Giovanni Gozzini, ex assessore alla cultura del comune di Firenze defenestrato in un batter d’occhio dal sindaco Domenici per aver criticato la scelta di consentire nella piana fiorentina la realizzazione di un nuovo stadio e di un complesso commerciale, è tutt’ altro che un pazzerello (come si è cercato di far credere per motivi che emergeranno dalla lettura di questo articolo). Al contrario, è un uomo di grande buonsenso, colto, preparato e dotato di grande autonomia di giudizio. Insegna storia all’Università di Siena ed è stato direttore di una delle più prestigiose istituzioni culturali di Firenze e d’Italia: il Gabinetto Viesseux. Coltiva fin da ragazzo alcune passioni: fra queste lo sport praticato e la radio. Da anni tiene una rubrica presso una diffusa emittente fiorentina, Controradio, che conduce con tono spigliato ed anticonformista. Tutti se ne sono accorti per il clamore della vicenda che ha portato al suo dimissionamento, in occasione della quale giornali, radio e televisione hanno riportato e fatto ascoltare il suo proposito di invitare l’imprenditore che progetta di costruire il complesso polivalente “a fare un bel rotolino del suo progetto per ficcarselo nelle trombe del cosiddetto” (queste le parole che riportiamo approssimativamente, non essendo noi grandi cultori della materia). Tutto ciò per insegnargli a fare come i veri imprenditori: informarsi su chi fosse il proprietario dei terreni, fargli una proposta di acquisto e successivamente rivolgersi al Comune per le autorizzazioni necessarie.
Procedura impossibile: il progetto, infatti, insiste sull’area di Castello, ormai meglio conosciuta come area Fondiaria. Quella su cui si discute da oltre venti anni, che ha impegnato generazioni di amministratori. Quella della famosa telefonata di Achille Occhetto che, da segretario dell’allora PCI fece saltare per aria un progetto ormai al traguardo mettendo in crisi la federazione fiorentina del suo partito che partecipava ad una giunta assieme a PSI, PSDI e PLI.
Oggi quella che era stata concepita come una operazione che avrebbe dovuto rivoluzionare in meglio tutta l’area fiorentina è stata in gran parte realizzata nel peggiore e più banale dei modi a Novoli nell’area Fiat. A Castello (area Fondiaria) si rischia ancora di peggio perché il complesso commerciale e sportivo andrebbe ad occupare gli 80 ettari destinati al pubblico, sottraendo verde alla vasta area resa edificabile.
Infine, qualche annotazione che aiuta a comprendere la vicenda.
Beneficiario di tutta l’operazione è il patron della Fiorentina, Diego Della Valle, cui i poteri locali fanno ponti d’oro in ogni circostanza (già da alcuni anni gli è stata messa a disposizione una vasta area in un vicinissimo comune del Valdarno). Lo stadio attuale di Firenze, uno dei più belli di Italia, realizzato da Nervi, è stato restaurato in occasione dei mondiali del ’90. Dopo aver ritardato ogni e qualsiasi tentativo di realizzare opere indispensabili ( vedi aeroporto), da quindici anni a questa parte, rimasta senza valida opposizione, la sinistra, a Firenze si è fatta prendere dalla frenesia del mattone facendone strumento di una santa alleanza con la parte più rozza dell’imprenditoria fiorentina.
Il centro destra, anche questa volta, si è comportato da par suo scagliandosi non contro la giunta e la maggioranza ma contro l’assessore Gozzini: continua a non credere in una possibile vittoria e preferisce stare nel gioco.
Di ciò il PD è talmente consapevole che da mesi continua a scannarsi al proprio interno nella lotta per la ricerca del candidato a sindaco per le elezioni del prossimo anno. Come se fosse solo un problema interno. E, visto chi hanno di fronte, è vero.
L’ASSESORE RIBELLE NON E’ PAZZO NE’ IL SOLO CONTRO DELLA VALLE
Storia fiorentina utile a capire il groviglio politica-interessi forti-informazione che avvolge il Paese. Ed anche la crisi di identità del PD ed il disorientamento crescente della componente ex DS. Dal no di Occhetto allo sviluppo urbanistico di Firenze al permissivismo dei giorni nostri.

Cari amici, un po’ di pazienza. Quando il talebano Cioni sarà sindaco il cerchio si chiuderà. Finalmente Firenze diventerà la “milanaccia” dell’Italia centrale, puzzolente ma molto, molto metropoli. A Castello sorgerà il S.Siro fiorentino e l’oscuro progetto di Della Valle e dei rottami del PD si realizzerà, fare dello stesso Della Valle un “berluschino” sinistro e di Firenze la “milanaccia” politica contro la persistente e lurida Milano da bere, visto che a Roma la sinistra fa acqua. Un bel destino aspetta Firenze. I tarli rossi costruttori di Coop da architetura sovietica e fabbricanti di cooperative a getto continuo sostenute dalla grassazione delle multe degne del duca di Nottingham, battezzeranno il futuro scudetto della Fiorentina calcio a loro merito, e il sindaco talebano Cioni, che già oggi ha l’occhio da arteriosclerotico, saltellerà felice con la coppa al petto nel tripudio dei fiorentini felici, primi fra tutti i rossi da tempo rasserenati nelle ville collinari. Vogliamo perdere l’occasione del primo scudetto veramente antifascista? Cari amici, il cerchio deve chiudersi, pazientate, ancora pochi anni e si chiuderà, basta che i politicanti di due generazioni spariscano compresi gli insulsi della destra fiorentina. M.S.