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Le periferie metropolitane e il Decreto Legge 14/2017 sulla sicurezza delle città

Potrebbe costituire un passo in avanti importante capace di valorizzare la conoscenza del territorio degli amministratori locali, fornendo qualche base giuridica in più per l’azione dei presidi territoriali.

di Redazione Pensalibero.it | 10 Agosto 2017

Come Consigliera Delegata alle Periferie e Sindaco di un Comune di tale area, ritengo la legge 14/2017 sulla “Sicurezza delle Città” un positivo strumento di lavoro per i Sindaci e tutti gli Enti e le Istituzioni che concorrono, ciascuno nel proprio ambito, a garantire il presidio del territorio e la sicurezza ai propri cittadini, intesa nel senso più ampio del termine. Questi sono temi che ci vedono da anni coinvolti in incontri con comitati cittadini sempre più esasperati da alcuni fenomeni, cui con tante difficoltà si è potuto dare risposte, risposte comunque parziali e insoddisfacenti. Quali strumenti possono adottare i Sindaci per dare le risposte che i cittadini, giustamente, si attendono?

Il nuovo DL 14 potrebbe costituire un passo in avanti importante, in tal senso, capace di valorizzare la conoscenza del territorio degli amministratori locali, fornendo qualche base giuridica in più per l’azione dei presidi territoriali, come la Polizia Locale e i Sindaci, e dando modo di segnare, come punto imprescindibile, quello del coordinamento e della creazione di un sistema unitario e integrato al fine di razionalizzare le risorse di tutti gli enti coinvolti, secondo quanto espresso dagli art. 5 e 6 in merito ai Patti per l’attuazione della sicurezza urbana e al “Comitato Metropolitano”.

La Città Metropolitana di Milano (che attualmente conta circa 3 milioni e 206mila abitanti) è costituita dal Capoluogo, Milano (con 1,35 milioni di abitanti), città importante con luoghi di maggior interesse turistico ed economico, e da una vasta area di comuni spesso con contesti urbanizzati senza soluzione di continuità rispetto al grande centro e che rappresentano complessivamente circa il 60% della popolazione metropolitana.

I comuni della prima fascia sono quelli più popolosi, come ad esempio Sesto San Giovanni con circa 82.000 abitanti, Cinisello Balsamo con 75.000, Cologno Monzese con 48.000, Rho 50.000, Rozzano con 43.000 e molti altri. In queste aree si raccolgono grandi quartieri popolari della città metropolitana su cui si sono tra l’altro concentrati alcuni degli interventi finanziati dal bando delle periferie del 2016.

Le nostre periferie sono ricche di servizi e opportunità, tuttavia vi sono luci e ombre, e nella percezione collettiva, è chiaro che i luoghi metropolitani maggiormente degradati e percepiti come insicuri, e quindi necessari di maggiore attenzione da questo punto di vista, stanno nelle periferie, nei quartieri popolari, ai capolinea del trasporto pubblico, nelle zone industriali abbandonate ma anche in alcuni luoghi centrali, come ad es. grandi edifici non utilizzati, o nelle aree urbane confinanti con aree rurali non presidiate. Gli amministratori  pero rivendicano anche che le Periferie si sono trasformate negli anni in luoghi dove si vive, dove vi sono servizi e luoghi attrattivi, grazie ai grandi ospedali, ai poli universitari, ai parchi commerciali che qui si stabiliscono, alle vaste aree di verde fruibile e alle tante infrastrutture per lo sport. Luoghi non propriamente definibili come “turistici” ma certamente con importanti flussi di persone.

Tra i problemi evidenziati dalla legge vengono segnalati quelli che creano un maggiore allarme sociale e degrado del territorio: accampamenti abusivi (con incremento nel periodo estivo), gruppi di nomadi in aree rurali (pubbliche e private) non attrezzate e non autorizzate limitrofe ai centri abitati, furti in appartamento e furti di rame in strutture pubbliche (tetti, grondaie, cavi elettrici in scuole, strutture sportive e in piattaforma ecologica), assembramenti che creano abbandono di rifiuti e bivacco, combustione di materiale plastico in aree verdi limitrofe ai centri urbani.

Per quanto riguarda i quartieri popolari, sono presenti e creano allarme sociale fenomeni quali le occupazioni abusive degli appartamenti vuoti, il non rispetto della quiete e dei regolamenti condominiali e atti di vandalismo nei caseggiati popolari, l’abbandono di rifiuti ingombranti nei pressi delle aree ecologiche (ma anche in zone esterne al centro abitato), spaccio e piccola criminalità.

Infine, nelle aree pubbliche si assiste frequentemente ad atti di vandalismo in parchi e parchetti, alle pensiline del trasporto pubblico, effrazioni con scasso e atti vandalici in scuole e strutture sportive, disturbo della quiete notturna nelle piazze cittadine, abbandono di veicoli rubati in aree di sosta, atteggiamenti lesivi del decoro e dell’igiene pubblica da parte di persone (per lo più note ai servizi sociali e CPS) con disturbi psichiatrici, ingresso non autorizzato di motocicli in aree pedonali, fino ad arrivare alla estesa presenza di cartellonistica pubblicitaria abusiva.

Questi sono alcuni dei fenomeni maggiormente diffusi nelle aree periferiche della città, in concomitanza con le peculiarità legate al tessuto sociale, alla collocazione geografica e ad altri fattori. Se pur di secondaria importanza rispetto ai grandi temi della sicurezza nazionale, della criminalità organizzata e alla legalità in genere, tali fenomeni rappresentano per moltissimi cittadini un grave disagio e una percezione di non sicurezza che riduce la vivibilità delle nostre città e dei nostri quartieri. A cornice di tutto ciò, risulta evidente la difficoltà di interventi delle ormai scarse forze di PL dei Comuni, oltre che la spesa ingente per intervenire a riparare o ripulire quanto rovinato.

A fronte dell’attuale situazione auspico che il dl 14 possa rivelarsi un valido strumento in vista della redazione delle Linee Generali e Linee Guida citate nello stesso DL. I cittadini si aspettano soluzioni concrete ai problemi quotidiani delle nostre periferie.

 

Barbara Agogliati   (http://www.mu-me.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, importanza, lavoro, merito, milano, percezione, persone, polizia, punto di vista, rifiuti, servizi sociali, soluzione

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