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“Le mie verità”: Mimesis pubblica il “Libro Verde” di Mu’Ammar Gheddafi

di Luca Bagatin | 15 Novembre 2015

Fra le già molto interessanti proposte editoriali della casa editrice Mimesis, desideriamo segnalarne una particolarmente rara, ovvero la pubblicazione del “Libro Verde” di Mu’Ammar Gheddafi, saggio di cui parlammo già in altro articolo e che merita di essere presentato al lettore occidentale.

libro_gheddafiIl titolo dell’opera editata da Mimesis è, in realtà, “Le mie verità”, con commento dei giornalista Marco Marsili.

Al di là del commento di Marsili, che tende troppo frettolosamente a banalizzare il pensiero del Raìs libico ragionando in termini strettamente occidentalisti, l’opera di Gheddafi è certamente unica nel suo genere, anche perché di rara reperibilità editoriale.

Un saggio tutt’altro che liberticida quello di Gheddafi, troppo frettolosamente bollato in Occidente – sull’onda dell’influenza statunitense – come dittatoriale.

Si pensi infatti che il “Libro Verde”, nella sua parte iniziale, muove una critica serrata ai sistemi elettorali, fatti di partiti e di parlamenti, che, nei fatti, non rappresentano affatto la reale volontà popolare ma unicamente quella del partito che ha raccolto più voti e che come tale non rappresenta di fatto il popolo, ma solo una parte ideologica, peraltro formata da una fetta esigua di rappresentanti, ovvero i parlamentari.

E propone un sistema fondato sulla democrazia diretta, chiamata da Gheddafi Jamahiriyya, ovvero governo delle masse, da attuarsi attraverso appositi comitati popolari spontanei. 

Interessante anche l’analisi economica del Raìs e colonnello Gheddafi, il quale propone un sistema di autogestione delle imprese, ove il lavoratore non è più un salariato, ma proprietario dell’impresa medesima, richiamandosi, per molti versi, non già al marxismo come sostenuto da Marsili, bensì al pensiero mazziniano ove capitale e lavoro risiedono nelle stesse mani.

Un pensiero, quello di Gheddafi, a tratti forse un po’ utopistico, come egli stesso rivelò allo storico Angelo Del Boca, affermando di essere rimasto un po’ deluso nel non essere stato totalmente compreso dal suo popolo, il quale talvolta ha abusato del “potere delle masse” per diventare corrotto, indolende e consumista. Le parole di Gheddafi a Del Boca sono le seguenti: “(…) I principi contenuti nel Libro Verde sono, ovviamente, principi utopistici. Se però la mia gente li avesse adottati, oggi vivremmo in un mondo più felice, più verde. Ma è difficile, con la gente di oggi, conseguire tali risultati. Di conseguenza il nostro mondo è ancora, purtroppo, di colore nero”.

Quella che il Raìs di Tripoli chiama Terza Teoria Universale, oltre capitalismo e marxismo, è, nei fatti, una nuova visione umanista non sempre di facile attuazione.

Purtuttavia è innegabile che la Libia di Gheddafi, oltre ad essersi riappropriata dell sue risorse – petrolio in primis – strappate alle potenze colonialiste straniere, fece passi da gigante. 

Come scrisse il giornalista Mario Vignolo nella sua biografia sul Raìs: “La Libia è un laboratorio sociopolitico fondato su un miscuglio di oligarchia e anarchia, democrazia diretta e guidata, consumismo e rigorismo morale. La spinta ideologica viene sempre da Gheddafi che si dedica ad organizzare l’anarchia. (…) Pensa che il suo compito sia di condurre il suo piccolo popolo a fare a meno di ogni guida.

(…) Audace e appassionato come quando era un ragazzo, Gheddafi non ama essere l’uomo politico che si arrangia nel campo del possibile. Si trova più a suo agio ai confini fra realtà e utopia. (…) Alcuni sogni sono rimasti tali: il popolo libico non è diventato produttore, l’unità araba è ancora un miraggio. (…), ma molti sogni si sono avverati: i libici hanno ritrovato orgoglio, dignità e un senso di identità; la Libia di cui si diceva “è un Paese che non esiste”, ha un posto di rilievo nell’atlante geopolitico; i particolrismi regionali e tribali sono superati; i diseredati non sono più tali; la sfida contro le onnipotenti compagnie del petrolio è stata vinta e ha messo in moto un meccanismo destinato a modificare gli equlibri mondiali”.

Una Libia che, purtroppo, oggi non esiste più, invasa prima dagli anglo-franco-statunitensi e dalle truppe della NATO che hanno consegnato Gheddafi nelle mani dei ribelli – che lo hanno barbaramento ucciso – ed oggi martoriata dai terroristi di Daesh, ovvero l’Isis.

L’utopia del colonnello Gheddafi è stata rasa al suolo dalla realpolitik dei nuovi barbari, dai nuovi colonizzatori. Ieri in Libia, oggi in Siria. In nome del dio danaro.

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: anarchia, capitalismo, democrazia, gheddafi, governo, lavoro, libia, mondo, nato, siria, sistemi elettorali, utopia

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. emanuele

    30 Novembre 2019 alle 20:56

    rimaniamo invece con la bellezza dell’articolo nella sua realtà dedicato al Colonnello vittima dell’imperialismo neololoniale occidentale, senza cercare sbirri,lacchè,troll e autentici invidiosi e ignoranti

    Rispondi
  2. emanuele

    30 Novembre 2019 alle 20:54

    non dovresti premunirti di troll che in buna analisi provengono proprio dagli sbirri cui ti appelli, cioè sono chiaramente troll per infangare il colonnello ed il socialismo , quindi evita di appellarti proprio al nemico

    Rispondi
  3. Luca Bagatin

    16 Novembre 2015 alle 17:55

    Non so chi lei sia e come si permetta di asprimere giudizi ingiuriosi su chi non conosce e che meriterano di essere attenzionati dalla polizia postale.
    Legga meglio ad ogni modo.
    Mi chiamo Bagatin.

    Rispondi
  4. Gianni Naso

    16 Novembre 2015 alle 01:35

    Luca Bagattin è uno che non ha studiato, probabilmente non ha manco la 5° elementare: manco è degno di leccare il culo a uno come Marsili….Bagattin, sparati, va, che fai solo pena, non ti caga nessuno

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      16 Novembre 2015 alle 18:22

      Non so chi lei sia e come si permetta di asprimere giudizi ingiuriosi su chi non conosce e che meriterano di essere attenzionati dalla polizia postale.
      Legga meglio ad ogni modo.
      Mi chiamo Bagatin.

      Rispondi
  5. Luca Minchia

    16 Novembre 2015 alle 01:32

    Bagattin, sei solo un ignorante invidioso

    Rispondi

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