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Le multe per violazione del contenimento. Quasi un incubo….. Rimedi?

I decreti nazionali hanno previsto che le autorità locali, rispetto a specifiche contingenze territoriali, possano decidere norme più restrittive.E qui sorgono diversi problemi.

di Vincenzo Donvito | 13 Aprile 2020

Ok, dobbiamo stare confinati e contenuti. E’ giusto. Ma le norme prevedono una sfilza di eccezioni ché si ritiene importanti per il mutuo aiuto e per la salubrità individuale. Capire se le eccezioni siano rispettate nei termini previsti, spetta alle forze dell’ordine. Ok. Forze dell’ordine che comunque sono sempre abituate a procedere con discrezione.
Ma abbiamo l’impressione che l’attuale discrezione sia un po’ più difficile per loro. Così come è difficile, per il medio confinato, non confondere la propria esigenza, non necessariamente “stretta”, con l’interesse pubblico. Nel contempo, sempre il medio confinato, deve avere a che fare con norme la cui certezza può anche essere vaga. Motivo? I decreti nazionali hanno previsto che le autorità locali, rispetto a specifiche contingenze territoriali, possano decidere norme più restrittive.
E qui sorgono diversi problemi. Soprattutto perché non è detto che tutti sappiano tutto. Incluse le forze dell’ordine.
Vediamo.
Una premessa. Le informazioni che circolano sulle multe, oltre ai valori assoluti che qualche media ritiene così importanti da mettere come prima notizia dei loro notiziari, sono solo quelle più eclatanti, che fanno sensazione e provocano (giustamente) indignazione in chi ascolta (per esempio: era sulla spiaggia a prendere il sole, era uscito per andare a comprare droga illegale, si era recato in una sorta di bar clandestino che, a sua volta, è stato sanzionato). Ma oltre ai casi sensazionali tutti gli altri sono più o meno “normali”, di persone che non si capacitano perché siano state multate, avendo comunque torto o ragione.
Vediamo alcuni casi “comuni” e non “sensazionali” che di frequente ci vengono segnalati.
– Andrebbe spiegato alle forze dell’ordine che i decreti nazionali prevedono che, per svolgere un po’ di attività fisica, ci si debba limitare a farla, nel rispetto delle distanze individuali, nella prossimità della propria abitazione. Alcune Regioni (come la Lombardia) hanno tradotto questa limitazione in 200 metri. Alcune Regioni, per l’appunto. E allora, perché (ci è capitato più di un caso) in Toscana o in Lazio (dove non ci sono limiti di 200 metri), si sono fatte multe evocando proprio i 200 metri?
– Andrebbe spiegato alle forze dell’ordine che per la spesa nel supermercato più vicino non è necessario che il negozio sia dentro il territorio comunale (e questo è anche previsto dalle norme nazionali)… non solo, ma se uno lavora (lavori autorizzati, ovviamente) in un altro Comune rispetto a quello di abitazione, se tornando a casa si ferma in un supermercato sulla strada, non ha violato le norme perché quel supermercato non è quello più vicino a casa suae dentro lo stesso Comune della sua abitazione.
– Andrebbe spiegato alle forze dell’ordine che se uno un giorno va ad assistere la madre novantenne che sta in un Comune limitrofo e viene fatto passare perché legittimato pur se la madre è autosufficiente ma, per l’appunto ha novanta anni… se lo stesso “uno” il giorno dopo fa altrettanto tragitto, incrociando una pattuglia diversa, non andrebbe multato (informarsi prima di farlo: la tecnologia c’è anche per questo).
– Andrebbe spiegato alle forze dell’ordine che, anche se la legge non ammette ignoranza, rispetto alle norme nazionali che si ascoltano in tv di continuo, non è detto che uno sia informato a menadito di quelle regionali e locali, Di conseguenza ci vorrebbe più comprensione per tale ignoranza, raccomandando di non continuare a violare le norme. Certo, il “violatore” potrebbe fare il furbo e ogni volta dire che non sapeva… ma è meglio multare sempre e comunque chiunque o, nel dubbio, soprassedere pur sapendo che qualcuno continuerà a fare il furbo? Per capire meglio il concetto, estremizzando: è meglio avere le galere piene di presunti delinquenti o qualche presunto delinquente in circolazione?
– Andrebbe spiegato alle forze dell’ordine che le norme prevedono che chi va ad assistere degli animali che altrimenti sarebbero abbandonati, non sta violando le norme, visto che gli animali hanno, almeno nell’ambito di assistenza, lo stesso rango degli umani. Altrimenti, per esempio, perché i negozi di cani e pet in generale sarebbero autorizzati ad essere aperti?

Questi sono solo alcuni esempi che, guardando anche da un’altra prospettiva, quella di chi dovrebbe essere controllato, è bene ribadire a questi ultimi che le proprie esigenze non è detto che siano in armonia con quelle medie della collettività. Per cui, oggi più che mai, occorre essere più umili e più informati

Infine, per capire come sta funzionando questo “equilibrio” tra multati e “multatori”, almeno dal nostro osservatorio, valga il fatto che, tra coloro che – multati – ci scrivono per chiedere consigli, ad almeno il 50% di essi rispondiamo che secondo noi hanno torto, mentre agli altri diamo le indicazioni su come presentare ricorso (1).


1 – https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+mobilita+individuale+come+fare+ricorso_30942.php


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, anni, lombardia, multe, notizia, persone, toscana

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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