Come una rock star, più di una rock star. Tre reliquie di Padre Pio partono per un tour in Toscana. Firenze, Livorno, Forte dei Marmi, Canevara (Massa) e Carrara le tappe previste. Non è una trovata del Vernacoliere, la famosa rivista satirica livornese, e il primo di aprile è ormai alle spalle da un pezzo. “I francescani cappuccini del convento di Pietrelcina, hanno affidato da lunedì 2 maggio a venerdì 13 maggio 2016 all’Associazione Onlus Olimpiadi del Cuore di Maria (sic! ndr) e in stretta collaborazione con la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze ‘reliquie di primo grado di padre Pio’ per un periodo di evangelizzazione e preghiera in Toscana”, informa serissimo un lancio dell’agenzia Ansa.
La precisazione che si tratta di “reliquie di primo grado”, sta a significare che contengono tracce biologiche del santo (vi sono quattro categorie di classificazione in base all’importanza). Si tratta di uno dei primi sai francescani di Padre Pio, il reliquiario dei guanti con il sangue delle stigmate delle sue mani, il reliquiario della fascia della piaga al costato. Saranno protette da una teca di cristallo illuminata di più di 2 metri di altezza per 80 centimetri di larghezza e 40 centimetri di profondità, oltre che da un servizio di sorveglianza.
L’esposizione, però, più che al misticismo strizza l’occhio al business. L’obiettivo è raccogliere fondi per la Via Crucis lungo il sentiero che era solito percorrere padre Pio in preghiera fino alla cappella dell’Olmo dove ricevette le stigmate. Tutto quanto fa spettacolo, come recitava il sottotitolo di Odeon, trasmissione tv di un po’ di anni fa. Non voglio apparire irriverente o blasfemo, ma questa più che spiritualità mi pare fanatismo. Quello che molti sono pronti a mettere all’indice quando protagonista è una religione diversa dalla propria. Mi piacerebbe conoscere il pensiero di Papa Francesco sul “reliquie tour” e sui suoi fan.

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