Ora che la magistratura ha fatto irruzione, scompaginandole ancora di più, nelle primarie indette dal PD per la designazione del candidato a sindaco di Firenze, niente è più come prima. E si paventano (o si auspicano) scenari fino a ieri impensabili. Veltroni ha convocato a Roma per venerdì 28 novembre i vertici regionali e provinciali del partito. I giorni che separano dall’appuntamento vengono scanditi a Firenze, non solo in casa del partito democratico, in parallelo con il timore che l’inchiesta aperta dalla procura di Firenze possa avere, prima di allora, altri clamorosi sviluppi.
Il timore si basa sulle stringatissime dichiarazioni “estorte” dai giornalisti al capo della procura Giuseppe Quattroccchi, che ha invitato a non concentrarsi sugli aspetti dell’inchiesta finora emersi e, soprattutto, sulla sproporzione tra il clamore delle perquisizioni e degli avvisi di garanzia e quanto venuto a conoscenza. In realtà, se i fatti si limitassero ai presunti favori agli assessori Cioni e Biagi ( la concessione da parte della Fondiaria di una casa in affitto ad una signora, su “raccomandazione” di Cioni e la concessione di incarichi a due noti architetti, docenti universitari, su segnalazione di Biagi) si tratterebbe dell’ennesima montatura. Ma negli ambienti forensi e giudiziari si fa rilevare come sempre, nei decreti di perquisizione, i magistrati cerchino di tenere coperte le carte che hanno in mano. Per cui le ipotesi si sprecano. C’è chi ipotizza che la vicenda riguardi gli sviluppi della grossa operazione urbanistica legata alla realizzazione di un nuovo stadio su parte del terreno destinato a parco che la Fondiaria di Ligresti avrebbe dovuto realizzare a sue spese. Si tratta della questione che aveva provocato le dimissioni da assessore alla cultura di Giovanni Gozzini che, dai microfoni di una radio aveva criticato pesantemente il progetto, tanto che, “se fosse stato presentato a me avrei invitato il presentatore”, cioè il patron della Fiorentina Diego Della Valle, “a farne un rotolino e cacciarselo nel cosidetto”.
In attesa di conoscere la piega che prenderà l’inchiesta giudiziaria si spargono per la città interrogativi e veleni. In primo luogo, che bisogno aveva la Fondiaria di corrompere qualcuno, dal momento che l’operazione è in gestazione da quasi trent’anni ed è di dimensioni tali da assicurare di per se profitti adeguati? E poi, davvero basta affidarsi a qualche assessore per cambiare quanto già previsto? E perché l’opposizione di centro-destra, quando l’ex assessore Gozzini si scagliò contro l’ipotesi di realizzarvi anche lo stadio invece di cavalcare le sue tesi ne chiese le dimissioni?
Il sindaco Domenici si è detto certo che l’indagine non abbia un collegamento diretto con la previsione di sviluppo urbanistico a Castello, cioè dove si trovano i terreni della Fondiaria. La società è proprietaria dell’ area di Castello, 168 ettari di terreno tra l’ aeroporto, la ferrovia e l’ ingresso dell’ Autosole su cui sta per nascere un nuovo insediamento edilizio che comprenderà la Scuola dei carabinieri, vari uffici pubblici, case private, un parco verde e forse, come sogna Diego Della Valle, anche la futura cittadella della Fiorentina con lo stadio e un centro commerciale ricavati da parte dei terreni prima destinati a parco.
Ma è un fatto che l’avviso di garanzia è stato recapitato anche al presidente onorario di Fondiaria-Sai, Salvatore Ligresti.
Intanto, in maniera surreale le primarie del PD si trascinano con la testa della città ormai rivolta altrove: Daniela Lastri, Graziano Cioni, Matteo Renzi e Lapo Pistelli girano per assemblee e si scambiano “cortesie”. A latere, il segretario del PS, Riccardo Nencini esorta Veltroni a fare la mossa del cavallo, cioè a scompaginare i giochi fiorentini, abbandonare le primarie di partito e sposare le primarie di coalizione. Valdo Spini, dopo aver presentato la propria candidatura prosegue dritto per la sua strada, senza escludere un ricongiungimento con le sorti del partito socialista nel caso si arrivi veramente alle primarie di coalizione. Mario Razzanelli, consigliere UDC e promotore del referendum sulla tramvia vagheggia una lista civica appoggiata dal centro-destra ed ha illustrato la proposta allo storico Caffè delle Giubbe Rosse assieme all’ex sindaco di Bologna Guazzaloca. Il centro-destra per ora tace. E c’è chi comincia a pensare che sia un comportamento saggio. Tanto, se la pera è matura….
Nicola Cariglia

Caro Nicola,
se si deve dar retta agli scarsi resoconti che ci sono giunti, la montagna Veltroni avrebbe partorito un topolino, quanto alle candidature: vogliamoci bene, ma a qualcuno forse un po’ di più. Peggio sta andando invece per i comportamenti e le prospettive dell’attuale amministrazione, oltre che per gli sviluppi dell’inchiesta.
Sul piano dell’amministrazione trovo sconcertante l’atteggiamento del sindaco, già colto sul fatto a disfare parchi con una telefonata. Atteggiamento che mi viene da reputare grave non tanto per la materia del contendere, quanto per la disinvoltura sul piano etico-amministrativo che caratterizza i comportamenti del massimo esponente della giunta fiorentina. Ma è sul piano politico che invece si manifesta il segno certo del fallimento di questa amministrazione, se Domenici persisterà nell’intenzione di non concludere l’iter del piano strutturale entro la scadenza elettorale: si è lavorato dieci anni per nulla e si consegna il pacchetto dei problemi alla prossima amministrazione, con opere decise e già in corso, problemi a macchia di leopardo, coordinamento territoriale zero.
Gli sviluppi dell’inchiesta. Personalmente non credo molto ad esiti clamorosi e resto anch’io dell’idea che non ci si debba concentrare sugli aspetti sin qui emersi. Invece mi ha particolarmente colpito l’attenzione riservata dalla magistratura all’intreccio di società e d’interessi che sta dietro a qualsiasi realizzazione pubblica o legata a decisioni e controlli della pubblica amministrazione, a quella particolare nomenklatura di persone, sigle ed interessi che riempie tutta la Toscana verso una direzione prevalente, con pesanti ricadute e mortificazioni verso tutti quei settori produttivi e professionali non particolarmente caratterizzati da solidi legami con chi pro-tempore gestisce il potere. Intendiamoci, la struttura clientelare dell’attività economico-produttiva nella sua versione toscana era ben nota, ma il fatto che finalmente se ne occupi la magistratura è una novità. Per conoscerne la portata non ci resta che attendere.
Certo ,se la frutta matura sull’albero , la si può raccogliere senza salirvi su ,ma solo aspettando sotto di esso. Ma se matura in frigorifero ,va consumata alla svelta ,se no si butta. E questo attendismo del centro destra non mi pare un invito a pranzo , ma un preludio ad una bella dieta . Orchestrata al banchetto della politica professionistica , giustamente soatenuta da varie forme di cassa integrazione…
Intanto Cioni ,ad esempio , nelle proprie esternazioni elettorali auspica ” integrazione ed accoglienza ,perchè i figli delle badanti di oggi devono avere la possibilità di diventare gli ingegneri e gli avvocati di domani”. I figli dei fiorentini di oggi ( notoriamente razzisti )ringraziano per l’attenzione…..intanto sperano di poter essere assunti dalla Fondiaria ,magari alla sede di Roma perchè a Firenze non c’è posto ( e poco dopo un trasferimento di sede non lo si nega a nessuno ).