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LE RIVOLUZIONI DEL NORD AFRICA CAMBIANO IL TURISMO ESTIVO 2011

Di Fabrizio Binacchi Se ci partono le spiagge della Tunisia e non ci si fida di quelle ci dicono tranquille del Mar Rosso che si fa quest’estate per chi non vuole stare in Italia e non vuole andare a lungo raggio? Bel dilemma. E c’è pure il rischio affollamento in casa nostra.

di Fabrizio Binacchi | 7 Marzo 2011

Il Mediterraneo non sarà più il mare turistico di una volta. I moti della sponda Sud cambiano il turismo estivo del 2011. Chi programma, infatti, a cuor leggero una vacanza sulle spiagge della Tunisia o del Mar Rosso? Le rivoluzioni del Nord Africa stravolgono i piani turistici della prossima estate. Certo non puoi immaginare, adesso che siamo in marzo, come saranno le spiagge di Monastir o di Sharm El Sheik a giugno o agosto ma certo le settimane sono poche e per pianificare bisogna cominciare presto. Cancellano anche le tappe delle crociere del Mediterraneo perché certi porti non sono sicuri e allora ecco che vanno alla grande i mari del nord e la capitali Baltiche. Crociera per crociera, si dice, meglio stare lontani dai moti e dai pirati. Come dare loro torto? E pensare che il turismo delle spiagge africane era diventato quello più popolare e glamour degli ultimi dieci anni, a prezzi che battevano di gran lunga anche certe offerte nostrane. Non per dire ma una settimana a Sharm poteva costare anche la metà di una settimana a Cesenatico, con tutto il rispetto per il Porto Canale leonardesco, e un quarto di quel che può costare una vacanza in Versilia. Ma, si sa, lì è per pochi portafogli antichi. Come annotava argutamente il collega Luca Bottura nel suo libro “Tutti al mare vent’anni dopo” al cartello “Benvenuto al Forte” ci puoi anche leggere “e io resto fuori”, se non ho abbastanza contante. Dunque se ci partono le spiagge della Tunisia e non ci si fida di quelle ci dicono tranquille del Mar Rosso che si fa quest’estate per chi non vuole stare in Italia e non vuole andare a lungo raggio? Bel dilemma. E c’è pure il rischio affollamento in casa nostra. Non per portar sfortuna, come direbbe Totò, ma gli operatori turistici della Sicilia meridionale stanno col cannocchiale puntato verso il mare e incrociano le dita, perché se ci scattasse la temuta invasione di profughi anche le località storicamente turistiche della Sicilia sarebbero a rischio prenotazione. Già a Lampedusa sperano in un miracolo. E cioè che si blocchino gli arrivi o che almeno non se ne dia troppa pubblicità così da avvicinarsi alla stagione estiva turistica senza troppo allarme. Speranze difficili visto che il nome Lampedusa è associato in tutta Europa al primo approdo per i disperati del mare. Una bella scommessa. Hai voglia a fare piani turistici e progetti di comunicazione e poi ci si mette la storia a rivoluzionare i manifesti. Tutto d’un colpo via i viaggi del deserto, via le sponde di una volta, via le spiagge e le dune a rischio terremoto sociale. Una rivoluzione psicosociale oltre che economica. Bruna di Rubiera che col marito era abituata a farsi due crociere all’anno adesso è smarrita. “Dove vado? Mi rimangono i fiordi e qualcosa nell’Oceano. Ma tutte le località della civiltà mediorientale che volevo approfondire quest’estate mi saltano”. Pazienza Bruna, la storia non si ferma davanti ad una crociera. Si lamenta anche Francesco di Rimini, in pensione da 4 anni, e un habituè anche dei viaggi in nave a mezza stagione: “Mica ci sto io qui a Rimini a fine inverno e primavera , non c i rimango neanche d’estate, immaginarsi con questo tempo tra neve e freddo. Sembriamo diventati più che continentali. Mi cercherò un viaggio alternativo”. Per chi non è in pensione e non ha la passione sfrenata delle crociere non rimane che darsi da fare per cercare qualcosa tra Grecia e Spagna, giusto per rimanere nel Mediterraneo, o fare di necessità virtù e riscoprirsi pezzi d’Italia. Già, siamo dell’anno del 150^ non sarebbe male che anche il turismo si tingesse di tricolore e si prendesse l’Inno come colonna sonora. Dunque bei viaggi italici con tappe goduriose a Quarto, Marsala, Teano, Sapri, Venaria Reale, Peschiera, e poi nelle capitali Torino, Firenze e Roma. Insomma un turismo patriottico in attesa di un 2012 che speriamo torni tranquillo. Per il Mediterraneo e per noi.

Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    8 Marzo 2011 alle 16:10

    Ma i “sunbird”, i pensionati occidentali e cosmopoliti in vacanza permanente, non danno un po’ il voltastomaco mentre i giovani devono arrangiarsi? Ma che dico? Dopo una vita di sudato lavoro!?!?!?!?!?!?!?!?

    Rispondi

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