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Prezzo del gas e del petrolio: subito il decreto

Il semestre cruciale sarà’ dal 15 ottobre 2022 al 15 aprile 2023. Pertanto è impossibile delegare l’emergenza energetica al nuovo governo che – una volta insediato- potrà portare eventuali integrazioni o correzioni qualora lo reputi necessario. Di Marco Mayer

di Marco Mayer | 28 Agosto 2022

Nei processi decisionali il tempo   é una variabile fondamentale.  Ci sono atti che   possono aspettare mesi e talora persino anni e ci sono  momenti speciali  in cui  se non si  decide il più’  rapidamente possibile si determinano danni  incalcolabili.  

 Per spiegarmi meglio ricordo ai lettori il ritardo iniziale con cui la Cina ha affrontato l’ emergenza  Covid 19.  Dal primo caso “ufficiale” a  Wuhan  (a metà del novembre 2019 ) sono passate circa dieci settimane prima che il governo centrale assumesse le prime misure di emergenza.  In questo periodo – apparentemente   breve – il virus si é’ potuto   diffondere senza ostacoli in Cina e nel resto del mondo perché il contagio  ha una crescita esponenziale.  E’ evidente che se la chiusura della stazione ferroviaria, dell’ aeroporto internazionale e il lock down della città di Wuhan e della regione dell’ Hubei  fossero stati  effettuati con qualche  settimana di anticipo le conseguenze sarebbero state sempre molto gravi, ma forse un po’ meno catastrofiche.

 Per l’   impennata del prezzo del gas e del petrolio  vale lo stesso discorso. L’ Italia deve prendere provvedimenti subito, con un decreto legge perché il semestre cruciale sarà’   dal 15 ottobre 2022 al 15 aprile 2023. Pertanto è impossibile delegare l’emergenza energetica al nuovo governo che – una volta insediato-  potrà portare eventuali integrazioni o correzioni qualora lo reputi necessario. Lo schema di decreto legge dovrà’ essere   preparato in primis dal Ministero per lo sviluppo economico coinvolgendo  tutti i dicasteri interessati nonché le parti sociali. 

 Mi sia   consentita una battuta:   in questi giorni il ” cerino” dell’ emergenza é  passato da Roberto Speranza a Giancarlo Giorgetti. Ma quali sono i punti essenziali che il Decreto Legge dovrebbe affrontare? 

 Il primo punto è   dare certezze agli italiani e alle imprese in materia di rigassificatori.   Per usare le parole di Giulio Tremonti in una materia di interesse nazionale come l’  energia  la competenza deve essere dello Stato senza che – come vorrebbero, invece,  alcuni esponenti della Lega –  i presidenti delle regioni e i  sindaci possano rallentare e/o addirittura bloccare le decisioni.  Posizioni diverse ci sono anche all’ interno di altri partiti come dimostrano, ad esempio,  le incomprensioni  tra Ignazio La Russa e Giorgia Meloni sul caso Piombino con il sindaco del loro partito che si oppone al progetto. https://www.lanazione.it/cronaca/rigassificatore-la-russa-1.8013266 . Tornando al Decreto Legge, esso dovrebbe  contenere misure, per quanto possibili  per rafforzare i 3 gassificatori  esistenti (in provincia di La Spezia, di Livorno e di Rovigo). E in  secondo luogo provvedere a quanto è  necessario per rendere  immediatamente  operativi  gli interventi relativi alle navi di  rigassificazione  perché comportano tempi di realizzazione molto più brevi rispetto a quelli necessari per gli impianti fissi a terra o offshore. A questo proposito il ministro  Cingolani sta, per esempio,  esaminando come localizzazione in Puglia un’ area di Manfredonia che e  – a quanto si legge – potrebbe rappresentare una soluzione veloce.  Sempre in Puglia ci sono altre ipotesi in campo.   Proprio ieri dopo il ni di Giorgia  Meloni a Piombino è stato proposto che la nave destinata a Piombino sia spostata nelle vicinanze di un porto pugliese.    (https://www.huffingtonpost.it/politica/2022/08/26/news/piombino_fratelli_ditalia-10093637/;https://www.huffingtonpost.it/politica/2022/08/26/news/sindaco_piombino_rigassificatore_meloni-10091609/). 

 Questa curiosa competizione tra Puglia e Toscana merita un approfondimento anche perché in Puglia ci saranno molte candidature di spicco. Al di là delle vicende pugliesi, le norme urgenti dovrebbero  prevedere in ogni caso la possibilità  di  utilizzare altre navi di rigassificazione  oltre a quelle previste se necessario.    

 Il decreto legge   dovrebbe contenere inoltre: 

a) Misure volte ad accelerare l’ estrazione del gas in Italia nel  pieno rispetto delle compatibilità ambientali;

 b) interventi ancora più radicali per sburocratizzare le procedure attualmente previste per gli impianti delle rinnovabili;   

 c) incentivare maggiormente il risparmio energetico, i comportamenti virtuosi dei consumatori e la produzione e   l’utilizzo  delle rinnovabili ad uso domestico e rurale; 

Tutte queste misure sono   assolutamente indispensabili,  ma non sufficienti a respingere  con la dovuta fermezza il ricatto di Vladimir Putin all’ Europa. Ai tanti dubbiosi (politici e non)  ricordo che la libertà non ha prezzo, come De Gasperi, Einaudi,  Churchill,  Roosevelt, Truman e De Gaulle  ci hanno insegnato.

 Per essere immediatamente incisivo il Decreto Legge deve anche affrontare il tema dei prezzi del gas e più in generale dell’ energia, nonché la possibilità di una temporanea sospensione del relativo carico fiscale. Mi sia consentita una breve parentesi.  Nel settore energetico – come nell’ industria degli armamenti –   quando si parla di mercato si parla di qualcosa notoriamente  lontana anni luce dal modello di mercato che   Luigi Einaudi insegnava ai suoi studenti nelle Lezioni di politica sociale.  Nell’energia entrano in campo profili geopolitici, dinamiche specifiche che caratterizzano i monopoli naturali, così come numerosi altri fattori extra economici, basti pensare ai “cartelli” dell’OPEC e al ruolo storico che per decenni ha avuto l’  Arabia Saudita. Al di là di là di queste considerazioni di carattere storico-politico il punto centrale è il seguente:  quando il mercato non funziona o funziona male la palla passa alla   politica e alle autorità di governo in carica.  L’ economia italiana non andrebbe male se non ci fosse  l’ emergenza energetica che – per giunta a  ridosso dell’  emergenza pandemica – incombe sulla testa  di tutti italiani.

 Il debito pubblico è alto,   ma corrisponde comunque  alla metà circa dei 5.220 miliardi di euro a cui ammonta il risparmio privato. Queste cifre testimoniano che il paese nel suo complesso ( il che significa  imprese  e famiglie) ha accumulato un patrimonio tutt’altro che indifferente.  Non siamo dunque sull’orlo del tracollo – come alcuni paventano –  ma i prezzi del gas e dell’ energia  rischiano di far saltare tutto.  Mentre  Enel e Eni  accumulano grandi profitti  (a beneficio dei loro azionisti pubblici e privati),  migliaia di imprese industriali, turistiche, commerciali, artigianali, e di servizi rischiano di chiudere. Tutto questo mentre la borsa con sede ad Amsterdam dove si forma il prezzo del gas  e’ dominata dalle manovre speculative di tanti  oligarchi russi, ma purtroppo non solo russi.

 Il Presidente Alexei Miller e i manager di Gazprom  sono al centro di   un gigantesco conflitto di interesse di cui in Italia  nessuno – non so davvero perché –  ha il coraggio di parlare. Da quando Gazprom ha ottenuto dai governi Berlusconi (ma anche con il bene placido di ex Municipalizzate orientate a sinistra) la possibilità di   entrare   nella distribuzione commerciale ( retail) qualcosa di profondo è cambiato. Ma il problema non è solo italiano.  Aprendo e chiudendo i rubinetti dei gasdotti quando vuole,  Gazprom condiziona  il mercato dei futures e può speculare quanto vuole perché ha informazioni che nessun altro detiene.  

 Con queste premesse e motivazioni ci sono le condizioni perché il decreto legge del Governo formuli un divieto temporaneo di vendita all’ ingrosso e al dettaglio di una serie di prodotti e servizi energetici sopra una certa soglia. Non sono in grado di calcolare quanto potrebbe essere il prezzo massimo nella diversa gamma di prodotti, ma il MISE – guidato da Giancarlo Giorgetti –  ha gli strumenti per formulare le soluzioni tecniche  più’ opportune anche in materia di prezzi amministrati.  ( https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi-xmise)

Approvare un decreto legge nei prossimi giorni, una volta compiute le opportune verifiche, rafforza anche la posizione dell’Italia in vista dell’incontro dei Ministri Europei sulla emergenza energetica. Se non ora quando?  

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, berlusconi, borsa, cina, considerazioni, consumatori, danni, de gasperi, debito pubblico, discorso, emergenza, euro, europa, governo, interesse nazionale, italia, lega, livorno, luigi einaudi, meloni, mercato, misure, mondo, nuovo governo, provvedimenti

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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