
Questa mostruosità è cresciuta come un fungo al posto di due strutture rispettivamente di due e tre piani.
Per edificarla è stato sufficiente presentare una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività).
Già perchè qui in città tirare su un grattacielo al posto di due casette è considerato ristrutturazione.
Pacchia assoluta per i costruttori.
Si saltano a piè pari giunta, commissione urbanistica e consiglio comunale. Si và davanti a un notaio con un funzionario comunale.
E con un cospicuo risparmio sugli oneri di urbanizzazione.
Il tutto senza la scocciatura di passare per un piano urbanistico che armonizzi il nuovo manufatto con l’esistente.
In questo modo, a prescindere dalla “scrocco” sugli oneri, la crescita della città è totalmente delegata ai costruttori senza alcun tipo di governo da parte dell’ente pubblico.
Una roba da megalopoli sudamericana.
Questo è il famoso modello Milano.
Che ha prodotto i primi rinvii a giudizio per abuso edilizio oltre che le brutture sotto gli occhi di tutti.
E che si vorrebbe sanare con una legge interpretativa ad hoc.
Non senza un certo senso dell’ironia è stata denominata “salva Milano”. Ed è peggio di un condono.
Perchè il condonato comunque è tenuto a pagare qualcosa.
Qui si condona “a gratis”.
Una vergogna assoluta, soprattutto per il partito che, per eccellenza, si definisce allergico ai condoni: il PD.
Se, poi, dovesse essere approvata, questa oscenità varrà per tutti i comuni d’Italia.
Ed è immaginabile i guasti che potrà produrre in aree già flagellate dall’abusivismo: liberi tutti, si tirano su palazzine a go go, tanto sono semplici ristrutturazioni…
Se dovesse tornare in vita Francesco Rosi dovrebbe girare un nuovo “le mani sulla città”.
Perchè quello che girò negli anni 60 è roba da educande rispetto a questo scempio.
Stefano Pillitteri

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