L’analisi di Di Maro è interessante. Se il dopo Berlusconi è iniziato, e l’augurio è che davvero lo sia almeno per le forze laiche, liberali e socialiste, allora occorre accelerare sulla strada per la costruzione del nuovo soggetto politico – appunto – laico liberale e socialista. Ma attenzione, quello che Di Maro omette, inspiegabilmente, è che quel progetto politico che tratteggia ha già compiuti grandi passi avanti nell’ultimo anno ed ha un nome: la Rosa nel Pugno. La piattaforma politica alla base della Rosa nel Pugno, sembra compatibile con l’analisi fatta da Di Maro: profondamente liberalsocialista, mette assieme i temi legati ai diritti civili, della giustizia e della legalità, a quelli economico sociali, rilanciati anche in queste settimane dall’iniziativa del presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Daniele Capezzone, con il suo manifesto appello ‘L’Italia ce la può fare’, promosso assieme a personalità come Alberto Alesina, Francesco Giavazzi, Oscar Giannino, l’editore Rubettino ed altri. Anche sulla collocazione negli schieramenti ci siamo, visto che Di Maro parla di confronto da aprire col centrosinistra. E allora? Perché questa “dimenticanza”? In una fase in cui il soggetto politico della Rosa nel Pugno è ancora in costruzione, con alle porte il varo della fase costituente e un appuntamento pubblico – la così detta “Fiuggi Due” – in via di convocazione per l’estate per il rilancio dell’intero progetto politico, un’analisi come quella di Di Maro non si vede perché non debba trovare proprio in quella sede il suo punto di caduta naturale.
Antonio Bacchi
membro della Direzione nazionale della Rosa nel Pugno e di Radicali Italiani

Rispondo a Nicola Cariglia ed a Antonio Bacchi sul ruolo della Rosa nel Pugno
Su una cosa io, Nicola Cariglia e Antonio Bacchi, che ci stiamo confrontando sul sito http://www.pensalibero.it , concordiamo indirettamente: che la c.d. seconda Repubblica e per essa il bipartitismo Berlusconi/D’Alema ha compresso le forze laiche, liberali, socialiste e radicali che invece nella prima Repubblica avevano avuto un grande ruolo anche superiore alle stesse forze numeriche che esprimevano.
Oggi, lo dico e lo ripeto dal 9 aprile, quel bipartitismo Berlusconi/D’Alema è in crisi. E lo sarà anche nel caso in cui ci saranno governi o mere convergenze di grande coalizioni su cui tifano alcuni settori, non ultimo e non a caso il partito de La Repubblica di Scalfari.
Sarebbe un errore da parte delle forze laiche, liberali e socialiste non recuperare subito quegli spazi o arroccarsi in inesistenti terzi poli.
Occorre quello che definivo “un ritorno alla politica” per il quale, concordo con il compagno Nicola Cariglia, è opportuno, in questa fase ed anche da parte della Rosa nel Pugno, avere una libertà di manovra per esercitare forza di attrazione anche a costo di lasciare, almeno per questa fase, incarichi di governo.
Nella mia analisi sul “dopo Berlusconi” ho sostenuto, e sostengo ancora, che tutte le forze laiche, liberali e socialiste possono “incalzare questo processo”. Non ne ho nominate nessuna e, di conseguenza non me ne voglia Antonio Bacchi, neppure la Rosa nel Pugno cui è andato il mio voto il 9 aprile sia pure con qualche mal di pancia.
Che “quel progetto politico” che seguo con passione con Nicola Cariglia e tanti altri “ha già compiuto grandi passi avanti nell’ultimo anno …” con … la Rosa nel Pugno è un argomento sul quale mi confronto con piacere con Antonio Bacchi.
Premesso che il risultato elettorale della Rosa nel Pugno è stato molto deludente, sul piano politico chiedo chiarezza che oggi non c’è.
Chiedo ad Antonio Bacchi e con Lui alla Rosa nel Pugno: rispetto al costituendo “Partito Democratico”, la Rosa nel Pugno dove si colloca?
Confesso che, io attento da anni a tutte le sfumature della politica, non l’ho ancora capito. E mi converrà Antonio Bacchi che non è problema di poco conto. Non tanto per il “Partito Democratico” che non è un evento politico epocale (sinceramente mi interessa più la nascita del Partito Socialista Est Europeo), quanto alla più vasta problematica in atto di scomposizione dei poli e successiva composizione di altri.
Io quella scelta l’ho già fatta, da Socialista e non sono solo.
Se la scelta della Rosa nel Pugno sarà di non aderire/confluire nel “Partito Democratico”, e la c.d. “Fiuggi Due” potrà essere il luogo adatto per tale auspicabile chiarimento, Vi invito a prendere in considerazione la proposta del compagno Nicola Cariglia di uscire dal governo, a lavorare con chi, come gli autoconvocati di Firenze, puntano alla massima unità possibile delle forze laiche, liberali e socialiste ed a lavorare a quel PROGETTO “minimale” LIBERAL/SOCIALISTA di una decina di punti, che ho proposto con il lavoro di forum tematici che a breve si insedieranno, da porre per un confronto con il centrosinistra o, all’esito negativo, come base di una nuova opposizione in Parlamento e nel Paese.
Propongo Marco Pannella nel forum sulla legalità e sulla “Giustizia veramente Giusta” e Daniele Capezzone ed Enrico Boselli nel Forum su lavoro precario, “a nero”, e lavoro mortificante nella più vasta problematica dello sfruttamento del lavoro e dell’immigrazione.
Quanto all” “assillo di dover scegliere con chi stare” sollevato ancora da Nicola Cariglia, non solo concordo che sarà un “problema del poi”, ma sarà un problema soprattutto degli altri.
Con i poli in via di scomposizione, nel momento in cui se ne dovranno comporre altri, saranno le altre forze politiche a doversi porre il problema di come collocarsi rispetto alle forze laiche, liberali e socialiste (soprattutto se cementate da un forte “Progetto Liberal/Socialista”) in termini politici, ma anche in termini di voti.
Chiarisco fino in fondo il mio pensiero ed apro una ulteriore discussione:
Se la scelta della Rosa nel Pugno sarà di non aderire/confluire nel “Partito Democratico”, la c.d. “Fiuggi Due” potrà non essere, di conseguenza, in contrapposizione con il lavoro degli “autoconvocati” iniziato a Firenze il 17/6/06 ed anzi essere il luogo di un confronto.
Non sarà in contrapposizione con il nuovo corso del Nuovo-PSI di De Michelis, o ciò che resta del Nuovo-PSI, che anch’esso ha voluto una libertà di manovra staccandosi dalla “casa delle libertà”.
Non sarà in contrapposizione con la richiesta del compagno Daniele del Bene, Presidente Nazionale della Costituente Pse, e del compagno Luigi Rocca, neo sindaco Socialista di Isola Capo Rizzuto, di “un grande partito del Socialismo come esiste in tutti i paesi europei”. Anche agli stessi porrò, e pongo già da ora, la stessa domanda lapidaria: rispetto al costituendo “Partito Democratico”, la Costituente Pse dove si colloca?
Infine il tutto non sarà in contrapposizione con la convocazione, ad ottobre a Milano, di un’Assemblea Socialista espressione della massima unità possibile dei Socialisti Italiani che punterà a costituire, nell’ambito delle forze laiche, liberali e socialiste, un forte soggetto Socialista autonomista ed europeo.
Fraterni saluti
Gino Di Maro
Posso esprimere la mia modesta opinione?
La Rosa nel Pugno fa pena ai cani!
Antonio Dani, a.dani@hotmail.it