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Lavoro nero e contratti finti

Gli stratagemmi per per eludere l’obbligo di versare i contributi e l’ “ipocrita” norma che impone di assumere al buio i lavoratori extracomunitari.

di Redazione Pensalibero.it | 30 Giugno 2006

La mia proposta, all’assemblea di Firenze del soggetto laico, liberale e socialista, di Forum tematici “perché ci sia un ritorno alla politica”, che ha trovato nei compagni Nicola Cariglia e Domenico Civitano degli attenti sostenitori, e l’intervento di Stefano Casati sul sito di pensalibero mi spinge ad intervenire sul tema ed ha proporre, tra gli altri, un Forum specifico sul lavoro precario, sul lavoro “a nero”, sul lavoro mortificante nella più vasta problematica dello sfruttamento del lavoro e dell’immigrazione.
Scrive Stefano Casati che “un discorso a parte meriterebbe la questione degli immigrati” ed ha ragione.
Dalla mia esperienza di avvocato di extracomunitari dell’Est Europa posso testimoniare che il lavoro “a nero” degli italiani e dei stranieri nasce dalla volontà di molti datori di lavoro di voler artatamente adibire i lavoratori “a nero” per non pagare i contributi assicurativo/previdenziali.
Si arriva al paradosso, che si tollera tutti giorni, che all’extracomunitario fortunato che ha un permesso di soggiorno viene negata una formale assunzione dal datore di lavoro perché, lo ripeto, quest’ultimo non vuole pagare i contributi assicurativo/previdenziali.
Allora l’”extracomunitario fortunato”, veramente fortunato, lavora “a nero”, ma deve trovarsi un contratto di copertura, finto e falso, su cui dovrà lui stesso pagare i contributi assicurativo/previdenziali.
E termino qui sull’”extracomunitario fortunato”, veramente fortunato perché ha un permesso di soggiorno!
Passiamo all’altro, a quello clandestino, che volente o nolente deve lavorare “a nero”.
La clandestinità di quest’ultimo – parliamo di centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari – non è una scelta, non è una sfida all’Italia, all’opulenta Italia, ma è una costrizione giuridica.
Secondo la legge attuale, la Bossi/Fini che ha fatto propria una normativa del testo unico Immigrazione voluto! dal gov erno D’Alema, l’extracomunitario che entra in Italia per lavorare è clandestino e, di fatto, può solo lavorare “a nero”, mentre è regolare solo chi viene chiamato mentre si trova nel proprio paese nei limiti dei flussi.
Il Ministro Giuliano Amato ha definito tale normativa ipocrita.
Io ho già buttato giù in questi anni fiumi di parole ed oggi mi limito ad immedesimarmi, per Voi e per un attimo, in un datore di lavoro che, avendo necessità di manodopera straniera e volendo non ricorrere a manodopera “a nero”, è costretto o a chiamare un lavoratore straniero che non conosce e di cui, soprattutto, non conosce le capacità lavorative od è costretto a privarsi della manodopera che necessita.
Quanto ai flussi predeterminati dal Governo sono numeri scollegati dalla realtà.
Il governo dovrebbe indovinare il numero di lavoratori necessari mentre credo, mi sia consentito, che è più facile indovinare i numeri del gioco del Lotto tanto cari alle mie origini Partenopee.
Sia il lavoro “a nero” dell’”extracomunitario fortunato”, veramente fortunato perché ha un permesso di soggiorno, che del clandestino producono delle disfunzioni tra cui le assunzioni “post mortem” di cui parlava Stefano Casati che si riscontrano nella realtà di tutti i giorni.
Per far fronte a questa vergognosa realtà di tutti i giorni propongo in punta di penna due cose che vanno attuate subito perché la problematica connessa rischia di divenire una bomba sociale (non dimentichiamo che ci sono state centinaia di migliaia di autodenunce):
1) regolarizzare tutti gli extracomunitari che già lavorano in Italia oggi come clandestini e hanno la possibilità di un contratto di lavoro
2) intervenire da parte di chi è tenuto e fattivamente per reprimere la piaga del lavoro “a nero”.
Gli avvocati della mia associazione, la Rondine – associazione lavoratori paesi Est Europei in Italia – hanno elaborato una norma che va nella immed! iata dir ezione di quanto richiesto al capo 1) e su cui incalzeremo Governo e le forze politiche.
Chiedo un Forum in questa direzione per i laici, liberali e socialisti ricordandoci che la problematica si innesta nella stessa problematica di una Giustizia Giusta e della Legalità e che i diritti che neghiamo come Italiani ai lavoratori extracomunitari non onorano le nostre tradizioni e che i figli dei lavoratori extracomunitari, che sono tanti e sono nati in Italia, sono pure figli di quell’Europa che verrà.
Fraterni saluti
Gino Di Maro

>> Stefano Casati: quando il lavoro uccide

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. lory

    28 Luglio 2006 alle 09:35

    Con qualche riserva credo che si possa intervenire nella materia partendo dalle proposte che hanno fatto i sindacati, non condivido proprio tutto ma mi sembra una solida base:
    http://www.no-lavoronero.it

    Lory

    Rispondi
  2. sergio dubini

    30 Giugno 2006 alle 16:24

    Vi sono alcuni aspetti che vanno pure valutati oltre alla barzelletta con cui la Bossi/Fini intende far procedere gli ipotetici datori di lavoro per l’assunzione delle badanti.
    Partiamo dall’essere umano che deve essere assistito e che ha il diritto, potendo, di restarsene a casa sua anzichè essere “recluso” in una casa di riposo dove potrà contare di una assistenza modesta sotto il profilo della qualità della vita. Una quantità di neo badanti ha invaso l’Italia offrendo e spesso ottenendo lavoro presso un anziano.
    Si tratta ora di regolarizzare la badante che si trova già in Italia. Il datore di lavoro fa la domanda ma i numeri predeterminati da cretini senza cervello, sono insufficienti a garantire la regolarizzazione. Allora? Allora niente si va al decreto del prossimo anno e così via. Intanto lo Stato ci rimette i contributi ed il lavoratore è alla mercè del datore di lavoro che, se è come me, gli paga: Stipendio (800 Euro ogni 4 settimane), festività e tredicesima oltre a garantirgli la Domenica libera, vitto e alloggio ed altri piccoli vantaggi. Ma non tutti i lavoratori sono come me. Mi fermo qui per non esagerare ed abusare della vostra pazienza.
    Ho fatto domanda con la famosa assicurata che è partita alle 14.38 del giorno previsto e che è sicuramente perfetta in ogni voce, ma sia alla Prefettura di Milano che a quella di Bologna, non risulta ancora nell’elenco. Complimenti.

    Rispondi

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