
Grazie ad una evangelica intuizione di Bersani – che a furia di vedere tacchini sui tetti si è convertito ad un Natale vegano e laico, privo di orpelli consumistici e tutto dedicato alla partecipazione civile – quest’anno ognuno di noi potrà sentirsi Babbo Natale partecipando alle primarie per la selezione dei candidati al Parlamento, con uno slogan che è in realtà l’unica proposta per alleviare la disoccupazione che il Segretario del Pd fin qui ha partorito: regala un seggio da parlamentare per Natale, e pagalo in comode rate mensili per i prossimi cinque anni, avrai la soddisfazione di aver creato un nuovo ricco e di aver dato un senso ai rimborsi miliardari che sei costretto in ogni caso a devolvere ai partiti.
Per l’occasione, una celebrazione gioiosa e multietnica di una festa popolare è stata già allestita in modo da accontentare tutti, sotto l’insegna del Pd: Presepe democratico – chè qui bisogna gratificare l’ala cattolica del partito, prima che corra a rifugiarsi sotto il loden ecumenico di Monti, e mostrare che il Natale è di tutti, per tutti e con tutti, perchè alla religione si può anche sfuggire ma al partito mai, neanche se lo abiuri. Dunque i ruoli sono già stati assegnati, dopo trattative lunghe, estenuanti e non prive di perigliose distinzioni all’interno della Direzione nazionale – chè a Natale, si sa, non tutti i panettoni piacciono allo stesso modo, e l’incognita dei canditi è sempre pronta ad andare di traverso a qualcuno, specie se son toscani e se ne stanno ben staccati dall’impasto.
Dunque, la recita è pronta per accogliere gli elettori alle urne e farli sentire a loro agio dentro la capannuccia, mentre il Coro degli angeli – noto complesso pop emiliano fondato durante il celebre sciopero dei chierichetti – canterà: è nato un nuovo parlamentare, come se avesse un senso votare. (Testo di Migliavacca, musica di Fassina, Edizioni Porcellum). Bersani sarà San Giuseppe, che di paternità controverse se ne intende parecchio; Vendola porterà la mirra, che fa chic e non impegna, proprio come lui; Stumpo terrà lontani i Re Magi, pericolosi infiltrati esterni da bandire con ferrea determinazione anche quando portano voti in dono; e la Bindi, bè lei potrebbe andare al ballottaggio il 6 gennaio con la sua più pericolosa rivale, quella che porta le caramelle ai bambini e attua il voto di scambio. A tutti i partecipanti verrà regalata una copia di “Una vita fra andate e ritorni”, autobiografia di Fioroni, con dedica autografa dell’autore, gentilmente prestatosi per l’occasione a fare il cammello che non è passato dalla cruna dell’ago. Che nel Presepe democratico c’è posto per tutti, anche per quelli che non ce l’hanno fatta.
A fine giornata, festa conclusiva con lotteria dei seggi restanti ed assegnazione dei posti sicuri nel listone blindato del Segretario – perchè, oh, ragassi, come diciamo sempre nelle pubblicità, ma chi siamo noi Babbo Natale?!

mai commento fu piu’ azzeccato, ma Babbo Natale è laico Chiara, invece in Italia tutti i politici devono “passare” dal Vaticano che decide chi…..
Come dissi, se non si abbatte quel muro, inutile cercare di cambiare le cose, da Monti, a Bersani, da Berlusconi a Renzi, tutti devono passare dalla casella “vaticano” per vincere, ma a perdere è un Paese intero.
Un’accozzaglia di sfigati tutti alla ricerca disperata di un posto a sedere in parlamento., la maggioranza dei quali sono dei falliti e incapaci . Il coraggio non è il loro, abituati come sono a depredare pubblico denaro, il coraggio è dei tanti che ogni giorno vivendo lontani dai riflettori presi come sono delle incombenze della vita spesso atroci, costruiscono famiglie, crescono figli, ottenendo un risultato, un premio, quello di venir vessati da uno stato manigoldo e ingiusto. Ecco chi sono i veri eroi italiani. I cittadini onesti.
Se fosse democratico, Stumpo non avrebbe ragion d’essere, e nemmeno di esistere…..
Sul quotidiano La città di oggi, il titolo di prima pagina è: “Primarie, DeLuca fa piazza pulita. Nessun uomo di Renzi nelle liste per scegliere i candidati del Pd. Il sindaco monopolizza il partito”. Cara Chiara:”presepe”, sì; “democratico”, no!