Domenica 18 maggio, riferendo della cerimonia per l’entrata in carica ufficiale di Papa Leone XIV, i mezzi di comunicazione hanno sottolineato ampiamente che gli è stato consegnato il suo personale “anello piscatorio”. Un anello – all’inizio usato come sigillo per la riservatezza della corrispondenza privata – fatto per ciascun Pontefice in base alla sua visione e personalità, frutto di una tradizione antichissima richiamante l’episodio del Vangelo di Luca in cui Gesù invita Pietro a diventare “pescatore di uomini“.
I mezzi di comunicazione non hanno peraltro fatto cenno a due aspetti assai significativi della questione anello piscatorio. Uno specifico per cogliere le differenze tra Francesco e Leone XIV, l’altro generale per afferrare la diversità tra la Chiesa e il mondo laico.
L’aspetto specifico riguarda le immagini sull’anello. Francesco aveva scelto l’immagine delle chiavi di San Pietro al posto delle reti. Leone XIV è tornato all’immagine di san Pietro con la rete aggiunta alle chiavi, oltre al richiamo agostiniano nel proprio simbolo. Dunque è evidente che Papa Prevost ha inteso sottolineare due punti fermi del suo pntificato. L’indirizzo agostiniano distinto da quello di Francesco, in specie sull’aver cura di tutti e non privilegiare i più poveri. E reinserire la rete, simbolo inequivoco del compito evangelico della Chiesa quale pescatrice di esseri umani.
L’insistere di Leone XIV sul simbolo della rete fornisce una precisa indicazione per afferrare la diversità tra la Chiesa e il mondo laico. La Chiesa dichiara apertamente che Cristo è il Salvatore del mondo e che la sola salvezza si trova nella fede del riconoscersi in lui. La Chiesa afferma di rappresentare Dio in terra e di pescare gli umani al fine di salvarli nel riconoscersi in Cristo. Il ruolo dei credenti è far parte della comunità cattolica per vivere secondo le prescrizioni dettate da Dio con i Comandamenti e con i Vangeli . In tale quadro, la funzione del Papa è guidare il gregge dei fedeli raccolti nella rete, indicando loro la via della fede quotidiana quale mezzo partecipativo nella Comunità.
Molto diversa l’impostazione del mondo laico. Da circa metà del 1600, cioè da quando iniziò a svilupparsi con l’empirismo scozzese il metodo liberale, ha via via preso piede l’applicazione del sistema di valorizzare il ruolo e le iniziative dei cittadini individui quale motore del conoscere cose ed esseri viventi nonché quale origine del fare le scelte sulle questioni del vivere insieme.
E’ il sistema della libertà civile , che si affida ai giudizi e alle azioni dei singoli cittadini conviventi: i giudizi su chi li governa e le azioni espresse nelle loro iniziative e valutate nei risultati innescati. Un sistema confortato dall’esperienza di quattro secoli, in cui la libertà si è allargata parecchio nei paesi che l’hanno applicato. Insomma un sistema fondato sui cittadini che osservano i fatti concreti e mai si fanno invischiare in libri più o meno sacri, aventi la pretesa di conoscere il futuro e di poterlo stabilire nei propri scritti delegando la guida del gregge a qualche personaggio.
Al giorno d’oggi, praticando la libertà civile, il mondo laico è anche guarito da ogni pulsione anticlericale. Poiché tollera senza problemi l’esistenza di cittadini credenti cattolici (al pari di altre forme di credo), siccome la religione è una manifestazione ancestrale dell’animo umano , legittima e non dannosa se non prigioniera dei fanatismi. Peraltro il mondo laico è ben consapevole che la Chiesa non è e non può essere uno strumento di governo civile. Appunto perché la Chiesa applica un libro sacro fuori del tempo considerato presunta verità ed opera non in base alle scelte sperimentali dei cittadini bensì a quelle di un solo Pastore e di elites autonominatesi all’insegna di quella verità.
Questo è il significato profondo dell’anello piscatorio indossato dal Papa, di cui i mezzi di comunicazione, ancora una volta, non hanno parlato.
Le prima omelie di Leone XIV confermano la sua scelta di dare maggior valore alla Chiesa sinodale e di impegnarsi per la pace non solo in forma verbale. Tuttavia si rimane all’enunciare una speranza. Mentre, nella realtà, la pace può conseguire solo dall’equilibrio materiale tra la libertà dei cittadini diversi.
Raffaello Morelli


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