• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Le deportazioni di massa: luci e ombre per Trump

“Le città santuario stanno ostacolando i nostri sforzi. C’è anche la fuga di notizie. Quindi dobbiamo aumentare gli arresti degli alieni illegali, specialmente quelli con condanne penali”. Con queste parole Thomas Harmon, il cosiddetto “zar” della frontiera di Donald Trump, cercava di giustificare i numeri relativamente bassi dei deportati. L’inquilino della Casa Bianca sarebbe addirittura arrabbiato perché la sua deportazione di massa si sta rivelando un flop.

di Domenico Maceri | 19 Febbraio 2025
epa07449521 Migrants attempt to enter the United States illegally from the Playas Tijuana area in the Mexican state of Baja California, Mexico, 19 March 2019. According to witnesses, around a hundred people arrived at the seashore in the Mexican town to attempt to climb the metal fence that stands on the border between the two countries. EPA/JOEBETH TERRIQUEZ

“Le città santuario stanno ostacolando i nostri sforzi. C’è anche la fuga di notizie. Quindi dobbiamo aumentare gli arresti degli alieni illegali, specialmente quelli con condanne penali”. Con queste parole Thomas Harmon, il cosiddetto “zar” della frontiera di Donald Trump, cercava di giustificare i numeri relativamente bassi dei deportati. L’inquilino della Casa Bianca sarebbe addirittura arrabbiato perché la sua deportazione di massa si sta rivelando un flop. In un’intervista a NewsNation Homan si è dichiarato ottimista ma non “soddisfatto” perché ci sono “centinaia di migliaia di alieni criminali” che devono essere arrestati. Il suo capo però non è contento come ci dimostra la retrocessione di due individui con alti incarichi nell’Immigration and Customs Enforcement (Ice).

In campagna elettorale Trump aveva promesso deportazioni di massa mai viste. Adesso dopo poche settimane si comincia a vedere la realtà fra retorica politica e governo. Dal 22 al 31 gennaio le retate dell’Ice hanno condotto all’arresto di poco più di 8 mila persone, una media di 800 individui al giorno. Nel mese di febbraio questi numeri sono scesi e l’Ice non ha rilasciato più cifre. Il direttore temporaneo di Ice Caleb Vitello avrebbe detto ai suoi luogotenenti che ognuno dei 25 distretti doveva effettuare 75 arresti al giorno per un totale di 1200 a 1550 al giorno. Questi obiettivi non sono stati raggiunti.

Homan ha cominciato a trovare scuse additando le cosiddette città santuario di avere ostacolato il lavoro dell’Ice. Le città santuario non nascondono criminali dall’essere deportati. Nella stragrande maggioranza dei casi le direttive locali impediscono alla polizia di collaborare con agenti federali nella deportazione eccetto nei casi di reati criminali. L’altra lamentela di Homan ha a che fare con il bilancio. Lo “zar” della frontiera ha dichiarato che bisogna spendere di più e si aspetta che nuove leggi gli aumenteranno il bilancio. L’Ice ha circa di 5500 agenti per il controllo dell’immigrazione, cifra che non è aumentata da una decina di anni. Il senatore del South Carolina Lindsey Graham, grande sostenitore di Trump, ha anche lui rilevato la necessità di aumentare i fondi all’Ice mediante legislazione. Ciò potrebbe avvenire ma ci vorrebbe tempo e Trump ha fretta per dimostrare alla sua base di mantenere la promessa di milioni e milioni di espulsioni.

Per continuare la retorica dell’invasione dei migranti e la loro pericolosità l’Ice ha iniziato a trasportare migranti a Guantanamo Bay, in Cuba. Si tratta di un tentativo di dimostrare che c’è gente in giro talmente pericolosa che solo un luogo come il carcere fuori dal territorio Usa può tenerli lontani e garantire la sicurezza agli americani. Il centro di detenzione a Guantánamo ha una capienza di 30 mila posti, secondo Trump. Fino adesso solo pochi individui sono stati arrestati e trasferiti nel carcere che in passato era stato usato per accusati di terrorismo. Si tratta di una macchia nella coscienza americana poiché centinaia di individui tenuti fuori dal Paese non avevano i diritti degli accusati in territorio Usa, creando lunghe battaglie legali, costi eccessivi, e alla fine la stragrande maggioranza sono stati rilasciati. Al giorno d’oggi solo 15 ne sono rimasti. La crudeltà dei trattamenti dei prigionieri accusati di terrorismo è stata testimoniata dalle Nazioni Unite nel 2023. Ci sono stati anche episodi di tortura.

Se i numeri di deportati non rispecchiano la retorica di Trump i danni sono però evidenti nel clima di paura che imperversa nelle comunità di migranti in Usa. La gente ha paura di uscire, di andare a lavorare, di andare in chiesa, e persino di accompagnare i loro figli a scuola. In alcuni casi la paura è talmente alta che alcuni migranti chiedono ai loro vicini di fargli la spesa. Questa paura ha già avuto effetti negativi che aumenteranno data l’importanza del lavoro dei migranti all’economia americana. Si calcola che quasi 3 milioni di migranti siano occupati nell’edilizia, ossia il 34 percento dei lavoratori in questo settore. Che i migranti contribuiscano all’economia americano lo sappiamo già poiché questi individui pagano più di 100 miliardi di tasse annualmente. Inoltre i cambiamenti demografici che affliggono i Paesi occidentali non escludono gli Usa. La popolazione americana invecchia e l’America ha anche bisogno di giovani per servire i baby boomers che hanno già raggiunto la pensione.

La deportazione di massa promessa da Trump non si è concretizzata e rimane molto improbabile. In parte ciò si deve al fatto che le retate non hanno fino adesso toccato il settore agricolo o altri dove molti migranti svolgono il loro lavoro. Ciò potrebbe cambiare ma i padroni di queste aziende che in grandissima maggioranza hanno supportato Trump credono che i loro business non sarebbero toccati dall’Ice. Ciononostante i danni all’insicurezza dei migranti rimangono e condizionano la loro vita mantenendoli insicuri. Una situazione che Trump crea non solo con i migranti ma in tante altre delle sue politiche come le minacce di dazi che spesso non si avverano. Creare l’incertezza in quelli che vede come suoi avversari rimane l’arma favorita di Trump. Un’arma ovviamente disumana come nel caso dei migranti, povera gente che solo cerca un tozzo di pane per se stessi e le loro famiglie. L’umanità però non sembra fare parte del vocabolario trumpiano. Il mondo consiste di nemici da sconfiggere. E qualunque arma, legale o illegale, è utile anche se come nel caso della deportazione di massa produce una piccola parte degli obiettivi desiderati.

Domenico Maceri

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, cambiamenti, campagna elettorale, casa bianca, chiesa, costi, danni, dichiarato, giovani, governo, immigrazione, importanza, intervista, lavoro, massa, mondo, pensione, persone, polizia, scuola, senatore, tasse, trattamenti, usa

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti