Il pianeta è in corso di distruzione a causa dell’interesse delle multinazionali a produrre e vendere più possibile prodotti in gran parte inutili (e rovinosi per l’ambiente naturale) se non addirittura nocivi come le armi.
Tali gigantesche aziende sono in mano a manager senza scrupoli retribuiti milioni di euro in base al fatturato e agli utili.
L’unico modo per fermarli è quello di tassarli più possibile fino, se serve, al 99% (beninteso oltre determinate cifre) facendo loro perdere interesse ad aumentare sempre di più la produzione e la vendita dei prodotti di cui trattasi.
Chi glielo fa fare, infatti, di distruggere il pianeta (e se stessi) per qualche migliaio di euro o di dollari in più!
È un’idea (quella di tassarli di più) portata avanti, ma per altri motivi, anche dal prestigioso Economic Policy Institute, seguito dalla Gabbanelli (https://www.facebook.com/watch/?v=1056716721647342) che, per ridurre la mostruosa differenza, di centinaia se non migliaia di volte, di reddito tra i manager e i dipendenti delle multinazionali, hanno proposto appunto di aumentare le aliquote fiscali a carico dei primi.
Il problema è che non si può tassare di più una determinata categoria a differenza di altre pena la bocciatura, da parte delle corti supreme o costituzionali, per violazione del principio universale di uguaglianza.
L’unica possibilità, pertanto, di salvare il mondo (e riportare nei paesi che adottassero il provvedimento) un minimo di giustizia è quella, in generale, di tassare molto di più, chiaramente in modo “progressivo”, chi rischia molto di meno (di venire licenziato, di non trovare lavoro, di ammalarsi, di farsi male, fallire, di cessare l’attività ecc.) e viceversa (a costo zero per l’Erario).
Le relative percentuali sono calcolabili matematicamente in base all’”uscita” dalle varie categorie di lavoratori, imprese e pensionati, divise per domicilio fiscale, per motivi diversi da quelli “naturali” (morte, pensione ecc.).
Sono, infatti, le varie, rispettive, categorie a venire agevolate o penalizzate, non il singolo contribuente che, in questo modo, pagherebbe di più o di meno in base alla propria “capacità contributiva” (art. 53 Cost.) “tarata” per tutta la vita anni di “vacche magre” compresi.
In questo modo i manager delle multinazionali che, differentemente, per esempio dei precari o dei piccoli imprenditori (a rischio costante di perdere persino la casa) non rischiano praticamente nulla essendo super-protetti e/o garantiti da assicurazioni e franchigie di ogni genere, verrebbero tassati molto di più in modo, però, uguale per tutti.
L’uguaglianza è infatti “sostanziale”: “uguali”, in base a lavoro e rischio, fisico o economico, trattati in modo uguale e “diversi” (sempre per lavoro e rischio) in modo diverso.
Oltre a rilanciare l’economia, grazie al maggior favore per le piccole imprese e il “privato” in generale (oltreché per le donne, notoriamente più esposte alla perdita di lavoro) tale provvedimento ridurrebbe le scandalose differenze di retribuzione e/o pensione di due o tre se non dieci-venti volte a sostanziale parità di lavoro e di rischio, fisico o economico, unici fattori meritevoli di venire premiati essendo l’intelligenza variabile di pochissimo tra una persona e un’altra e comunque dono di Dio o della Natura da mettere a disposizione del prossimo soprattutto da parte dei cosiddetti (e autodefiniti) “Servitori dello stato” (anziché, aggiungo io, di se stessi).
E senza considerare che tali scandole differenze sono molto spesso favorite dai voti e dai diplomi regalati o comprati, dai concorsi truccati, dalle carriere grazie agli amici degli amici…
Pensandoci bene è proprio dal nostro paese, nel quale tali ingiustizie sono “massive” (e tali da provocare, da sempre, un profondo malessere soprattutto al Sud troppo spesso spacciato per mafia) e nel quale i piccoli imprenditori, categoria più colpita da rischio e cessazioni, sono milioni, che dovrebbe partire tale iniziativa a differenza di altri paesi occidentali, per esempio gli Stati Uniti, dove tali, ancorché mostruose, disuguaglianze, da considerarsi “rondini” che non fanno “primavera”, costituiscono in un certo eccezioni che confermano la “regola” (di una giustizia più “giusta” rispetto al nostro paese).
In altre parole le proposte, portate avanti dal Centrodestra, di introdurre o aumentare “flat-tax” (e/o sconti e agevolazioni per la casta) non fanno altro che aumentare il pericolo per il mondo e le gravi ingiustizie del nostro paese.
Luciano Dissegna (ex dirigente Agenzia Entrate e Arbitro della Consob)

Ecco di seguito due commenti con due diversi giudizi sull’articolo di Luciano Dissegna. Pacati, senza offese e inutili fumisterie. E’ quello che vorremmo sempre.
Articolo molto confuso.
Che c’entra la flat tax, provvedimento che tutela soprattutto i piccoli imprenditori, con la giusta esigenza di tassare i super profitti dei grandi manager delle multinazionali?