
L’amico di Putin,Lukashenko ha permesso , nei giorni scorsi, il dirottamento di un aereo civile di linea, partito dalla Grecia e diretto in Lituania, per arrestare il giovane giornalista dissidente Roman Protasevich. Com’è noto da tempo, in Bielorussia esistono movimenti e sommovimenti contro il governo sostenuto dalla Russia, che hanno portato nei mesi scorsi a forti disordini nelle piazze, sfiorando l’epico accadimento di Maidan del 2013/14 in Kyiv, ovvero la più grande e sanguinosa rivolta di questo secolo che vide i giovani e il popolo ucraino contro Yanukovich. Come allora per gli ucraini, il popolo bielorusso vuole essere più vicino all’Unione europea che a Putin, il quale già ha grandi problemi nella Russia orientale; ad esempio nella regione di Komsomolsky sull’Amur. L’Unione europea ha così ordinato alle compagnie aeree di evitare di sorvolare la Bielorussia per proteggere i voli delle compagnie aeree civili, dopo che due caccia di Lukashenko hanno costretto l’aereo all’atterraggio. Per contro Mosca ha vietato l’atterraggio in suolo russo degli aerei di queste compagnie. Ma il fatto è, che i piloti dell’aereo della Ryanair, non hanno potuto opporsi ai due caccia militari per non mettere in pericolo i passeggeri e l’intero equipaggio, nonostante fosse a circa trenta chilometri dal confine Lituano. L’accaduto fa tornare alla mente l’abbattimento da parte dei russi, dell’aereo civile di linea della Malaysia nel luglio 2014 dove perirono quattrocento civili, per il quale oggi la Russia stessa è sotto processo al tribunale dell’Aja. Con l’arresto del giornalista si teme per la sua incolumità, come per quella dei suoi collaboratori. A causa di possibili interventi militari, più nessun aereo sorvolerà quei cieli dove è presidente dal 1994, Lukashenko, chissà forse fino a quando. Nei mesi trascorsi, infatti, militari russi, sono corsi in sostegno e in difesa del governo bielorusso, contro i manifestanti scesi nelle piazze di Minsk dopo le elezioni considerate da molti truccate. Putin non vuole perdere la ” Russia bianca” dal suo raggio di influenza. Le conseguenze delle recenti elezioni hanno esasperato il clima al punto, di accusare Roman Protasevich, per ” incitamento all’odio”. Ma dietro questa scellerata azione che ha messo in allarme l’Unione Europea, c’è Putin che non vuole assolutamente una nuova Maidan. Ora, in conseguenza di ciò, dovrebbero essere imposte delle sanzioni verso la Bielorussia, ma soprattutto dovrebbero essere raddoppiate verso Mosca, che ha portato il giornalista dissidente nelle carceri di Minsk, mentre rientrava a Vilnius con la fidanzata Sophia Sapega.
Sanzioni che, invece, il presidente USA Biden vuole cancellare per permettere alla Russia di completare il suo gasdotto North stream 2, collegando il tratto che attraversa il mar di Baltico con la Germania e che invece era stato bloccato per le sanzioni contro l’occupazione russa dell’Ucraina nel Donbass e in Crimea. L’intreccio, dunque, risulta complesso e non di immediata percezione. La situazione e la posizione del piccolo stato bielorusso, ha connotati strategici rilevanti che coinvolge più attori e interessi non molto a favore della libertà di espressione e a quella economica. Gazprom, è un altro protagonista che ha molti interessi, e avere un prezioso alleato che finora appariva insperato come Biden, lascia sgomento il governo di Kyiv.
Enrico Martelloni

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