Vale la pena di insistere su un punto, perché aiuta a comprendere quello che secondo noi è il vero nodo del problema nel quale si dibatte la politica italiana. E’ del tutto fuorviante tirare in ballo, per lo scandalo petroli, Maria Elena Boschi o, addirittura, Matteo Renzi. Ed altrettanto è fuorviante, da parte di Renzi e Boschi, insistere col rivendicare lo sblocco delle opere pubbliche. Nessuno, ragionevolmente, può essere contro lo sblocco delle opere pubbliche. E, anche se talvolta ignorati, ci sono strumenti efficaci per mettere al riparo da scempi paesaggistici e dai pericoli per la salute.
Con le dimissioni della ministra Guidi e l’indagine che la coinvolge è finalmente esploso un altro grave problema: il ricorso, negli ultimi venti anni (quelli della cosiddetta seconda repubblica) a imprenditori, figli di imprenditori, banchieri, alti burocrati, magistrati, uomini di finanza, etc. per ricoprire incarichi di governo e al vertice di aziende e enti pubblici. Lo si è fatto pensando di utilizzare le loro competenze professionali ma anche per utilizzare le loro relazioni a fini di consenso. E, purtroppo, la maggior parte degli scandali degli ultimi due decenni hanno tutti o quasi il brodo di coltura della fitta rete amicale e familiare di questi “tecnici” prestati alla politica, a riprova di quanto sia errata l’acritica sopravvalutazione della mitica società civile. Il risultato negativo è stato duplice: da un lato non si è migliorata la condizione della questione morale, dall’altro si è contribuito ad impoverire (certo anche attraverso l’abolizione della vita democratica dentro i partiti) la qualità della classe politica.
Renzi e la ministra Boschi farebbero bene ad applicarsi a questo tema piuttosto che menare il can per l’aia con la storia dello sblocco delle grandi opere che, di per se, non dovrebbero come conseguenza recare né corruzione né virtù diffuse. Nessuno li ha chiamati personalmente e penalmente in causa e non abbiamo motivo per pensare che lo dovrebbero essere. Ma dal punto di vista politico, il discorso è diverso.

Come prevedevo sul caso Regeni l’Italia si sta infilando in un cul de sac puerile, fatto di ripicche risibili e inconcludenti in cui l’inconsistenza di Palazzo Chigi e della Farnesina porta a una naturale alterazione delle competenze, se a dettare l’agenda finisce per essere la mamma del povero Regeni. A perdere invece saremo solo noi, poiché siamo gli europei più attardati nei rapporti con l’altra sponda. E’ preoccupante che non si capisca come in politica estera le ragioni non si ottengono mai imponendo alla controparte una cultura giuridica che non ha. E piaccia o no al cattolico Gentiloni l’unica via d’uscita è la ragion di stato, magari all’inglese, facendo pagare ipocritamente il conto all’Egitto fra qualche decennio. Ma per fortuna non siamo capaci di simili bassezze antimachiavelliche, quindi ritorniamo ad essere i sani machiavellici di una volta, viva la ragion di stato e abbasso la retorica della verità che è sotto gli occhi e con cui è inutile maramaldeggiare.
Ogni giorno c’é una ciligina Marzio, ora c’é la trovata geniale di oggi Entro il 2020 copertura totale a 30 mega! Importantissimo! Oppure, per rimediare a ministri che si dimettono (Delrio va a seguire le sorti della Guirdi), la seconda bufalata elettorale di altri 80 euro, e poi e poi, non se ne puo’ piu.
Non è questo che è importante, ma senza opposizione, e con una opposizione interna che parla senza agire, Renzi non puo’ essere fermato. Solo la gente puo’ farlo, la politica non lo farà. Quando la gente lo capirà? Questa è la sola domanda che conta!
Mi si perdoni l’ ” avvallato “, strafalcione che scappa sempre quando si dà poca importanza al come. Ma l’ultima ciliegia anche per te Paolo, è la notizia di oggi: gli inquirenti venuti dal Cairo con la coda tra le gambe e migliaia di pagine inutili sono stati ricevuti dagli inquirenti italiani nella Scuola di Polizia. Cosa c’entra la Scuola di Polizia? Quand’anche i nostri inquirenti fossero stati accolti al Cairo nella Scuola dei criminali di Stato, nessuna motivazione tecnica impediva di organizzare l’incontro agli Esteri o alla Giustizia, dove era giusto che avvenisse. La ragione è semplice, dimostrare che l’Italia non scherza, forte coi disgraziati e miserabile con gli altri, visto che anche una India ci ha messi sugli attenti. Poi sull’area di Bagnoli ieri l’inquilino di Palazzo Chigi ha avuto parole da vero disturbato incontenibile e tanto basta.
uova putride….la fretta!
Condivido totalmente l’analisi di Marzio, è ineccepibile. La fine della storia Regeni la conosciamo tutti, l’Egitto (ormai disertato dai turisti), ha gia trovato un capro espiatorio in un generale o non so chi, già condannato per sevizie, del quale puo’ sbarazzarsi senza problemi, una bella borsa di studio “Regeni”, un indennizzo alla famiglia, e un merito ipocrita, fasullo e di facciata di Renzi & C. Ma poi, diciamolo, questo ragazzo sprovveduto, non poteva fare un dottorato in Norvegia?!? Vanno in posti che si sanno pericolosi da ANNI, finiscono nei guai seri e piu grossi di loro, e poi cosa vogliono? La pietà, quella ce l’hanno, le cose che si sono lette su questo ragazzo in mano agli aguzzini fanno rabbrividire, non è un set di James Bond…..è una cosa atroce, ma altrettanto atroce e ipocrita sarà la fine. Ustica ne è un esempio, e i Maro’?
Per toccare altri argomenti, ma tutto va di pari passo, che ne è degli 8 miliardi buttati via per il MOSE? Renzi vuol fare la stessa frittata di uome putride anche a Bagnoli, davvero, complimenti.
Qui, francese o meno, ci vuole una rivoluzione, una rivoluzione dei popoli d’Europa.
Intanto sappiate che i Referendum arriveranno al massimo al 30%, con una vittoria schiacciante dei SI. Questa è l’Itaia di Renzi.
Cari Nicola e Adalberto,
l’ennesima commistione tra politica e magistratura ben si presta a rispedire ciascuno al proprio ruolo rinviando quindi il giudizio, che non può essere che giudizio politico, sui politici e sui magistrati. L’intollerabile rinvio del giudizio, che i moderati prendono per arte suprema della politica, mi porta naturalmente dalla parte di Paolo, anche se non credo minimamente che l’incazzatura alla francese abbia una benché minima forza foriera di risultati. Allora prendiamo un caso, dove la commistione tra politica e magistratura è assente e dove balza agli occhi anche se da nessuno rilevata, l’inconsistenza e l’inadeguatezza della nostra classe di governo, senza se e senza ma. Parlo del caso Regeni. Lasciamo perdere le sbavature comprensibili derivate dal dolore di una madre che vedendo il figlio seviziato parla a sproposito di “ torture nazifasciste “ come se una labbrata della Gestapo fosse stata più dolorosa di una labbrata del KGB o dell’iniezione dell’attuale CIA, lasciamo perdere questa eredità nefanda dell’antifascismo ammorbato dal fideismo dei cattolici, ma che nessuno ha in coraggio di denunciare, ed entriamo piuttosto nel merito del comportamento dell’inquilino di Palazzo Chigi e di chi siede alla Farnesina di fronte all’uccisione del povero Regeni. Balza agli occhi la volontà dell’Italia di farsi forte di un crimine dei servizi egiziani per recuperare un ruolo di potenza mediterranea. Gentiloni ha dichiarato che se non emergeranno le vere responsabilità nell’assassinio di Regeni l’Italia prenderà le sue contromisure. Quali? Ritireremo il nostro ambasciatore al Cairo? Bloccheremo lo scambio commerciale con l’Egitto quando per noi è vitale interloquire con l’altra sponda? Gentiloni soffiando dal suo sottofondo cattolico esige la verità senza che intervenga alcuna ragione di stato. Ma cosa dice Gentiloni? Sa in quali condizioni opera l’Egitto, sa che il Cairo è infestato da centinaia di spioni israeliani, americani, russi, sauditi, europei, sa che in quella megametropoli ogni mattina si raccattano cadaveri, sa che nel Sinai il governo egiziano deve combattere contro le bande dell’Isis con decine, centinaia di morti? E sa Gentiloni che il cosiddetti ricercatori alla Regeni il governo italiano dovrebbe difenderli molto prima, e prima di tutto dalle fondazioni e dalle università italiane e straniere che santificano da ricercatori tanti giovani entusiasti e li convincono a buttarsi in situazioni di cui non vedono né sanno la portata e il pericolo? Gentiloni, avvallato da Renzi, non solo è manchevole per quanto sopra, ma come capo della nostra diplomazia è uno sprovveduto. La prima regola del diplomatico che non cerchi diktat e sopraffazioni è quella di non mettere la controparte con le spalle al muro, di non costringere uno stato a riconoscere errori che metterebbero in crisi i suoi apparati fino alla destabilizzazione dello Stato stesso. Cosa vorrebbero Gentiloni e Renzi, che l’Egitto faccia estradare in Italia i colpevoli dell’assassinio di Regeni, o ne faccia pubblica esecuzione in una piazza del Cairo? Questo un esempio di come in politica l’esigenza della verità non celi l’onestà ma la stupidità, e cari Nicola e Adalberto, si tratta di politica pura, politica estera senza i fumogeni della politica interna. Politica pura dove Mattarella è apparso più di un ectoplasma. Ma sappiamo bene come finirà, Italia e Egitto faranno giochi sottobanco per l’opinione pubblica, l’Egitto fingerà di diventare uno Stato di diritto per merito dell’intransigenza italiana, la famiglia Regeni sarà moralmente e materialmente risarcita e l’Università del Cairo e quella di Roma, non so, istituiranno una fondazione in comune, l’ennesima, per il valore della ricerca insieme a una borsa di studio intitolata a Regeni. Finirà così perché non può finire altrimenti, al di là delle strombazzate di Gentiloni e Renzi. Ma vale anche ricordare un altro aspetto suscitato dal caso Regeni, e riguarda sempre la voce grossa dell’Italia col disgraziato Egitto. Da trent’anni si aspetta che la politica estera italiana faccia la voce grossa con la Francia e la Nato a proposito dell’aereo civile abbattuto a Ustica. Una novantina di morti accidentati, se vogliamo restare ai conti della serva che reggono la politica italiana, sono qualcosa di più del povero Regeni per quanto volontariamente assassinato. Ma possiamo stare certi che Francia e Nato ci prenderanno al minimo per il di dietro, oppure ricorreranno alla ragion di stato a cui di fatto l’Italia s’è rassegnata da un pezzo. Allora? I comportamenti da diplomatici guasconi nella fattispecie del caso Regeni, e il confronto della nostra politica estera tra abbattimento dell’aereo a Ustica e lo stesso caso Regeni rivela tutta l’inconsistenza, l’inadeguatezza e l’inaffidabilità della gentucola che ci governa. A questo punto, cari Nicola e Adalberto, non si tratta più di giocare a nascondersi dietro le beghe tra magistratura e politica, o nelle polemichette sulle qualità della prima e della seconda repubblica in assenza di partiti finti o veri, ma di dare un giudizio netto e inappellabile sulla nostra classe politica e sui meccanismi che da decenni non la selezionano. Soprattutto rigettando l’idea sconclusionata che una classe politica di mediocri possa attivarsi per la formazione di una classe politica a sé superiore.
D’accordo con il direttore su ogni parola dell’ articolo , anche su quelle tra parentesi.Vorrei sperare che tutti – dal direttore ai lettori – concordassimo nell’evidenziare e denunciare la vergogna delle vergogne: quella dei magistrati che vendono ai giornalisti i testi delle intercettazioni; quella della magistratura – la maggior parte, certo – che “apre un fascicolo” e non ne chiude uno; quella di magistrati che, lautamente retribuiti, non lavorano ( voce del verbo lavorare, vedi articolo uno della Costituzione ) come dovrebbero, nè quanto dovrebbero.
pardon, gli schizzi di fango non possono NON arrivare anche alla figlia.
Vedi caro Nicola, le tue valutazioni su questa generazione di politici è troppo tenera, questi qua non solo hanno cambiato, in peggio se si poteva, il sistema totale, ma stanno scardinando e distruggendo l’idea stessa di democrazia. In Inghilterra, per gli scandali che legano il padre di Cameron alla questione Panama, si parla già di uno scivolone difficilmente recuperabile da parte dello stesso Cameron, e in Italia? Gli schizzi di fango del padre della Boschi non possono arrivare fino alla figlia, questo è evidente, eppure la spocchiosa secchiona non molla l’osso e voi, dico voi italiani, non vi indignate? Rispondete con garbo? Per me il popolo italiano non si indigna, perché la dignità ormai l’ha persa. Non c’é niente, in questa vicenda come nelle altre, per la quale valga la pena salvare la Boschi e Renzi. L’unica cosa buona è l’introduzione del reato di omicidio stradale, tardivo, ma almeno è arrivato, e con molti dubbi, questo straccio di legge sulle unioni civili , per il resto dovreste a gran voce chiedere le dimissioni di un governo di non eletti che doveva solo svolgere le sue funzioni fino alle elezioni, invece fate, dite, rispondete e cogitate come se vi rivolgeste a un governo eletto dal popolo.
Appunto, si chiama perdita di dignità. Qui, di fronte a una legge ignobile sul codice del lavoro, la gente scende in piazza, si mobilita la notte, ogni notte da giorni….forse vi ci vorrebbe una sana iniezione di incazzatura francese.
Siete troppi molli, e i furboni ne approfittano. Peccato.