Ho taciuto per non anticipare i tempi, ma era nell’aria l’impostazione politica che Bruno Tabacci avrebbe dato al suo movimento “Centro Democratico”. Pisapia ha ideato il “Campo Progressista”, come una linea retta, che è stata intercettata da Bruno Tabacci, leader del “Centro Democratico” fautore di una impostazione liberal-socialdemocratica, dichiaratamente di un Centro non isolato, bensì ampiamente aperto alla collaborazione costruttiva del liberalismo crociano e della socialdemocrazia non più d’origine marxista; non per nulla nel profilo di Tabacci e dei suoi sostenitori venne ideata la formula “I marxisti di Tabacci”, non per avvicinare Tabacci al marxismo, bensì, al contrario, per proporre una revisione critica del marxismo, ormai fuori dalla storia, che avrebbe trovato in Karl Marx, qualora avesse potuto vedere le conquiste della classe operaia, un convinto sostenitore socialdemocratico. La socialdemocrazia è figlia legittima di un socialismo revisionista, non violento, non marxista, critico del capitalismo e fautore di uno Stato Sociale pur accettando il presupposto della proprietà privata, condividendo il libero mercato secondo l’influenza keynesiana. Il liberalismo crociano, specie nella lettera ai giovani aderenti al liberalismo, colma i vuoti della socialdemocrazia , ricevendone, a sua volta, una completezza ideologica che coinvolge anche la Storia: la Storia, infatti non è storia della libertà, come vorrebbe il liberismo di stampo berlusconiano, bensì Storia della lotta per la libertà. Fin dalle elementari abbiamo studiato che due rette parallele sono destinate a non incontrarsi mai. ma la politica è l’arte del possibile, per cui le due rette parallele di Pisapia e di Tabacci possono rinnovare gli auspici delle “Convergenze Parallele”, incontrandosi sul terreno del possibile, avente come comune denominatore il bene sociale, scavalcando i privilegi di pochi da spalmare in un benessere comune.
Rosario Amico Roxas

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