
Fu una notte feroce e dimenticata. La notte del 3 ottobre 1925, quella che i fiorentini chiamarono con dolore la loro “notte di San Bartolomeo”. Una notte di sangue, saccheggi e omicidi politici che segnò il passaggio definitivo dalla democrazia liberale alla dittatura fascista. A rievocarla, oggi, è il libro di Stefano Bisi «Le dittature serrano i cuori», presentato l’8 maggio nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana.
Alla presentazione sono intervenuti il Presidente della Regione Eugenio Giani e i giornalisti Mauro Bonciani e Nicola Novelli, insieme all’autore. Un confronto intenso e partecipato, che ha unito memoria storica e attualità civile.
Nel libro, Bisi – giornalista senese e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 2014 al 2024 – ricostruisce con rigore storico e passione civile quella notte dell’orrore, descritta da Vasco Pratolini come una “notte dell’apocalisse”, durante la quale furono uccisi Giovanni Becciolini, giovane antifascista e massone, Gaetano Pilati, imprenditore e deputato socialista, e Gustavo Console, avvocato e giornalista dell’Avanti!. Con loro, altre vittime caddero sotto i colpi delle squadracce fiorentine, mentre oltre duecento abitazioni furono devastate.
«Il libro di Bisi – ha dichiarato Giani – colma un vuoto nella memoria collettiva e illumina fatti decisivi per comprendere l’ascesa del fascismo. Firenze fu uno dei teatri più violenti della crisi democratica postbellica, spaccata anche al suo interno tra i fascisti della prima ora, come il marchese Ridolfi, e lo squadrismo oltranzista di figure come Amerigo Dumini, implicato anche nell’omicidio Matteotti». Ma accanto alle analisi politiche, il libro recupera il volto umano delle vittime: «Becciolini, Console e Pilati erano riformisti e repubblicani, uomini liberi, pericolosi per il regime proprio per la loro coerenza democratica, il loro senso del dovere e la loro attenzione ai più fragili».
Il libro si offre anche come proposta concreta di memoria pubblica: un “Itinerario per la Libertà”, da realizzare nel 2025, a cento anni esatti dalla strage. Un cammino civile nei luoghi degli omicidi – via dell’Ariento, via Dandolo, via Bertelli – dove ancora oggi lapidi dimenticate ricordano quei nomi. L’obiettivo, come ha sottolineato Bisi, è restituire loro visibilità e significato: «Vorrei che la sera del 3 ottobre 2025 le istituzioni, le associazioni, i cittadini camminassero insieme, in silenzio e in libertà, là dove furono assassinati quegli uomini. Sarebbe il miglior tributo possibile».
«Le dittature serrano i cuori» è anche un libro sul dolore taciuto delle famiglie delle vittime: vedove, figli esiliati, destini spezzati da un regime che non si accontentava di eliminare il dissenso, ma lo annientava nella radice affettiva. «È per loro – conclude Bisi – che questo anniversario deve essere celebrato. Perché la memoria non sia retorica, ma giustizia».
Nel libro, pubblicato alla fine del 2024, Stefano Bisi consegna al lettore uno strumento di coscienza e un invito all’impegno. Un’opera che, come ha scritto qualcuno, “non ricorda per nostalgia, ma per responsabilità”. Ed è proprio questa la sua forza.
Claudio Tirinnanzi
Per maggiori informazioni: https://www.toscana-notizie.it/-/-le-dittature-serrano-i-cuori-la-notte-di-san-bartolomeo-a-firenze.-giani-il-tramonto-della-democrazia-

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