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L’assetto futuro dell’Europa è passato davvero per Anchorage

In Alaska hanno parlato del futuro dell’Europa, non soltanto dell’Ucraina, in assenza dell’Europa, Ucraina compresa. Trump e Putin hanno trovato l’accordo sulla questione di fondo: ridisegnare l’assetto globale del mondo, nei limiti del potere di ciascuna delle due parti. Degli Usa sappiamo abbastanza ma non tutto: Trump vuole rafforzare l’America sia economicamente che geograficamente, e considera i due obiettivi collegati dalla necessità di acquisire le risorse minerali che gli servono per mantenere ed estendere il primato tecnologico minacciato dalla Cina. Quindi annessione di Canada, Groenlandia, sottomissione di Messico, Panama

di Marco Taradash | 17 Agosto 2025

In Alaska hanno parlato del futuro dell’Europa, non soltanto dell’Ucraina, in assenza dell’Europa, Ucraina compresa.

Trump e Putin hanno trovato l’accordo sulla questione di fondo: ridisegnare l’assetto globale del mondo, nei limiti del potere di ciascuna delle due parti.

Degli Usa sappiamo abbastanza ma non tutto: Trump vuole rafforzare l’America sia economicamente che geograficamente, e considera i due obiettivi collegati dalla necessità di acquisire le risorse minerali che gli servono per mantenere ed estendere il primato tecnologico minacciato dalla Cina. Quindi annessione di Canada, Groenlandia, sottomissione di Messico, Panama eccetera.

Lo scopo di Putin è più delimitato e realistico. Il ministro degli Esteri Lavrov l’ha spiegato al suo arrivo in Alaska anche ai più duri di comprendonio: non avete ancora capito cosa vogliamo? E allora vi faccio un disegnino, indosso una maglietta con la scritta CCCP. Chiaro?

L’obiettivo è il dominio militare dell’Europa orientale e la sottomissione, attraverso minacce, corruzione e partiti fratelli, del resto. Ci riusciranno? Medvedev nell’anno dell’invasione dell’Ucraina avvisò gli europei: «La durezza è nel nostro carattere, la pazienza nel nostro sangue». Sarà bene non sottovalutare l’impegno russo. Oggi la Russia non è in grado di sconfiggere l’Ucraina sul campo ma se questa sarà costretta a cedere al ricatto congiunto di Trump e Putin le destre e sinistre filo Putin e filo Trump conquisteranno voti e forza in molti paesi europei.

Alcuni fra i capi di stato europei lo hanno compreso, altri nicchiano, altri se ne fottono, altri studiano i pro e contro. È normale che sia così visto che l’Unione Europea non corrisponde affatto alla sua denominazione. Ma dopo Anchorage ogni alibi è venuto meno. D’ora in avanti ogni atto di governo dei singoli Stati indicherà quale futuro vogliono per L’Europa. Se di indipendenza, sovranità e libertà oppure di frammentazione e deriva autoritaria.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: alaska, cccp, europa, Lavrov, nato, putin, Ucraina, Zelensky

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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