Recentemente, in uno dei miei ultimi articoli, ho scritto del rinnovamento culturale di Bertinotti che, pur da posizioni socialiste libertarie si trova (purtroppo per lui e per noi) all’interno di un partito che ancora si richiama al comunismo, al marxismo, e che è pieno zeppo di no-global, soubrette traverstite, ladruncoli da supermercato, ambientalisti catastrofisti…
Oggi parlerò invece della destra libertaria italiana incarnata culturalmente dall’intramontabile Giordano Bruno Guerri che venerdì scorso (13 ottobre 2006) ha scritto un interessante articolo sulla prima pagina de “Il Giornale”. Un articolo che a parer mio merita attenzione ed approfondimento.
Guerri parte dall’iniziativa dei Riformatori Liberali (www.riformatoriliberali.org) dal titolo “Dai un’anima libertaria al centrodesra” per delineare il profilo di una nuova destra italiana: aperta al mercato e quindi ai diritti individuali: dai Pacs all’eutanasia passando per la legalizzazione delle droghe alla ricerca sicentifica.
Egli, riassumento, scrive:
“L’evoluzione che ci si aspetta da una destra laica e davvero liberale significa favorire l’evoluzione sociale, disancorandosi da vecchie ideologie, modi di pensare e di vivere. Parlo di temi come le unioni civili omosessuali, il testamento biologico e la regolamentazione dell’eutanasia, la ricerca scientifica sugli embrioni comunque destinati alla distruzione. Sono argomenti sui quali la destra dei partiti lascia il monopolio del cambiamento alla sinistra, ma che nel Paese reale appartengono anche a milioni di antistatalisti di destra, laici e cattolici. E una destra chiusa a queste esigenze è destinata a invecchiare ulteriormente, indebolirsi, perdere.”
All’izinziativa dei Riformatori Liberali hanno aderito oltre a Guerri, anche i soliti radicali “di destra”Calderisi, Taradash, Della Vedova e poi Luca Barbareschi, Arturo Diaconale, Roberta Tatafiore e altri, insomma gli stessi che nel 2001 proposero il “Polo Laico” ovvero una lista laico-libertaria nella Cdl. Ahaimé certi progetti sono sempre naufragati e fondamentalmente per due motivi che posso di seguito elencare senza troppi peli sulla lingua:
1) scarso interesse degli stessi promotori che hanno lasciato morire il progetto (si ipotizza nato unicamente e molto probabilmente per prendersi i danaro del finanziamento pubblico a partiti e movimenti politici)
2) mancanza di una vera cultura liberale nella destra italiana culturalmente clericale, fascista, corporativa.
Benché sia portato a fare gli auguri a questo progetto la cui portata in termini culturali condivido in toto, preferisco rigirare la frittata e proporre a codesti laico-liberal-liberisti “di destra” di unire le forze assieme a chi, come noi, è liberalsocialista e di sinistra (come la nostra storia e tradizione politica vuole) e costituire una rinnovata Concentrazione Democratico-Liberal-Repubblican-Socialista per le riforme e contro il conservatorismo sfascista degli attuali schieramentei politici italiani.
Una Concentrazione denominabile, perché no, Partito della Democrazia Laica.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Datosi che il linguaggio era,e forse è ancora ,mi auguro,alla base del pensiero e della comunicazione interpersonale,mi aspetto –in questa fantasmagorica prospettiva del paradiso terrestre – una delucidazione e spiegazione di alcuni termini ,che sembrano alla base di tutto il teorema bagatiniano . Mi manca infatti il referente ,in italiano moderno,diciamo attuale , delle parole “sinistra” e “destra”, così spesso usate ; e che evidentemente spiegano tutto .:Attuali referenti ,dato che la semplice storia e tradizione ,apparentemente, proprio inducono a pensare a posizioni di conservazione. Ma forse conservazione non significa più quello che conoscevo………