
Ora si torna agli albori, con il mitico Syd Barrett, che in una delle sue crisi allucinatorie avrebbe inventato il nome di uno dei più grandi gruppi rock progressive di tutti i tempi, su suggerimento delle “vocine” o forse degli extraterrestri.
Dunque, cosa porta, a distanze di decenni, i Pink Floyd a Firenze? E ancor più, cosa c’entrano con l’Ataf?
Eppure, per quanto strano possa sembrare, un nesso c’è.

Quando la gente comincia a mugugnare, a buon motivo, perchè il bus non passa, a volte non posso trattenermi da chiedere se si immaginano il perchè. E le risposte sono spesso non molto acute. Colpa dei sindacati e degli autisti lavativi, facile chiedere come tale boiata si attuerebbe. Gli interlocutori non accendono il cervello, non si convincono, ma almeno tacciono. Poi una varietà infinita di attribuzioni di responsabilità, per es le manifestazioni (anche quando non ce ne sono), ma la colpa va in gran parte a Comune e Ataf.
Ovviamente l’Ataf è una azienda penosa (e lo dico a quelli che aspettano il bus), in mano a “dirigenti” da molti considerati felloni e incapaci (sarà vero?), si dice piazzati lì per meriti di fedeltà, obbedienza o appartenenza a cerchie chiuse. Eppure se il bus non passa la colpa, per una volta, non è dell’ Ataf (che resta penosa). E’ delle centinaia di migliaia di tossici del motore che girano in macchina per Firenze, intasando tutto, paralizzando, strangolando la mobilità, compresa quella di loro stessi, ma purtroppo anche quella di tutti noi. Riprova tangibile, che lascia strabiliati i miei interlocutori alla fermata, l’abbiamo quando passano 2 o 3 bus della stessa linea, accodati l’uno all’altro, muso contro lato B, o a pochissima distanza l’uno dall’altro.
Alla domanda che rivolgo agli astanti, come mai tre bus di fila, raro che arrivi una risposta sia pur vagamente vicina alla realtà. E cioè che restano imbottigliati nei colossali ingorghi del traffico fiorentino, composto in buona parte da orde di tossici chiusi paranoicamente nella loro scatoletta, dove molti, moltissimi di loro, potrebbero tranquillamente muoversi senza la camera a gas in cui risiedono: in bus, appunto, in tram, in bici, a piedi, in treno per la grande area metropolitana. Ma subito apre bocca qualche genio, “i trasporti pubblici non funzionanooooo!!”.
Eh si, vero, e qui mi trovo ad usare un verbo che detesto, solitamente destinato a precedere affermazioni non geniali: “basterebbe …” – si, basterebbe ridurre drasticamente gli autoveicoli in circolazione (e sosta) e anche il penoso servizio Ataf si avvicinerebbe ad un livello degno, con frequenze e tempi certi. E qui gli utenti Ataf in attesa sotto il sole o la pioggia decidono improvvisamente di stendersi sull’asfalto e bloccare le schiere di paralizzatori delle strade, che procedono a singhiozzo davanti a loro (con qualche scuteraccio assassino che gli passa sulle scarpe)??? Ma nnnooooo, subito pongono la ferale domanda “e come vorrebbe fare”??

Poi colpendo la sosta abusiva, seconda e terza fila, posti residenti, strisce, scivoli disabili, “l’è un minuto” ecc. Fino a misure più radicali di limitazione di traffico e sosta, peraltro ormai normali in quasi tutta Europa.
Ed ecco che i Pink Floyd appaiono all’orizzonte a Firenze, con un angustiante dubbio. Saranno le allucinazioni di Syd Barrett, oppure la normalità di qualsiasi città dell’Europa civilizzata ed evoluta?
Ai posteri l’ardua sentenza. Ma qui entra in gioco Manzoni, e io, notoriamente, preferisco il rock e i loro interpreti.
(vedi anche http://firenzeimmobile.blogspot.com/)
Valerio Parigi

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