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Le crisi politiche si superano; gli ideali, quando ci sono, mai

il 25 aprile resta una giornata che rimarrà, un anniversario da commemorare tra le date più importanti di questo nostro Paese. Di Daniela Piesco

di Daniela Piesco | 25 Aprile 2021

In Italia capire l‘attuale “sistema” politico è difficile. Forse pare il caso di porsi una domanda: che cosa rappresenta, in generale, la “politica”?

Il termine , è noto, deriva dal greco antico e significa scienza per guidare lo Stato e regolarne le relazioni con gli altri Paesi. Certo è che, per noi, il termine implica considerazioni più pratiche e, di conseguenza, tangibili.

Oggi, forse, più che per il passato.

La politica può essere la fortuna o la disgrazia di un Paese. In Italia, le due realtà coesistono con sventurate prevalenze. Basta vivere l’attuale periodo d’emergenza per comprenderlo in modo esaustivo e con l’incertezza per il nostro futuro. Da un’analisi, molto pratica, sembra che i partiti italiani non siano più in grado d’assumere coerenti posizioni e anche l’attuale maggioranza manca, spesso, di chiarezza operativa. C’è poco da fare: in Italia i “mali” della politica vengono da lontano e le responsabilità pure.

L’assioma dovrebbe essere anche quello dell’onestà.

L’epopea delle larghe intese s’è usurata; anche perché i patti sono cambiati. Ci sono alternative a questo stato di fatto? Mancano, le argomentazioni sulle quali soppesare le riflessioni. Questa resta una situazione complessa e non è detto che l’assetto parlamentare sia una garanzia politica per il Paese. A questo punto, c’è solo da verificare gli eventi se, e quando, ci saranno.

Ciononostante è giusto dare lustro, come tutti gli anni ,ad una ricorrenza che, per il suo significato, conta più d’altre. Soprattutto se celebra la conquista della Libertà e della Democrazia.

Pur se funestato per questa Pandemia, il 25 aprile resta una giornata che rimarrà, un anniversario da commemorare tra le date più importanti di questo nostro Paese che, nonostante i tanti problemi di salute e politici, intende onorare, l’anniversario dei caduti per la Libertà.

Il 25 aprile 1945, alle ore 8, il Comitato di liberazione Nazionale (CLN) comunicava, via radio, la Liberazione d’Italia dal giogo nazi/fascista. Dall’anno successivo, il giorno dell’evento fu proclamato Festa Nazionale. Sono trascorsi settantasei anni dalla Liberazione e la Penisola è andata avanti nel suo cammino di Paese democratico inserito, a pieno titolo, in un’Europa che, da teatro di guerra, s’è trasformata in Unione di Paesi che dovrebbero avere stessi progetti.

Gli uomini della Liberazione sono rimasti pochi. Gli anni sono passati, inesorabili, e con loro, anche le vite di chi rischiò la propria in nome della Democrazia. Con queste poche righe, intendo onorare una data che è stata il punto di partenza delle vicende che ci hanno accompagnato per tanti anni e sono state di stimolo innovatore almeno per tre Generazioni.

Il 25 aprile 1945 resta, pertanto, una data sostanziale per la storia d’Italia. La onoriamo come il giorno d’eventi che hanno determinato la trasformazione del Paese e la sconfitta della dittatura nazi/fascista.

E’ inutile, e poco conveniente, sostenere che nessun politico avrebbe potuto fare meglio per l’Italia. E’ il vivere quotidiano che è stato ed è compromesso da un apparato che chiede; senza dare. Non resta che verificare la realtà nazionale con occhio valutativo. Ma non polemico.

Anche perché le crisi politiche si superano; gli ideali, quando ci sono, mai.

Daniela Piesco
Vice Direttore Www.progetto-radici.it

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anniversario, considerazioni, crisi, democrazia, futuro, italia, nazi

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

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