Parte con un neo preoccupante l’unità dei socialisti dello SDI, del NuovoPSI, dei Socialisti è Libertà ( di R.Formica) e dei Socialisti Laburisti (di V.Spini). La dichiarata unità dei socialisti non sembra finalizzata a rimettere in gioco l’ideologia socialista per migliorare le condizioni sociali ed economiche del Paese. La ricomposizione della diaspora socialista appare più come un percorso obbligato, di taluni obsoleti politici di carriera, per rimanere in piedi dopo la delusione avuta dai compagni di viaggio impegnati, ora, a liberarsi dei tanti personaggi insignificanti e improduttivi che hanno ostacolato, di fatto, il loro piano di gestione reale del potere.
Le finalità del Partito Democratico, che nasce senza statuto, senza programma, senza rif erimenti storici, è quella di gestire da solo il potere politico e amministrativo del Paese.
La costituente socialista, che pure denuncia tali anomalie, parla di permanenza nel centro sinistra, di leale sostegno al governo di Prodi, d’abolizione del Concordato tra Chiesa e Stato per la difesa della laicità di quest’ultimo.
E’ preoccupante che un partito socialista, dalle nobili tradizioni, trascuri i temi della disoccupazione giovanile, della sicurezza sociale, della giustizia giusta, delle infrastrutture insufficienti o addirittura assenti, della mala sanità, dell’aumento dell’area di povertà, della prepotenza dei poteri forti, che operano per delegittimare il potere legislativo, del totale distacco dei cittadini dalle istituzioni, della corruzione politica, del divario tra nord e sud e dei diseducativi programmi televisivi.
La giustificazione di tanto squallore politico è nella bassa statura culturale dei personaggi presenti sulla s cena politica. Sono dei mediocri mestieranti politici del so! ttogover no, non cultori dell’ideologia socialista. La costituente socialista, così presentata, amareggia e delude i tanti compagni orgogliosi e gelosi custodi della storia del Partito Socialista Italiano, del quale fecero parte, tra gli altri, Turati, Saragat, Lombardi, Nenni , Pertini e il grande difensore dell’autonomia e dell’identità socialista Bettino Craxi.
Durante i due giorni di riunione per formare il nuovo Partito Socialista, nessuno, dei presenti, ha avvertito il bisogno di ricordare i padri storici del socialismo e il loro insegnamento laico, liberale e riformista.
Illudersi di poter ritornare a guidare il cambiamento per un futuro migliore per gli italiani, è una pia illusione. Il socialismo non si può ricostruire con gli attuali personaggi, che si ostinano a ritenersi indispensabili ed insostituibili. La loro storia politica non può rappresentare un punto di riferimento aggregante. Oggi, occorrono i giovani, freschi d’energia e vogliosi di lavorare per il bene assoluto della collettività, in nome del Socialismo libero da ipoteche di sinistra e di destra.
Domenico Civitano

Lascia un commento