Entro in punta di piedi, non certo con la delicatezza di un’etoile, ma da Socialista da sempre e quindi profondamente rispettoso delle persone e della libertà.
Parlo del giullare del vaffa, colui che ha sparato dai suoi palchi cazzate a raffica su noi Socialisti, definendoci ladri quando era di buon umore, normalmente anche peggio, protetto non dall’immunità parlamentare, ma dal suo status di buffone, di saltimbanco e anche da qualche robusto scagnozzo.
Questo anticomico urlante, sempre incazzato, è stato preso sul serio dalle folle, le sue sparate ad alzo zero si sono trasformate in editti biblici sino all’autodefinizione di “elevato”.
Certo qualche centimetro si sarà elevato con le onde delle pernacchie (chiamiamole così raffinatamente “alla etoile”) a reazione che spara quando mangia pasta e fagioli, ma anche quando urla.
Certissimamente le profezie dell’editto biblico “…le colpe dei padri ricadano sui figli…” per lui si sono avverate in toto e quindi quel mezzo metro elevato lo è.
I figliocci che ha portato al potere sull’onda di principi divini sparati ai quattro venti web, sono crollati sulla soglia del mancato stipendio da post secondo mandato.
Dal tunnel del Brennero alla moto GP sui banchi a rotelle, la peggiore classe politica mai entrata nel nostro parlamento, che lavoro farà senza il terzo, quarto e quinto mandato o dopo lo zero virgola cinque percento che racimolerà alle prossime elezioni?
L’elevato pernacchiante ha posto sin dall’inizio le regole della fine: non ha tenuto conto della natura dell’uomo.
Meditabondo, immerso nel blu delle piscine delle sue ville, si è dimenticato della realtà di chi vive una vita normale e per un decennio piove in un sogno, dal quale ovviamente non vuole più uscire, anche perché non uscirà per entrare in una baia della Costa Smeralda, ma nella grigia quotidianità.
Si è dimenticato da sempre, forse da elevato non si è mai concesso la bassezza della semplice lettura, della nostra costituzione: il cittadino è sempre innocente sino a prova contraria.
Lui che ha processato in piazza Craxi e l’intero Partito Socialista ben prima di qualsiasi condanna e senza comprendere il contesto generale in cui si sono generate gravi anomalie sistemiche e ha buttato il “bambino assieme all’acqua sporca”, lui padre, non ha saputo dire le poche parole semplici che doveva dire per difendere il suo amato ragazzo: “considero mio figlio innocente sino a prova contraria e sino all’ultimo grado di giudizio”.
Per difenderlo non doveva proferire una sola parola di più ed era suo diritto o ancor meglio sentimento nobile di padre, ma doveva dirlo da sempre e per tutti.
Sull’altro campo, non so più se di destra, sinistra, centro o orgia direzionale, neppure un buon gruppo di ignorantissimi politici, giornalisti re e regine dei talk show ha fatto una grande figura.
Ho letto e sentito urlacchiare “deve dimostrare la sua innocenza” e mi sono venuti i brividi: no cari miei, per quanto sia abominevole il reato supposto, deve essere dimostrata la sua colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.
In caso contrario ognuno di noi per un motivo qualsiasi potrebbe essere arrestato e chiamato a dimostrare la propria innocenza da fatti che magari neppure conosce.
Ci siamo dimenticati di Enzo Tortora? Un caso occorso putroppo a migliaia di silenti ambosessi.
La legge non è di parte e/o di sesso o non dovrebbe esserlo caro giullare e cari anti giullare.
Il processo in piazza fa audience, ma non si scherza con il bene più prezioso: la libertà.
Fiorenzo Da Ros

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