Dopo Moda Pelle e Pitti Casa, Prato Expo. Il Polo espositivo fiorentino perde un’altra delle sue manifestazioni simbolo. I tessili pratesi hanno deciso di andare a Milano sia perché è quella la piazza che conta sia perché non è nemmeno proponibile il paragone fra Firenze e il capoluogo lombardo in fatto di organizzazione, servizi e infrastrutture. Se a questo si aggiunge il crollo dell’attività congressuale, meno 70% negli ultimi dieci anni, si ha un quadro abbastanza realistico della crisi che sta attraversando Firenze Fiera. Ci sono infatti da aggiungere la perdita di 5,5 milioni di euro nell’esercizio 2005, le due inchieste della magistratura sull’operato del precedente consiglio di amministrazione e i contrasti fra l’ex presidente Bianchi, in quota Margherita, e il sindaco di Firenze, Domenici. Sullo sfondo il nuovo palacongressi che non si fa, i ritardi per il rilancio delle infrastrutture e una città che non riesce più a stare nel giro che conta. Un segnale in questo senso viene anche dalla scelta di Trenitalia che dopo aver deciso di effettuare un nuovo collegamento veloce, per uomini d’affari, sulla tratta Roma-Milano e viceversa, fa fermare il treno solo a Bologna. Commovente il commento dell’assessore regionale alle attività produttive Brenna “la regione è disponibile a valutare nuove proposte per riportare eventi di eccellenza nel sistema fieristico della Toscana”. Non vogliamo fare i corvi ma bene va se resteranno a Firenze Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati.
La Toscana è avviata su una strada pericolosa. Dalla sua un ambiente eccezionale, un patrimonio storico artistico senza uguali e città a misura d’uomo. Molto ma non abbastanza nel vorticoso mondo moderno. La sinistra, da sempre al governo, si fa merito di questi aspetti positivi. E’ vero solo in parte. I nostri governanti infatti sono stati bravi a mantenere l’esistente ma assolutamente carenti nel progettare il futuro. Hanno vissuto di rendita. Ma non sono stati capaci di far fare al territorio quel salto di qualità che certo non può essere rappresentato dal Social Forum o dai meeting di San Rossore.
LE MANCATE SCELTE PENALIZZANO LA TOSCANA
I tessili pratesi hanno deciso di andare a Milano sia perché è quella la piazza che conta sia perché non è nemmeno proponibile il paragone fra Firenze e il capoluogo lombardo in fatto di organizzazione, servizi e infrastrutture.

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