E anche una volta Vicofaro blindata per volontà di Don Biancalani alias un politico vestito da prete. Nel pomeriggio la visita della Boldrini che porterà, e non c’era da dubitarne, il suo sostegno al prete che è sempre sui giornali quasi ricercasse una notorietà da salvatore del popolo. Non credo nella bontà pelosa dell’accoglienza senza controllo (e tre arresti di ragazzi che lui dovrebbe controllare e avviare al lavoro, evidenziano che la situazione sfugge un po’ troppo spesso di mano a Don Biancalani) e molti la pensano come me anche se c’è una certa assuefazione da parte dei parrocchiani a lamentarsi ma non fare niente per dialogare e quindi si lascia no le cose come stanno con appunto blindature, tipo quella altamente ridicola di questa estate quando le truppe cammellate radunate dai politici in tutta la Toscana si sono messe a cantare “bella Ciao” e hanno cercato lo scontro fisico con altri gruppi di destra, mettendo a repentaglio la sicurezza degli abitanti e della polizia. Restiamo umani, sì, ma non con i paraocchi.
E’ arrivata l’ex Presidente della Camera Boldrini, accolta da applausi da un numero non sovrabbondante di abitanti (erano quasi poi i Carabinieri e la polizia , presenti con macchine e camioncini dalle 15, a questi si è aggiunto un nutrito servizio di sicurezza per la Boldrini e alle 17,30 è iniziata la festa a Vicofaro per i ragazzi di Don Biancalani, striscioni, musica di tamburi
Per fortuna non ci sono state manifestazioni contro (grazie anche alla lungimiranza della prefettura che ha deviato i gruppi di estrema destra che volevano protestare e le persone presenti hanno potuto ascoltare e applaudire le parole dell’onorevole “Sono venuta a dare la mia solidarietà a un prete in prima linea, oggetto di attacchi violenti e che credo non debba essere lasciato solo”.
L’onorevole ha poi partecipato ad un dibattito che aveva come “linea guida”il suo libro “La comunità possibile: una nuova rotta per il futuro per l’Europa”.
Quindi tutto bene ma come abitante del quartiere di Vicofaro che fino a quattro anni fa era un quartiere tranquillo e si sta trasformando in un quartiere, definito dalla polizia, “a rischio” avrei qualcosa da dire a Don Biancalani che in questi anni ha visto diminuire i suoi parrocchiani, emigrati in altre chiese, perché il parroco non è riuscito , o forse non ha voluto, amalgamare le due comunità (i parrocchiani e i ragazzi che arrivati sui barconi, hanno trovato accoglienza). Vorremmo un confronto con Don Biancalani anche per fargli capire che chi non la pensa come lui non è necessariamente un razzista o un fascista . Siamo persone stanche di non poter più usufruire degli spazi della parrocchia, siamo stanchi di essere blindati ogni volta che ci sono iniziative pro o contro i migranti, siamo stanchi di essere sempre indicati sui giornali “quartiere a rischio”. A Don Biancalani sono affidati tra la parrocchia di Vicofaro e quella di Ramini più di 80 persone di cui alcuni fuori dai protocolli. e anche la parrocchia di Ramini viene abbandonata dai genitori che hanno paura per i loro figli. Quindi i razzisti e i fascisti sono tutti e solo in queste due parrocchie?
Il Vescovo giustamente prende le difese del suo parroco ma non lo imita nella sua opera di apostolato, infatti non vedo la foresteria del Vescovado piena di immigrati.
Non vorrei che tutti quelli che parlano di accoglienza e di umanità siano a favore “ma solo non nel giardino di casa mia “.
Maria Rita Monaco

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