ stia nel mezzo e che entrambi i paesi abbiano colpe in proposito.

    Rispondi

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