Domanda: “Ma non ti vergogni a votare assieme a Salvini, Brunetta, D’Alema?” Risposta: “E tu con Verdini, Alfano e Casini?”.
Ce ne vuole di pazienza, fino al 4 dicembre quando tutto sarà finito. O quando tutto comincerà di nuovo. Questa deprimente campagna referendaria, già troppo lunga prima ancora di essere ufficialmente indetta, non serve più a nulla. Perché se si arriva a rimproverarsi le cattive compagnie che voteranno allo stesso modo, è come arrivare, quando si litiga, ad offendersi le mamme. Non ci sono più argomenti. E, dunque, poiché quello delle compagnie è l’argomento più ricorrente, non solo nelle discussioni al bar, ma persino nei pretenziosi talk show televisivi, significa che siamo al muro contro muro e non c’è più niente da dire.
Si tratta, oltretutto, di un argomento risibile. Ed è perfino imbarazzante dover ricordare una banale ovvietà: da quando le Costituzioni non sono più “ottriate” o “pattizie”, ovvero concesse dal sovrano o pattuite dal medesimo con una assemblea eletta dal popolo, ma fondate sulla sovranità popolare e redatte da una assemblea costituente, l’incontro dei politicamente differenti è auspicabile e positivo. Di più: la “ammucchiata” politica è la via maestra, dovendosi scrivere le regole fondamentali della convivenza democratica.
Ed è insopportabile la rozza pretesa di sentirsi migliori, infangando le persone, quasi che questa maledetta campagna referendaria fosse ormai popolata di tanti piccoli Laurenti Beria o Heinrich Himmler.
Per cui se da oggi fino al 4 dicembre vi capitasse mai di disputare sul SI o sul NO alle riforme costituzionali e vi fossero rinfacciate dal vostro interlocutore le cattive compagnie del vostro SI o del vostro NO, sappiate per certo che si tratta di persona priva di qualsiasi capacità di argomentare. Il che legittima a sufficienza un vostro sonorosissimo….vaffa.
Nicola Cariglia

Ne devono fare di strada in salita i liberi pensatori per arrivare a pensare liberamente, visto che il mio commento a SIlla Cellino ” Nuova edilizia a Firenze ” è stato rapidamente cassato. Orrooooreee!
Intanto Germania, Francia, e Russia si sono ritrovate a Berlino con l’Ucraina per discutere della crisi relativa, ben attenti a tenere lontano il pelele di Palazzo Chigi, che a Washington slinguava a un Obama ormai fuori gioco, con al seguito i soliti mediocri che solo noi consideriamo grandi.
Cosa scrivevo prima che uscisse la notizia? Voilà, ora anche l’Obama a due settimane dalla fine del mandato si fa abbindolare dal giullare di Rignano, sicuramente ignaro di tutta la storia italiana su questo caso, in un clima da ribotta con cenetta italo-americana, patate coltivate dalla Michelle nell’orticello della Casa Bianca e ravioli. La moglie del giullare (ma non aveva avuto il ruolo come maestra a Firenze?!? Non mi pare che i maestri godano di vacanze a metà ottobre!) vestita come un centrino da tavola. Ricorda la Pina Fantozzi agghindata per la festa di fine anno….
La gioiosa macchina da guerra è in moto, e credo che molti cadranno nel tranello.
Cosa fare e pensare, Nicola?!? Qual’é la tua sensazione e convinzione?
Caro Paolo,
forse ti sorprenderò, ma voglio restare coerente con quanto ho sempre scritto in occasione di tutti i presidenti del consiglio all’estero, di qualsiasi colore fossero. Ci vuole sobrietà: niente slinguazzate e niente attacchi demolitori. La politica estera non può essere affrontata portandosi dietro tutto il carico delle faide interne e con l’occhio puntato verso la nostra piccola provincia. Chi si oppone a Renzi (o a qualsiasi altro nostro capo del governo) impari che ci sono anche momenti nei quali occorre tacere. Forse risulterebbe poi più credibile. Chi sostiene Renzi moderi la velocità tenendo conto che gli incontri a livello internazionale osservano una ritualità scontata. Solo squarciando la quale è possibile vedere eventuali risultati concreti. E’ banale ripeterlo, ma è così.
Caro Nicola, certo, hai ragione, ma si deve anche vedere il contesto. In occasione qualunque sarebbe normale amministrazione , ma in prossimità di questo referendum mi pare una vicenda grave, un’intromissione a gamba tesa in affari interni. Obama farebbe meglio a studiarsi i dossier prima di aprire bocca a vanvera.
Mi pare una vicenda surreale quella dei referendum in un Paese che avrebbe bisogno di altre cose, di altre guide, tutto sbagliato, tutto da rifare.
Lascia perdere Nicola, la sola parola “ammucchiata” nell’italietta super cattolica é considerata una parolaccia che offende gli animi pii.
Quanto al referendum, è molto preoccupante l’ignoranza della politica estera che entra a gamba tesa, ora praticamente il sillogismo è, dagli USA, voti NO e sei per Trump, voti SI e sei per la Clinton. Lo spot del governo sul referendum che dovrebbe essere neutrale, è neanche troppo velatamente per il SI, in grosso “Volete un dolce buonissimo, decorato dai piu grandi chefs, accompagnato da un caffé delizioso?”, questo si percepisce nettamente al primo ascolto del messaggio governativo.
Quanto a Renzi, fa quadrare le cose con strenne per tutti, regali a volontà, solo per estorcere un si dai poveri illusi.
Manca la decenza e il contatto con la realtà.
Francamente se la mettiamo in questo modo così rozzo ed offensivo….. cancella pure il mio indirizzo…. Ci sono servi che dicono sì e servi che dicono no!!!! ne conosciamo tanti che hanno cercato stipendi e privilegi senza guardare da dove venivano…… Se facciamo un referendum dopo sei votazioni del Parlamento …..solo mandare a casa Renzi…ci sono tanti che sono al potere ed all’informazione da molto/troppo tempo che dovrebbero andare a casa anche prima di lui…. per quello che hanno combinato.
Se parlassimo tutti con più calma, laicità ed intelligenza scriveremmo sui contenuti negativi, sui contenuti positivi; voteremmo ognuno liberamente tenendo presente l’interesse del Paese….. e potremmo guardare con più serenità al futuro. Chi usa parole offensive ….vuol dire che non sa cosa dire!
Scusi Caggiati, con chi c’è l’ha? Cosa c’è di offensivo nell’articolo? E chi sarebbe l’offeso?
sarà per il giullare (Fo?) e il centrino (Pandico?)…
Caro Nicola,
Non riesco capire il senso del votare no, mi sembra trattarsi di un Referendum approvativo, necessario perché Renzi aveva una risicata maggioranza, insufficente per cambiare la Costituzione.
Quindi chi è per il NO dovrebbe stare a casa, perché se ci dividiamo e parte sta a casa, parte vota NO ovviamente Renzi vince facilmente, o sbaglio?
Caro Luigi,
Anche se colgo la tua ironia, in ogni caso vince chi prende più tra SI e NO: anche se uno solo andasse a votare tra Renzi e D’Alema, e tutti gli altri Italiani restassero sotto le coperte.
Nicola, non metterei sullo stesso piano le brutte compagnie del SI’ e del NO. Le brutte compagnie del SI’ sono i vecchi intrallazzatori della politica che aspirano a salire sul trenino di legno bloccato a Palazzo Chigi, le brutte compagnie del NO sono oppositori del governo a destra e a manca ma invisi al ” politically correct ” e tanto basta per apprezzarli. Se poi vistisi alla disperazione le brutte compagnie del SI’ ricorrono all’anagrafe, allora non resta che votare NO perché non c’è centenario decrepito che non sogni il giovanilismo e il futuro renziani Perciò ripeto il mio slogan tanto ” unpolitically correct ” quanto vero: SOLO I SERVI DICONO SI’.
Esatto Nicola, quando non si hanno argomenti, si cercano le provocazioni. Ti diro che quasi mi vergogno a replicare. Mentre sti personaggi del SI non si vergognano di nulla. Pensa per esempio se, sull’ scandalo della Banca Etruria la difesa davanti al parlamento fosse stata fatta da un governo non a guida Renzi. Minimo l’enpeachement, mentre la Ministra Boschi ha tranquillamente invece affermato che suo padre era una persona onesta. E nessuno ha fiatato. Questi sono allenati a tutte le nefandezze. E, basta dare uno sguardo alla manovra economica di questi giorni per mettersi la mani nei capelli (chi li ha) Loro però sono impuniti ed anche protetti. Non è un’impressione solo mia!